Tra i capi di imputazione anche la raccolta di informazioni sulla difesa nazionale statunitense e la loro trasmissione illegale: per l’accusa un dipendente risentito
Una giuria federale di Manhattan ha giudicato Joshua Schulte, un ex ingegnere informatico della Cia, colpevole di spionaggio in relazione al caso Wikileaks.
Lo riferisce il New York Times.
Dopo le rivelazioni di Wikileaks su una serie di documenti confidenziali che fornivano nel dettaglio i metodi segreti dell’agenzia di spionaggio per penetrare nei network informatici di Governi stranieri e terroristi, nel 2017, Schulte era stato arrestato e giudicato, nel 2020, colpevole di oltraggio alla corte e di false dichiarazioni all’Fbi. La giuria, in quell’occasione, non era riuscita a concordare su altri 8 capi d’accusa.
L’ultimo verdetto aggiunge ai precedenti altri 9 capi di imputazione tra cui la raccolta di informazioni sulla difesa nazionale e la loro trasmissione illegale.
Per il procuratore Damian Williams si è trattato di “uno dei più audaci e dannosi atti di spionaggio nella storia americana“: Schulte, dipendente risentito, avrebbe reso “noto al pubblico, e quindi ai nostri avversari, alcuni dei nostri strumenti d’intelligence più cruciali“. Lui tuttavia ha tentato di difendersi dichiarando di essere un capro espiatorio dei fallimenti della Cia.
di: Alessia MALCAUS
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