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    Home » Archivio Storico » 2022 » Il libro del mese – le recensioni di Micaela Ferraro
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    Il libro del mese – le recensioni di Micaela Ferraro

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroSettembre 14, 2022
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    Le cinque donne

    La vera storia delle vittime dimenticate di Jack lo Squartatore

    Londra, 1888. L’Inghilterra vive un periodo di grande crescita e fermento. Sul trono c’è la regina Vittoria che l’anno prima ha festeggiato il suo Giubileo d’oro: puritana e tradizionalista, la sovrana è il simbolo della potenza imperiale britannica. Ma dove brilla intensa la luce, le ombre sono più dense. Londra vive di tabù e contraddizioni: allo sfarzo delle classi più ricche fa da contraltare l’assoluta indigenza dei più poveri, c’è un altissimo tasso di sfruttamento minorile e il boom economico porta le donne nei campi e nelle fabbriche. Le condizioni a cui sono sottoposte sono peggiori di quelle di chiunque altro: la donna è una figura debole, non ha nessuna indipendenza, il bagaglio culturale di cui può disporre è volutamente limitato. La società la vuole angelica, modesta, pudica, incapace di commettere qualsivoglia atto trasgressivo. Pertanto qualunque peccato commetta un uomo, è la donna a portarne il peso del giudizio morale.

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    Pochi anni prima, nel 1864, era stato redatto il Contagious Disease Act, che permetteva alle guardie di prelevare dalla strada le donne sospettate di prostituzione e obbligarle a sottoporsi alla visita forzata dei genitali. Un’umiliazione a cui le donne non potevano sfuggire: chi si rifiutava rischiava la prigione. Tuttavia, molte di quelle che vivevano per strada non erano prostitute: si trattava perlopiù di donne ripudiate dai mariti che tentavano di sopravvivere e vedevano la loro reputazione definitivamente danneggiata dopo essere finite nelle grinfie dell’autorità.

    C’è un quartiere, a Londra, che in quell’autunno del terrore 1888 diventa simbolo perfetto delle contraddizioni del regno: Whitechapel. Sorge sulla riva nord del Tamigi, a pochi passi dalla City, ma è una zona di degrado: vicoli sporchi, corti interne malfamate frequentate da barboni e criminali. È in questo clima surreale che cinque donne vengono uccise da quello che passerà alla storia come Jack lo Squartatore. Cinque vittime che sono state figlie, mogli, madri, sorelle e amiche, ma che la Storia ha relegato a un unico ruolo: puttane. All’epoca degli omicidi infatti, la convinzione che l’assassino se la prendesse con le prostitute rafforzò il codice morale su ciò che era giusto o sbagliato.

    Hallie Rubenhold ci racconta in questo libro l’Inghilterra di fine ‘800: non la Londra sfavillante della Corte ma la città degli strati più emarginati della società, quella nella quale si muovono Mary Ann Nichols, Annie Chapman, Elisabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly. Donne con una storia e una vita, che la narrazione ipocrita, moralista e sessista dell’età Vittoriana ha relegato al ruolo di prostitute e a cui Rubenhold restituisce voce e dignità. Non si tratta di un romanzo ma di un saggio storico, completo di una bibliografia ampia e dettagliata, che rimette le vittime al centro della storia ricostruendo per il lettore la loro vita e restituendoci così uno spaccato doloroso e reale dell’Inghilterra di fine ‘800.

    È una lettura interessante e potente che lascia il lettore davanti a una domanda inespressa, difficile da digerire: perché ricordiamo il nome dell’assassino ma non quello delle sue vittime? Perché abbiamo paura delle streghe e non di coloro che le bruciarono sul rogo?

    #librodelmese
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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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