“Price cap” e disaccoppiamento del presso del gas da quello dell’energia tra le ipotesi più accreditate, insieme a una riforma del mercato
Mentre questa mattina il prezzo del gas ha raggiunto i 276 euro al megawattora in avvio al Ttf di Amsterdam, l’Europa tiene il fiato sospeso in attesa di sapere quali interventi verranno varati per rispondere all’emergenza dei rincari.
Intanto oggi la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sarà in Danimarca per l’incontro internazionale sull’indipendenza energetica dalla Russia. L’apertura europea ha subito giovato: ad Amsterdam le quotazioni sono scese a 257 euro al megawattora, con una flessione del 5,5%, dopo aver toccato un minimo di giornata a 242 euro. A Londra il prezzo scende a 465 penny al Mmbtu, con un calo del 26%.
Oltre a una profonda riforma strutturale del mercato dell’elettricità, i Governi europei si starebbero aprendo alla possibilità di introdurre un “price cap”, un tetto temporaneo, al prezzo del gas importato e usato nella produzione dell’energia elettrica, da una parte, e di arrivare più strutturalmente al disaccoppiamento (decoupling) del prezzo del gas da quello dell’energia sui mercati all’ingrosso.
In vista del consiglio straordinario dei ministri dell’energia, convocato il 9 settembre a Bruxelles, si attende a breve una proposta della Commissione che verrà poi valutata dai 27 Stati membri. «L’aumento vertiginoso dei prezzi dell’elettricità sta mettendo a nudo i limiti dell’attuale struttura del mercato elettrico, che è stato sviluppato per circostanze diverse. Per questo stiamo lavorando a un intervento di emergenza e a una riforma strutturale del mercato dell’elettricità – ha dichiarato ieri von der Leyen. – Dobbiamo fare una riforma strutturale di ampia portata del mercato dell’elettricità. Questo all’inizio del prossimo anno. Abbiamo bisogno di uno strumento di emergenza che agisca più rapidamente. Stiamo parlando di settimane».
Tra i più recenti sostenitori del “price cap” ci sono Austria, Belgio e Germania. Quest’ultimo Paese ha fatto sapere di aver raggiunto l’85% di stoccaggio mentre la premier francese Elisabeth Borne ha avvertito di prepararsi “al razionamento dell’elettricità alle imprese“.
In Germania, intanto, a Meseberg, è iniziata la riunione del Governo a cui partecipa anche il premier spagnolo Pedro Sanchez. Arrivando alla dimora governativa fuori dalla capitale, il cancelliere Scholz ha assicurato che il Governo è preparato, che “i depositi di gas sono pieni” e “la situazione è decisamente migliore rispetto a quella che si poteva prevedere un paio di mesi fa”.
Ciò tuttavia non basta ad allentare le tensioni all’interno della coalizione del “semaforo”, soprattutto dopo che i partiti alleati Spd e Liberali hanno criticato il vicecancelliere verde, Robert Habeck, superministro di Economia e Clima, per il “Gasumlage”, il bonus per il gas concepito per soccorrere le imprese in difficoltà, che finirebbe però per favorire anche chi ha incassato alti profitti.
di: Alessia MALCAUS
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