“Un altro nome che evoca giustizia. Anzi ingiustizia”: così la sorella di Stefano sulla sentenza di assoluzione per gli imputati dell’omicidio di Serena Mollicone
Ilaria Cucchi esprime vicinanza ai familiari di Serena Mollicone: ieri la Corte d’Assise di Cassino ha assolto dall’accusa di omicidio tutti gli imputati.
«A coloro che stanno cercando la verità sull’assassinio di Serena dico con tutto il cuore: non mollate mai e non smettete mai di credere nella Giustizia anche se il prezzo che state pagando sarà altissimo, ma già lo sapete – ha dichiarato la sorella di Stefano, ucciso di botte dai carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro nella caserma di Roma Casilina nel 2009 – non so se augurarvi di fare la mia vita ma non si può dimenticare ciò che è stato fatto alla vostra bellissima ragazza. Siamo tutti condannati. Tutti noi».
Ilaria Cucchi ha, poi, commentato la sentenza sul caso Mollicone affermando: «un altro nome che evoca giustizia. Anzi ingiustizia. Quel che sappiamo è che che coloro che l’hanno uccisa non hanno ancora una identità scritta su una sentenza di condanna. Mi dicono che sono in molti a scrivere sul web il mio nome dicendo che ‘ci vorrebbe Ilaria Cucchi’. Li ringrazio ma io sono stata soltanto e sono e sarò sempre la sorella di Stefano. È vero, non mi sono mai arresa. 13 anni di processi, oltre 150 udienze e 16 gradi di giudizio e non è ancora finita. Di fatto io e la mia famiglia siamo condannati ad un vero e proprio ergastolo giudiziario anche se gli assassini di Stefano oggi sono ben noti e stanno in carcere. Non ho alcuna autorità per parlare di altri processi. Posso solo dire che da sola non avrei potuto fare nulla. Senza Fabio e poi tanti altri non sarei andata da nessuna parte».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI

