Dopo un’indagine durata 4 anni, i media britannici dimostrano che afgani disarmati sono stati uccisi “a sangue freddo”
Secondo un’indagine condotta dalla BBC, 54 persone che sono state uccise a colpi di arma da fuoco in circostanze sospette da un’unità SAS, commando dello Special Air Service britannico, tra novembre 2010 e maggio 2011 nella provincia di Hemland.
La Sas avrebbe ucciso “a sangue freddo” afgani disarmi, durante i vari raid notturni svolti, per poi porre le armi sui loro cadaveri per giustificare i crimini. Secondo la BBC, alti funzionari, tra i quali Mark Carleton-Smith, sarebbero stati a conoscenza delle preoccupazioni legate alle operazioni. Smith si sarebbe ritirato l’anno scorso, rifiutando di commentare il fatto: «Non sono state presentate nuove prove, ma la polizia indagherà su eventuali accuse se verranno alla luce nuove prove», ha dichiarato.
«Troppe persone venivano uccise nei raid notturni e le spiegazioni non avevano senso. Quando qualcuno viene arrestato, non deve finire ucciso», ha detto un ufficiale militare alla BBC, aggiungendo che all’epoca “era chiaro che qualcosa non andava“.
Poche ore dopo e subito Il Ministero della Difesa (MoD) ha accusato la BBC di fare giornalismo “irresponsabile e scorretto“, poche ore prima di un documentario di Panorama che accuserà i soldati della SAS.
Nel 2014, la Royal Military Police (RMP) ha avviato un’indagine su oltre 600 violazioni probabilmente compiute da Forze britanniche in Afghanistan, compreso il SAS. I suoi investigatori hanno detto alla BBC di essere stati “impediti” dai militari e le indagini si sono concluse nel 2019.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: ANSA/ANDY RAIN

