L’azienda presente a Torino e Roma è già pronta a riprendere in mano i progetti per le soluzioni innovative
Dai primi sistemi informativi ad oggi verso la continua innovazione: Gruppo Bellucci è azienda leader nel settore dei sistemi IT per il business dei propri clienti. Un mondo che mai come nell’ultimo anno ha vissuto una grande contraddizione. Da una parte il boom della domanda, dovuto soprattutto allo smart working, dall’altro la ridotta reperibilità dei prodotti.
Ci racconta come Gruppo Bellucci ha vissuto tutto questo l’Amministratore delegato Alberto Bellucci.
– Come avete affrontato la pandemia?
«Fortunatamente noi facciamo parte di un settore che non si è mai fermato, quello dell’information technology, dell’informatica, della tecnologia e in generale dei prodotti legati alla digitalizzazione. I nostri uffici non hanno mai chiuso, anzi, in termini di volumi di attività il 2020 è stato un anno molto impegnativo. L’anno scorso le vere protagoniste sono state le postazioni di lavoro, i PC dunque: parallelamente alla pandemia è scoppiato un vero tsunami con l’inizio dello smart working. La parte complicata per noi è stata gestire il flusso degli arrivi dei prodotti dalla Cina. Noi, infatti, lavoriamo con i principali brand, come HP, Lenovo, Dell, Acer, e con la chiusura delle fabbriche e il blocco dei trasporti ci sono state grosse difficoltà di reperimento. Abbiamo combattuto molto per far sì che i clienti che necessitavano di grandi quantità di prodotti fossero soddisfatti in tempi accettabili, sfruttando la nostra esperienza e gli ottimi rapporti con i partner per velocizzare l’arrivo dei prodotti. Possiamo dire, dunque, che in termini di business e attività il 2020 è stato uno dei periodi più complessi ma anche più impegnativi e difficili, per una serie di variabili. Una delle quali è stata la carenza di microchip di cui ancora adesso patiamo l’onda lunga, insieme ad altri componenti vitali dei prodotti informatici e non che stanno tardando. I brand e i partner con cui lavoriamo direttamente ci hanno avvertito che i ritardi pandemici dureranno almeno per tutto l’anno in scorso».
– Quali sono i vostri progetti e le vostre strategie per il futuro, anche alla luce di tutto questo?
«Siamo coscienti che il volume di attività del 2020 è stato assolutamente atipico e che il futuro si baserà su altre esigenze. Ad esempio, l’anno scorso il PC è stato protagonista. Da sempre siamo esperti su soluzioni legate al mondo del data center, dei server, degli storage, e da più di 10 anni sulla parte della sicurezza come su quella innovativa dell’intelligenza artificiale, dei cloud e dell’Industry 4.0. L’anno scorso questa attività di differenziazione su questi filoni innovativi si è molto rallentata, per i motivi che tutti conosciamo, ma vogliamo puntare di nuovi a questi filoni perché sappiamo che l’onda lunga del PC continuerà ma prenderà anche delle forme diverse».

