Il leader dei pentastellati sottolinea come il Reddito di cittadinanza sia un “presidio a tutela dei più deboli”
Giuseppe Conte si scaglia a difesa del Reddito di cittadinanza, criticato da Giorgia Meloni. «Meloni togliendo il reddito di cittadinanza vuole la guerra civile – dice in un intervento a Rainews24. – Lei guadagna da oltre 20 anni 500 euro al giorno con i soldi dei cittadini e vuole togliere 500 euro al mese alle persone in difficoltà facendo la guerra ai poveri? Io sto semplicemente prevedendo cosa accadrebbe se, in un momento complesso come questo venisse meno un presidio a tutela dei più deboli, come reagirebbe la gente togliendo il reddito di cittadinanza».
Sul futuro elettorale commenta: «dico ai cittadini “aprite gli occhi”, anche Meloni inizia a impaurirsi di fronte alla responsabilità di guidare il Paese, anche perché non vedo in FdI una classe dirigente adeguata. Attenzione: si sta già prefigurando una grande accozzaglia al governo, con la corsa alle poltrone mentre i bisogni dei cittadini sullo sfondo».
E poi sulle dichiarazioni di Letta in caso di vittoria del centrodestra – un “rischio per la democrazia” – aggiunge: «non userei questi toni, l’Italia è una democrazia è avanzata e solida. Ma c’è da distinguere tra i programmi, quelli della destra sono inadeguati e insufficienti, come lo sono quelli di altre forze politiche del resto».
“Salvini e Conte flirtano con Putin”
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si dice “molto preoccupato per il ceto medio” a causa dei rincari dei costi dell’energia.
«In 9 milioni rischiano la povertà energetica nei prossimi giorni. Dobbiamo combattere e batterci per ottenere l’accordo a Bruxelles per il price cap – ha detto ai microfoni di Radio24. – I russi devono sospendere l’ ingerenza nella campagna elettorale italiana. Putin ricatta l’Europa con il gas. Salvini e Conte hanno flirtato e flirtano con il presidente russo Vladimir Putin che ci sta facendo aumentare le bollette. Se questa coalizione di centrosinistra fa squadra possiamo ribaltare risultato. È un errore dare la destra per vincente» – aggiunge.
E sulla legge elettorale commenta: «purtroppo non la ho scritta io, ma l’unico modo per fermare Salvini, Meloni e Berlusconi, il trio sfascia conti, è votare la coalizione progressista in cui mi trovo io. Impegno civico è all’1% nei sondaggi: non sono preoccupato. Io credo che possiamo arrivare al 6%, sono molto ottimista. Io sono sul territorio e tante persone ci vogliono dare fiducia. E questo mi infonde ottimismo».
Letta: “no a presidenzialismo. Sistema reggerà”
Enrico Letta dice no al presidenzialismo. In un’intervista a Rtl 102.5, infatti, il segretario dem afferma: «noi non siano a favore del presidenzialismo, ma contro. Per un Paese come il nostro, l’idea che tutto si risolva dando in mano a uno o a una tutto il potere io lo trovo profondamente superficiale e sbagliata. Saremo aperti a discutere, ma io lo dico con franchezza: la linea che ho posto è che, a differenza di quanto capitato in altre occasioni, se vinciamo andiamo al governo, sennò andiamo all’opposizione e ci stiamo per tutta la legislatura».
Sulle affermazioni fatte ieri, invece, aggiunge: «la democrazia non è a rischio se vince la destra, il nostro sistema regge e reggerà. Sono gli italiani che scelgono. Il mio appello è rispetto il sistema elettorale che può consentire alla destra di vincere con un 70% della rappresentanza parlamentare».
E proprio sulla legge elettorale commenta: «ha ragione Meloni, quando dice che il Rosatellum lo impose il Pd: fu Renzi che lo impose, pensando a se stesso, pensando di prendersi il 70% del Parlamento, poi è andata come è andata. Questa non è una legge proporzionale, è molto maggioritaria, quindi nei collegi uninominali, che è dove si decide, chi vota Terzo polo e 5 Stelle sostanzialmente favorisce la destra, perché là il Terzo polo e 5 stelle non possono vincere, se togliessero 3 o 5 punti percentuali al Pd porterebbero a quel risultato».
Oggi il segretario del Pd è in Sardegna, a Cagliari, per uno degli appuntamenti del suo calendario editoriale. In conferenza stampa ha dichiarato: «la Sardegna gioca un ruolo fondamentale in queste elezioni: c’è un elettorato deluso dalle politiche della Giunta di centrodestra nell’isola, soprattutto nella sanità. Queste elezioni arrivano in un momento particolare per l’inserimento in Costituzione del riconoscimento dell’insularità. Una parola che per noi non deve essere una parola astratta con risorse che devono andare alle persone giuste per un percorso di compensazione di recupero delle difficoltà legate alla stessa insularità».
Sul tema dell’energia aggiunge: «ci aspettiamo dal Consiglio dei ministri di domani importanti misure su energia per le famiglie e le imprese italiane. Noi ci fidiamo del Governo e sappiamo che Draghi prenderà misure all’altezza. Certo è che se il Governo fosse stato nel pieno delle sue funzioni sarebbe stato molto più in grado di prendere posizioni forti. Questa è la dimostrazione dell’irresponsabilità che si sono assunti coloro che hanno lo fatto cadere – sottolinea. – L’intervento dovrà essere di due tipi: sul futuro per far calare le bollette, ma quelle già ricevute non possono ora essere pagate».
Ue: “inappropriato prendere posizioni sui risultati delle elezioni”
L’Europa guarda con malcelato interesse all’esito delle elezioni in programma il prossimo 25 settembre. Quando un giornalista ha chiesto a un alto funzionario quali potrebbero essere le ricadute economiche e politiche in caso di vittoria della compagine del centrodestra questo ha risposto: «le elezioni negli Stati membri devono davvero essere rispettate. Sarà del tutto inappropriato che l’Ue inizi a prendere posizione sui risultati delle elezioni. Quindi non è questo ciò che l’Europa fa, l’Europa non discute o specula sui risultati elettorali».
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI

