L’autore di “Sapore di sale” è morto all’età di XX anni
“Quando sei qui vicino a me questo soffitto viola, no, non esiste più. Io vedo il cielo sopra noi“: si spegne a XX anni Gino Paoli, autore di uno dei brani più belli nella storia della canzone italiana.
Considerato uno dei principali esponenti della musica leggera italiana, in carriera Paoli ha partecipato a cinque edizioni del Festival di Sanremo, pubblicato 34 album, collaborato con numerosi colleghi e donato al Paese alcuni dei brani più conosciuti come Il cielo in una stanza, La gatta, Che cosa c’è, Senza fine, Sapore di sale, Una lunga storia d’amore, Quattro amici.
Nato il 23 settembre 1934 a Monfalcone, in Friuli-Venezia Giulia, dopo pochi mesi si trasferisce con la famiglia a Genova, sua città d’elezione. Lì frequenterà gli esponenti del primo nucleo della cosiddetta scuola genovese: Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Umberto Bindi, Joe Sentieri, Giorgio Calabrese ed i fratelli Gian Piero e Gian Franco Reverberi.
I suoi primi lavori attireranno l’attenzione del paroliere Mogol che inizialmente firmerà per la SIAE – a cui Paoli non era ancora iscritto – Il cielo in una stanza, canzone interpretata per la prima volta nel 1960 da Mina – che con il brano raggiunge per la seconda volta in carriera il primo posto nelle vendite. Poco dopo nello stesso anno venne cantata da Paoli, ormai consacrata come cantautore. Nei decenni il brano è stato cantato come cover da numerosi altri artisti tra i quali Giorgia, Carla Bruni, Franco Battiato, Massimo Battiato, Morgan, Noemi e Giusy Ferreri.
Nei primi anni Sessanta si lega, nonostante il matrimonio con Anna Fabbri, prima a Ornella Vanoni, poi a una giovanissima Stefania Sandrelli. Dalla loro relazione nascerà Amanda Sandrelli. Nel 1963, forse per via di una serie di difficoltà, tenta il suicidio sparandosi un colpo di pistola al petto, senza successo, continuando successivamente a vivere con un proiettile nel pericardio. Dal 1991 era sposato con Paola Penzo.
Impegnato nella difesa del diritto d’autore contro la pirateria e a favore degli interessi economici legati all’industria discografica, nel 2013 venne eletto presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE), ruolo che riveste fino a 2015 prima di dimettersi a causa delle accuse di presunta evasione fiscale, dichiarandosi innocente. Il reato, riferito a fatti avvenuti nel 2008, cadrà in prescrizione nel 2016 e il PM chiederà l’archiviazione del fascicolo.
In vita ha avuto anche un’esperienza come politico quando nel 1987 venne eletto a Montecitorio con il PCI per poi iscriversi al Gruppo Indipendente di Sinistra. La sua carriera di politico si concluse nel 1992 prima di ricoprire il ruolo di assessore alla Cultura nel comune di Arenzano, in provincia di Genova.
di: Alessia MALCAUS
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