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Al vertice di Davos il segretario generale dell’Onu punta il dito contro le industrie energetiche: “troppe menzogne”

«Penso che siamo nella peggiore situazione che io abbia visto nel corso della mia vita. Stiamo flirtando col disastro». Sono le parole del segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres, rispondendo al Forum di Davos alla domanda se avesse mai visto una situazione mondiale geopolitica ed economica come quella attuale: «non ho vissuto la Seconda guerra mondiale – ha premesso Guterres, prima di attaccare frontalmente – la mancanza di senso di emergenza – e avvisando che – abbiamo un solo pianeta da usare». Guterres ha tentato un paragone con la Guerra fredda dicendo che allora la situazione era “più semplice” perché “c’erano due blocchi” ma “meccanismi chiari”.

«Oggi siamo molto vicini al punto di svolta che renderà la catastrofe irreversibile, siamo sull’orlo di cambiamenti irreversibili che minerebbero il futuro del pianeta» aggiunge Guterres secondo cui «stiamo guardando nell’occhio di un uragano di categoria 5». Questa la metafora scelta dal segretario generale dell’Onu, che ha fatto riferimento alla «crisi economica, con molte parti del mondo che affrontano la recessione, profonde diseguaglianze, crisi energetica, aumento dei prezzi, inflazione, persistenti effetti della pandemia». E punta il dito contro l’industria energetica, colpevole di aver mentito sulla reale portata del disastro climatico (alcuni giorni fa è stata divulgata la notizia che le più grandi compagnie petrolifere sapessero del rischio ambientale causato dal cambiamento climatico ma non abbiano condiviso le informazioni dagli anni ’80 ad oggi).«Oggi i produttori di combustibili fossili – accusa Guterres – e i loro sostenitori continuano a correre per espandere la produzione, ben sapendo che il loro modello di business non è compatibile con la sopravvivenza umana. Questa follia appartiene alla fantascienza, eppure sappiamo che il crollo dell’ecosistema è un fatto scientifico freddo e duro».

A Davos ha partecipato, in videocollegamento, anche il presidente ucraino. Zelensky ha voluto sottolineare che “l’Occidente ha esitato nel 2014“, aggiungendo che per questo “adesso il mondo non deve esitare, ma serve un approccio veloce nelle decisioni per aiutare l’Ucraina e a far fronte alla Russia che sta esportando il terrore“.

In conclusione Zelensky ha dichiarato che “non siamo stati noi a iniziare la guerra, ma siamo noi che dovremo finirla“.

di: Caterina MAGGI

aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/GIAN EHRENZELLER