Tecnologia e innovazione per poter guidare nuove customer experience personalizzate in tutto il mondo
Il suo più grande vanto è essere stata in grado di riconoscere fin da subito le potenzialità di internet come veicolo di distribuzione di contenuti digitali ai punti vendita al fine di rendere l’esperienza d’acquisto del cliente più coinvolgente e dinamica. È questa la marcia in più di M-Cube, realtà nata nel 2001 a Trieste, oggi tra i leader mondiali nel settore delle soluzioni digitali applicate al mondo del Retail. A raccontarcene l’evoluzione è Manlio Romanelli, fondatore e attuale presidente dell’azienda.
Da realtà locale ad azienda presente in tutto il mondo: com’è stato possibile?
«M-Cube è stata fondata da me e dai miei partner, Leonardo Comelli e Mike Sponza tuttora in azienda, nel 2001. La prima applicazione di distribuzione di dati digitali ai negozi fu quella della radio in-store: modificando l’aspetto tradizionale di semplice registrazione trasmessa, realizzammo i primissimi network digitali coordinati e centralizzati in cui palinsesti composti da migliaia di brani scongiuravano il rischio di ripetizioni e adeguavano il profilo musicale in base alle necessità di comunicazioni del brand. Tra il 2004 e il 2005, a seguito di una convergenza tra esigenze e opportunità del tempo, ci siamo quindi immersi nel campo del digital signage nei vari punti vendita, inizialmente a livello italiano per poi allargarsi su scala internazionale . Dal 2017, grazie all’ingresso in azienda del partner finanziario HLD, ci siamo espansi velocemente all’estero effettuando varie acquisizioni di competitor diretti. Negli ultimi anni i nostri servizi si sono concentrati su soluzioni dedicate all’“omnicanalità”: grazie a specifiche applicazioni, l’acquirente può oggi interagire con i prodotti presenti in negozio, di fatto unendo il mondo dell’online al mondo dell’acquisto fisico. Questo risponde a una delle necessità maggiormente applicate al mondo del Retail, ovvero all’“iper personalizzazione” del processo d’acquisto, un percorso estremamente personale grazie al quale il cliente che si reca nel punto vendita viene accolto come una persona unica e singola».
Come si applicano l’“omnicanalità” e l’“iper personalizzazione” alla figura del cliente del futuro?
«Le esigenze del cliente del futuro saranno sicuramente sempre più legate alla sfera emozionale e questo tipo di soluzioni risponde perfettamente a questa tendenza. Per supportare il fenomeno in crescita della vendita di impulso, infatti, si rende sempre più necessario creare un canale di comunicazione che sia ad alto impatto. Noi rispondiamo a questa necessità tramite grandi schermi LED che ci consentono, assieme ad altri sistemi, di fornire al cliente finale un’esperienza che sia il più immersiva possibile. Le tecnologie di “iper personalizzazione” seguono le necessità e i desideri del cliente e allo stesso tempo permettono al brand di raccogliere dati sui loro clienti e rispondere alle loro richieste. Il cliente è unico, ne conosciamo gusti e preferenze, fornendogli piattaforme che lo accompagnino nel suo percorso di acquisto».
Qual è l’espansione attuale dell’azienda?
«Attualmente M-Cube è presente con le sue installazioni in 107 Paesi, con sedi, oltre che in Italia, anche in Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito e Cina (con doppia sede ad Hong Kong e Shanghai). I nostri device per la diffusione di contenuti audiovisivi sono installati in più di 45mila punti vendita per oltre 450 brand clienti, di cui circa 80 del settore luxury».
L’obiettivo di M-Cube, player mondiale, è quello di proporre soluzioni digitali che siano in grado di anticipare le tendenze e i cambiamenti del tempo, al fine di massimizzare il successo dei loro brand clienti, così da generare un impatto positivo nei consumatori.

