L’azienda salernitana è pronta a ripartire con nuove proposte nel mercato dell’Anti-Aging
Una pionieristica Made in Italy diffusa in oltre 40 Paesi del mondo. Con alle spalle 30 anni di esperienza e competenza, Brera Medical Technologies sviluppa e produce dispositivi medici per il mercato della medicina estetica e della riabilitazione fisioterapica. Tra i fiori all’occhiello dell’azienda ci sono le apparecchiature elettromedicali non invasive, un’innovazione ancora unica al mondo, e l’attenzione particolare dedicata all’Anti-Aging. Far sì che si possa invecchiare sempre più lentamente e meglio, restando in buona salute e in forma: ecco l’obiettivo della Brera Medical Technologies.
Un obiettivo che, come ci conferma il Ceo Attilio Grattacaso, ha saputo tenere duro in periodo di crisi.
– Come avete affrontato la crisi economica dovuta alla pandemia di Covid-19?
«Il settore in cui operiamo, quello dell’estetica, è fortunatamente un settore abbastanza protetto perché non vive mai periodi di crisi profonda. Come molti altri sicuramente abbiamo sofferto una sostanziosa contrazione dovuta principalmente alle chiusure. Uno dei nostri punti di forza è però stato quello di essere presenti in modo capillare in 45 Paesi, così abbiamo potuto sostenerci grazie a quelli che lavoravano mentre altri chiudevano. Ad esempio, mentre l’Europa viveva le nuove chiusure invernali, in America Latina era estate. Ora è il contrario».
– Essere internazionali, quindi, ha costituito un vantaggio per voi?
«Questa condizione di alternanza ci ha salvato. Ovviamente un conto è avere tutto il mercato aperto e disponibile, un altro dover sostenere una contrazione del fatturato. Ma la nostra è un’azienda artigianale che non lavora sulla quantità ma sulla qualità del prodotto, che è ad alto valore aggiunto e quindi ha alti livelli di marginalità. Sul mercato italiano, invece, abbiamo sofferto molto perché non c’è ancora stata una vera ripresa. Inoltre, quelli che noi offriamo sono beni strumentali notevoli, apparecchiature medicali che rappresentano un investimento a medio-lungo termine. Un investimento che, in questo periodo di incertezza, è anche un rischio, a differenza di tutto il settore del consumabile nella medicina estetica, ovvero i prodotti che si consumano sul momento».
– Quali sono i vostri obiettivi e le strategie da mettere in campo nel post-pandemia?
«Il nostro reparto interno di Ricerca e Sviluppo non si è mai fermato, abbiamo anzi sfruttato il momento per fare ricerca su nuovi prodotti. La nostra strategia, quindi, sarà essere pronti alla ripartenza con qualcosa di nuovo da offrire sul mercato. Speriamo in un clima generale di entusiasmo: le persone hanno voglia di ripartire e anche il nostro settore, noi ci siamo. Nell’ultimo anno abbiamo sofferto la chiusura delle fiere e dei congressi. Ora puntiamo al Congresso mondiale di medicina estetica e anti-age che si terrà a Montecarlo dal 16 al 19 settembre. È quella la data che ci siamo prefissati per la vera ripartenza».

