Secondo i tre giovani ascoltati oggi dal gip, i video che mostrano il rapimento e il pestaggio del trapper sarebbero stati concordati per attrarre like e contratti discografici
Sarebbe una montatura il rapimento del trapper di Baby Touché: i video postati sui social che mostrano il pestaggio del giovane sarebbero stati concordati per attrarre like, pubblico e contratti discografici. Si difendono così, davanti al gip Guido Salvini, tre dei 9 giovani arrestati venerdì scorso nell’ambito dell’inchiesta sulla “faida” tra due gruppi di trapper rivali a Milano.
Oggi sono stati ascoltati dal giudice due giovani di origini senegalesi e Chakib Mounir, detto ‘Malippa’, il manager del trapper Simba La Rue, accusato di sequestro di persona e lesioni nei confronti di Baby Touché.
I tre giovani hanno, però, respinto l’accusa di aver rapito Mohamed Amine Amagour (vero nome di Baby Touché) il 9 giugno scorso e hanno raccontato di aver postato i filmati dopo essersi picchiati per screzi pregressi. Amagour sarebbe stato rilasciato a Calolziocorte, nel Lecchese.
Dalle indagini emergerebbe, però, una versione differente.
L’avvocato dei tre, Niccolò Vecchione, ha chiesto la revoca della misura cautelare.
Domani, 2 agosto, sono previsti gli interrogatori di Mohamed Lamine Saida, detto Simba La Rue, e di un altro giovane arrestato.
di: Francesca LASI
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