Renzi sostiene un Draghi bis, mentre Meloni preme per il voto: le dichiarazioni dopo l’annuncio delle dimissioni del premier, respinte dal Capo dello Stato
Arrivano le reazioni dai partiti alle dimissioni del premier Mario Draghi , poi respinte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il leader di Italia Viva Matteo Renzi appoggia un Draghi bis. «Draghi ha fatto bene, rispettando le Istituzioni: non si fa finta di nulla dopo il voto di oggi. I grillini hanno fatto male al Paese anche stavolta – ha scritto Renzi su Twitter – Noi lavoriamo per un Draghi-Bis da qui ai prossimi mesi per finire il lavoro su PNRR, legge di Bilancio e situazione ucraina».
La pensa diversamente Giorgia Meloni, che preme per il voto. «Non accettiamo scherzi – ha detto la presidente di Fratelli d’Italia – per FdI questa legislatura è finita e daremo battaglia perché si restituisca ai cittadini quello che tutte le democrazie hanno e cioè la libertà di scegliere da chi farsi rappresentare per fare cosa».
«Io non ho mai considerato la parola voto associata alla parola rischio – ha dichiarato il segretario del Pd Enrico Letta – Il voto è l’espressione dei cittadini, degli elettori e, per quanto mi riguarda, non è mai un rischio. Il voto è sempre l’espressione del consenso degli italiani e io ho sempre pensato che sono molto più saggi della classe politica. Quindi, gli italiani scelgono sempre in modo molto saggio e sono convinto che anche alle prossime elezioni sceglieranno con grande saggezza».
Antonio Tajani accusa senza mezzi termini il Movimento 5 Stelle. «Complimenti al M5s per aver fatto questo guaio mentre c’è una crisi in corso, c’è una guerra ai confini dell’Europa, già la Borsa oggi è crollata, lo Spread sale e c’è un’impennata dei prezzi di tutte le materie prime» ha dichiarato il coordinatore nazionale di Forza Italia, sottolineando che “è da irresponsabili aver provocato questo caso, con un’arroganza e con dei ricatti che sono inaccettabili”.
«Draghi ha dimostrato di essere di parola, il Cdm ha preso atto di una situazione gravissima, lo vedremo da domani sullo spread e sulle borse. Ora rischiamo di andare in esercizio pro Ora rischiamo di andare in esercizio provvisorio, questo vuol dire non avere un governo – ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, rivolgendo un appello di “maturità” a tutte le forze politiche – Conte ha causato la crisi dell’Italia, un po’ coscientemente, un po’ no. Credo che si stesse pianificando questa crisi da tempo, io lo chiamo il partito di Conte perché quello non è più il Movimento. Tanti parlamentari del partito di Conte non la pensano come Conte. Spero che da domani, non da mercoledì, ci sia un atto di maturità da parte delle forze politiche, il vero tema non sono le elezioni, ma il Paese».
A chiedere elezioni anticipate sono anche Silvio Berlusconi e Matteo Salvini i quali, stando a quanto riferito, hanno concordato che il centrodestra di governo deve restare unito perché, qualora l’esecutivo di Draghi andasse avanti o dovesse esserci un ‘bis’ , “non sono in alcun modo intenzionati a subire ricatti da M5S o Pd e accettare che passino provvedimenti divisivi”.
Il riscontro all’estero
La notizia delle dimissioni del presidente del Consiglio – poi respinte da Mattarella – ha fatto il giro del mondo. L’annuncio ha tenuto banco sulle homepage delle maggiori testate internazionali, da BBC a Le Monde e Le Figaro.
«Il premier italiano Mario Draghi si dimette per il crollo della sua coalizione» titola la britannica BBC.
Nella sua analisi, Le Figaro sottolinea che la decisione di Draghi sia stata motivata dal fatto che, senza il supporto del Movimento 5 Stelle, il governo diventa ”politico” e che il premier non ritiene di “essere stato incaricato a guidare un esecutivo di questa natura”.
Secondo il New York Times ”un voto di fiducia ha mostrato fratture fatali nella grande coalizione del primo ministro Mario Draghi, poiché il Movimento Cinque Stelle anti-establishment ha rifiutato il sostegno e ha innescato una crisi politica”.
La notizia è arrivata, ovviamente, anche in Russia. Non si è fatto attendere il commento sarcastico dell’ex presidente e attuale vice presidente del Consiglio di Sicurezza di Mosca Dmitri Medvedev, che su Telegram ha postato una foto di Mario Draghi accanto al premier britannico uscente Boris Johnson seguita da una sagoma nera con un punto interrogativo bianco come a chiedersi chi sarà il prossimo ad abbandonare.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO

