Harpaceas è stata fondata a Milano nel 1990 da un gruppo di ingegneri che precedentemente avevano maturato una significativa esperienza presso lo studio Finzi & Associati e la CEAS.
Oggi l’azienda milanese presenta sul mercato una vasta gamma che comprende software BIM tra i più diffusi a livello mondiale per tutto il settore delle costruzioni, ponendosi come azienda-partner tecnologica per tutto il processo ideativo e costruttivo, dalla progettazione alla costruzione. A parlarcene è l’Ing. Luca Ferrari, direttore generale di Harpaceas.
– Come avete vissuto la pandemia? Avete avuto delle migliorie?
«Fin da subito la nostra azienda ha affrontato la pandemia trasferendo velocemente in remoto la totalità del personale, composta da circa 55 persone, ad eccezione della reception rimasta in azienda. Da settembre dello scorso anno l’attività in presenza è ripresa gradualmente mantenendo una percentuale dell’organico in smart working oscillante tra il 40% e il 60%. Per noi le tecnologie di comunicazione da remoto erano già in atto dai tempi pre-pandemia in quanto la nostra azienda opera nel settore della digitalizzazione per la filiera delle costruzioni. Questo ci ha consentito di continuare ad erogare i principali servizi nei confronti dei nostri clienti, quale supporto tecnico, formazione, attività consulenziali, certificazioni professionali. Abbiamo avuto modo di organizzare un centinaio di eventi ai quali hanno partecipato diverse migliaia di persone e di questo ne andiamo molto fieri. Personalmente non abbiamo avuto modo di lamentarci perché c’è stato un contraccolpo negativo esclusivamente nel primo lockdown durante il quale i cantieri erano stati chiusi. Una volta riaperti, c’è stata una forte ripresa. Il 30 aprile 2021, i ricavi sono stati stimati positivamente oltre il 10% del fatturato».
– Come sarà il futuro della vostra azienda? Avete strategie da mettere in campo?
«Harpaceas, fin dalla sua nascita nel 1990, si è contraddistinta sul mercato per le soluzioni e servizi per la digitalizzazione delle filiere di costruzione in Italia. Sappiamo tutti quale ruolo ha conferito lo Stato nel Pnrr alla digitalizzazione. Siamo in procinto di entrare in una fase di svolta epocale e di conseguenza ci siamo organizzati per cogliere al meglio questa sfida. Nel corso dell’anno abbiamo sviluppato la soluzione “PontiSicuri” che è nata da un progetto di ricerca scientifica con il dipartimento di ingegneria civile ed industriale dell’Università di Pisa, avente come obiettivo la gestione digitale della classificazione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio di ponti esistenti. Questo è diventato un tema di grande rilievo soprattutto dopo la tragedia del Ponte Morandi di Genova e non solo. Non siamo stati a guardare quello che è successo, anzi abbiamo cercato di cambiare marcia. Un secondo progetto, in collaborazione con l’Università di Ferrara messo in campo due mesi fa, ha costituito un’altra startup con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo dell’architettura Blockchain anche nel settore delle costruzioni. Ci sentiamo innovativi e ne siamo molto fieri».
Al centro dell’azienda, una tra le quattro fondatrici dell’associazione italiana Infrastrutture sostenibili della quale l’Ing. Luca Ferrari è vice presidente, c’è la proposta di soluzioni digitali che favoriscono la progettazione e la costruzione di opere sostenibili. La digitalizzazione potrà in futuro sostenere la sostenibilità.

