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    Home » Archivio Storico » 2023 » L’Europa (e gli Usa) discutono sui carrarmati per Kiev
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    L’Europa (e gli Usa) discutono sui carrarmati per Kiev

    Caterina MaggiDi Caterina MaggiGennaio 22, 2023
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    Mentre si discute dell’invio di Leopard 2, l’ex presidente britannico in visita in Ucraina, scortato da Zelensky

    «Continueremo a fornire all’Ucraina tutto l’aiuto di cui avrà bisogno» assicura Scholz insieme a Macron nell’anniversario della sigla del trattato dell’Eliseo, che portò la pace tra Francia e Germania nel Dopoguerra. E qualcosa potrebbe essersi sbloccato anche sul fronte degli armamenti. Sarebbero 19 infatti i Leopard 2, i carri armati offensivi, che Berlino intende inviare a Kiev. Lo scrive il settimanale tedesco Der Spiegel, anche se non ci sono conferme ufficiali in merito Il giornale riferisce che l’esercito tedesco ha 212 Leopard operativi di vari modelli.

    Spiegel chiarisce che l’Ucraina potrebbe ricevere Leopard anche da altri Paesi, come la Polonia, laddove i tedeschi ne approvassero la consegna.

    La consegna dei carri armati non sarebbe, però, piaciuta agli Stati Uniti. Secondo la Suddeutsche Zeitung da Washington non sarebbe stata gradita la notizia del collegamento tra l’invio dei Leopard a quello degli Abrams americani, per questo il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin avrebbe avuto un acceso scontro con il capo della cancelleria tedesca Wolfgang Schmidt a Ramstein.

    Da par sua Macron ha affermato che “nulla è escluso”, alla domanda su una possibile fornitura di carri amarti Leclerc. «Ho chiesto al ministro della Difesa di lavorarci su. È qualcosa che si valuta tutti insieme» sono state le parole del presidente francese.

    In serata arriva la conferma della ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock che assicura come Berlino non si opporrà alla decisione polacca dell’invio dei carri armati. Baerbock ha spiegato che “se ci viene posta la richiesta, allora non ci opporremo“, dopo un incontro con il cancelliere Scholz e il presidente Macron. Baerbock ha voluto poi sottolineare che “per il momento la domanda non è stata posta” dalla Polonia, ma “sappiamo quanto siano importanti questi carri armati ed è per questo che ne stiamo discutendo ora con i nostri partner. Dobbiamo assicurarci che le vite delle persone vengano salvate e il territorio dell’Ucraina liberato“.

    Johnson oggi in Ucraina

    L’ex premier britannico Boris Johnson si è recato oggi, domenica 22 gennaio, in Ucraina e ha visitato Bucha e Borodyanka, nella regione di Kiev, come riportano i media ucraini. Johnson ha incontrato nella capitale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha pubblicato sui suoi canali social un video dell’incontro e ha ringraziato l’ex premier britannico per il suo sostegno, definendolo “un vero amico dell’Ucraina”. 

    La defenestrazione di Budapest

    Se sul fronte si combatte la battaglia più dura, sono anche le azioni diplomatiche che giocano un ruolo importante nel risiko ucraino. Ieri sera Budapest ha deciso di fare una mossa in questo senso, a favore della Russia: il ministero della Difesa dell’Ungheria ha destituito almeno 170 alti ufficiali delle forze armate, fra cui generali e colonnelli.

    Il provvedimento è stato presentato come necessario per ringiovanire e ammodernare la difesa, scrive il portale Daily News Hungary, ma l’opposizione accusa invece il governo di Budapest di volersi liberare degli ufficiali a favore della Nato, alleanza di cui l’Ungheria fa parte e che è particolarmente scomoda per i suoi “rapporti di vicinato” con la Russia. Soprattutto il partito del premier, Viktor Orban, è stato a più riprese accusato di posizioni filorusse. I militari potranno andare in pensione grazie anche a un decreto del governo che permette agli ufficiali delle forze armate di ritirarsi dopo 25 anni di servizio. Peccato che secondo l’opposizione e le fonti giornalistiche sia stato il ministero della Difesa a scegliere chi deve lasciare il posto. Gli ufficiali devono andarsene entro due mesi e poi riceveranno il 70% del salario, anche se continueranno a lavorare.

    L’asse franco tedesco

    Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, sarà oggi a Parigi per celebrare i 60 anni di cooperazione franco-tedesca del Dopoguerra, in un momento non idilliaco delle relazioni tra i due Paesi e per il governo Scholz in particolare, pressato dall’esterno perché invii in Ucraina i carri armati Leopard. Il cancelliere e il presidente francese, Emmanuel Macron, si incontreranno stamani all’Università della Sorbona prima di una riunione di gabinetto congiunta. Tanti i dossier sul tavolo: la guerra in Ucraina certo tra i primi, ma anche clima e questione energetica, oltre alle strategie per mantenere l’Unione Europea competitiva di fronte alle scelte statunitensi. «Siamo consapevoli di essere il motore dell’Europa – ha detto Baerbel Bas, presidente del Bundestag, la Camera bassa del Parlamento tedesco – sono molto fiduciosa che le relazioni franco-tedesche trovino oggi nuovo slancio», ha assicurato.

    La Germania non ha ancora sciolto il nodo della consegna dei carri armati Leopard 2 a Kiev a quasi un anno dall’invasione russa e la Francia è tra gli Stati che hanno fatto pressioni sulla Germania perché sciogliesse le riserve, lanciandosi in avanti con consegne di artiglieria mobile ad aprile e di carri armati leggeri questo mese. La Francia è però fuori dall’iniziativa tedesca Sky Shield, che coinvolge 14 alleati con l’obiettivo di costituire una Difesa europea. Sulla questione Leopard ieri si è pronunciato anche lo speaker della Duma russa, Viacheslav Volodin: “La fornitura di armi offensive a Kiev porterebbe a un disastro globale – ha scritto su Telegram – se Washington e i Paesi della Nato inviano armi (all’Ucraina) da impiegare per attaccare città pacifiche o per tentare di occupare le nostre terre, una minaccia che è stata fatta, questo provocherebbe una reazione con l’uso di armi ancora più potenti”, ha aggiunto il presidente della camera bassa del parlamento di Mosca, citato dalla Tass. Macron ha detto che «Germania e Francia, poiché hanno disboscato il sentiero della riconciliazione – ha detto Macron – devono diventare pioniere per la rifondazione della nostra Europa».

    Arrivano i re del mare

    Mentre si aspettano con impazienza i carri armati Leopard dalla Germania, in Ucraina sono arrivati gli elicotteri Sea King donati dalla Gran Bretagna. Lo ha annunciato il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, in un tweet dove mostra i velivoli in azione: “si tratta di un gran rinforzo per la Marina ucraina. La nostra cooperazione continuerà ad aumentare”.

    Sea King from the UK has arrived in its new kingdom near the Black Sea in Ukraine!
    It is a strong reinforcement for the Ukrainian Navy. Our cooperation will continue to increase.
    Thank you to @BWallaceMP
    Together, we will secure the seas and lands across all of Europe! pic.twitter.com/Qf4mF2vp8L

    — Oleksii Reznikov (@oleksiireznikov) January 21, 2023

    Che notizie dal fronte?

    Secondo lo stato maggiore militare ucraino, citato da Kyiv Independent, le forze di Kiev hanno respinto 10 attacchi russi ad altrettanti insediamenti, mentre hanno compiuto attacchi di terra contro 14 basi temporanee delle truppe russe e colpito con bombardamenti tre sistemi missilistici antiaerei nemici.

    Oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso omaggio alle vittime dell’incidente in elicottero avvenuto nella zona residenziale di Brovary a Kiev, capitale dell’Ucraina, attraverso un videomessaggio. Nel video Zelensky affermato che il Ministro degli Interni Denys Monastyrsky, morto nell’incidente, era “una persona professionale e genuina” e ha anche espresso le sue condoglianze a tutti i “parenti e amici” delle vittime.

    L’elicottero, che trasportava Monastyrskyi e altri alti funzionari, si è schiantato contro l’edificio di un asilo nella zona residenziale di Brovary a Kiev, uccidendo lui e una dozzina di altre persone, tra cui una donna e una bambina.

    Medvedev: “l’Occidente vuole sbranare la Russia”

    «L’incontro di Ramstein e le forniture di armi pesanti a Kiev non lasciano dubbi sul fatto che i nostri nemici cercheranno di sbranarci o addirittura di distruggerci all’infinito. E hanno armi a sufficienza per farlo. Potrebbero anche iniziare a produrne di nuove, se necessario». A lanciare questo messaggio di allarme su Telegram è il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev, che lancia l’ipotesi di una coalizione anti Americana: «nell’eventualità di un conflitto prolungato, a un certo punto potrebbe comparire una nuova alleanza militare, composta da quei Paesi che saranno infastiditi dagli americani” e dai loro alleati». Secondo Medvedev «il mondo tornerà ad essere un luogo stabile quando gli Stati Uniti abbandoneranno l’Europa e ciò che resterà dei poveri ucraini, a meno che non sia troppo tardi».

    di: Caterina MAGGI

    aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE

    FOTO: ANSA/EPA/LECH MUSZYNSKI POLAND OUT

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