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    Home » Archivio Storico » 2022 » Ramallah, Draghi: firmati cinque accordi
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    Ramallah, Draghi: firmati cinque accordi

    Alessia MalcausDi Alessia MalcausGiugno 14, 2022
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    “Italia è impegnata nel rigetto di ogni forma di odio”, sottolinea il premier italiano al museo dell’Olocausto Yad Vashem

    I leader europei Mario Draghi, premier italiano, e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, sono in Israele. Il primo è impegnato in una delle numerose missioni diplomatiche di giugno mentre la seconda è all’Università Ben Gurion a Negev per il conferimento del dottorato honoris causa.

    Draghi ha tenuto una conferenza stampa con il primo ministro israeliano Naftali Bennett, dicendosi grato dell’accoglienza ricevuta e spiegando che Israele è un Paese amico e che su numerosi fronti si sono aperte delle collaborazioni. «Sono molto felice di essere qui oggi, grazie per la calorosa accoglienza. Vorrei prima di tutto porgere le condoglianze di tutto il Governo italiano per la scomparsa di un grande scrittore, molto amato in Italia, Abraham Yehoshua. È stata una grande emozione visitare il memoriale dell’Olocausto Yad Vashem. L’Italia è impegnata con grande determinazione a contrastare l’antisemitismo in tutte le sue forme e a difendere i valori fondanti della nostra repubblica e dell’Unione Europea. Israele è per l’Italia un Paese amico, un partner fondamentale. I nostri rapporti sono stretti, si sono rafforzati ulteriormente negli ultimi anni in ambito sanitario, economico, commerciale. Dall’inizio della pandemia c’è stato un continuo scambio di informazioni tra i nostri Governi per migliorare le strategie e vogliamo che questa collaborazione prosegua e si estenda in molti altri campi. Nonostante il Covid gli scambi commerciali sono aumentati nel 2021 e questa tendenza sembra confermata anche quest’anno. Vogliamo rafforzare la nostra cooperazione soprattutto nei settori più innovativi come l’aerospazio, la tecnologia applicata all’agricoltura, la robotica. Sul fronte energetico lavoriamo insieme per lo sviluppo di energie rinnovabili, vogliamo ridurre la nostra dipendenza dal gas russo e accelerare la transizione energetica verso gli obiettivi climatici che ci siamo dati. Con il primo ministro Bennett abbiamo discusso anche delle crisi internazionali in corso in particolare della guerra in Ucraina. L’Italia sostiene in maniera convinta Kiev e il suo desiderio di far parte dell’Ue. Voglio ringraziare il Governo israeliano per il suo sforzo di mediazione in questa crisi. Continuiamo a lavorare perché si giunga a negoziati di pace nei termini che l’Ucraina riterrà accettabili. Abbiamo stabilito che abbiamo poche settimane per stabilire corridoi sicuri per il grano, perché tra breve il raccolto sarà pronto. Gli incontri di questi giorni ci hanno permesso di esaminare insieme abbiamo affrontato la situazione in Libano e in Siria e abbiamo esaminato la possibilità di un rilancio di un processo di pace con la Palestina. Si tratta di un tema che approfondiremo».

    «L’Italia – aveva dichiarato il primo ministro durante la visita ufficiale al museo dell’Olocausto Yad Vashem, a Gerusalemme – è impegnata con forza nella difesa della dignità umana, nel rigetto di ogni forma di odio, nel rifiuto di ogni discriminazione e nella ricerca della pace. Il museo testimonia gli orrori della Shoah, il coraggio di chi si oppose ci ricorda il valore della memoria e la lotta all’indifferenza nel contrasto all’antisemitismo».

    Durante la cerimonia all’ateneo, invece, la presidente europea Von der Leyen ha detto: «sono una donna europea di nazionalità tedesca. E non più di 80 anni fa, milioni di ebrei furono assassinati dai tedeschi, nel più grande crimine di tutta la storia umana. Noi, in Germania, ci assumiamo la responsabilità storica e duratura di questo disumano sconvolgimento della civiltà».

    In seguito Draghi si è spostato nella città di Ramallah, dove ha incontrato il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh, accolto dal picchetto d’onore che ha intonato l’inno italiano. Si tratta dell’ultima tappa della missione del presidente del Consiglio in Medio Oriente: subito dopo il bilaterale con Shtayyeh Draghi rientrerà a Roma. Draghi ha annunciato di aver firmato cinque accordi su sanità, occupazione giovanile e patrimonio culturale.

    di: Alessia MALCAUS

    FOTO: ANSA/EPA/ABIR SULTAN

    antisemitismo gerusalemme israele MARIO DRAGHI museo Yad Vashem shoah URSULA VON DER LEYEN
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