In Italia nel 2021 sono 28 i bambini che hanno perso la vita in incidenti stradali, 23 di loro avevano tra cinque e 14 anni
Stando a quanto pubblicato nel nuovo rapporto dell’Etsc, il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti, intitolato Road Safety Performance Index, nell’arco decennale tra il 2011 e il 2022 oltre 6 mila bambini dell’UE sono rimaste vittime della strada,
«Perdere un figlio in un incidente stradale è una tragedia che nessuna famiglia dovrebbe vivere. Sebbene, in alcune parti d’Europa, l’azzeramento della mortalità infantile stia diventando una realtà, la strada da percorrere è ancora lunga. Molti dei progressi in sicurezza degli ultimi anni sono stati raggiunti grazie ad automobili più sicure. Tenere al sicuro i bambini rinchiudendoli in gabbie di metallo, però, è una ‘vittoria di Pirro’. Se vogliamo che bambini sani e attivi diventino adulti sani e attivi, dobbiamo cambiare modo di ragionare. Per rendere le città sicure per i bambini bastano cose semplici, come velocità più basse e strade scolastiche. Se, però, vogliamo davvero ridurre le centinaia di tragiche morti di bambini che si verificano ogni anno, dobbiamo riprogettare i nostri spazi urbani, per tenere separati i bambini dai veicoli veloci, e creare degli spazi nei quali i piccoli possano giocare e muoversi in sicurezza», ha dichiarato Antonio Avenoso, direttore esecutivo Etsc.
Le raccomandazioni del Consiglio Europeo sono: percorsi ciclabili e pedonali sicuri verso le scuole, oltre alla riduzione della velocità dei veicoli nelle zone limitrofe a 30 km/h. In aggiunta, l’Etsc chiede una formazione teorica e pratica obbligatoria.
Sempre l’organo, denuncia l’incidenza del 20% in più dei casi in quei Paesi dove è consentito guidare a 14 anni, affermando che non si dovrebbe abbassare l’età minima raccomandata dall’UE, ovvero 16 anni.
di: Federico ANTONOPULO
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