Secondo l’organizzazione per i diritti umani filo-governativa CNDH “le forze dell’ordine non hanno usato armi da fuoco”
I migranti deceduti il 24 giugno nel tentativo di entrare nell’enclave spagnola di Melilla, in Marocco, sono morti sono “con ogni probabilità” per “asfissia meccanica”. È questa la conclusione del perito medico inviato dall’organizzazione per i diritti umani CNDH (The National Human Rights Council of Morocco) appoggiata dallo Stato. Secondo il medico “le forze dell’ordine non hanno usato armi da fuoco”.
La presidente dell’organizzazione Amina Bouayach ha confermato il bilancio di 23 morti, aggiungendo che nessuna delle vittime è stata sepolta in attesa di un’autopsia.
Pochi giorni dopo l’incidente, Human Rights Watch (Hrw) lanciò l’allarme, temendo che le autorità marocchine stessero preparando una sepoltura di massa in fosse comuni.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/Maria Traspaderne
