Il vertice già rimandato è in programma per la mattinata. Slitta anche la discussione in Aula del dl Aiuti al centro dell’incontro fra il premier e il presidente del Movimento
È scattata oggi l’ora del confronto fra il premier Draghi e Giuseppe Conte.
I due si sarebbero dovuti incontrare lunedì per “risolvere” una questione sollevatasi qualche giorno prima in merito a una presunta telefonata del primo ministro a Grillo per rimuovere il presidente del Movimento Conte.
Gli impegni istituzionali del premier però, preso dal vertice della Nato prima e dalla tragedia sulla Marmolada poi, non hanno consentito il confronto fino ad oggi.
Ad oggi Palazzo Chigi ha sempre negato la telefonata incriminata ma, nonostante qualche scambio cordiale, fra i due rimane da sciogliere il nodo legato alle posizioni nella maggioranza del Movimento.
Prima di incontrare il premier, Conte ha sentito i suoi nel corso di un vertice del Consiglio Nazionale del Movimento appositamente indetto. L’incontro, che aveva lo scopo di stilare le istanze da avanzare a Draghi in cambio di un supporto interno continuativo, avrebbe confermato l’intenzione di proseguire il cammino insieme alla maggioranza fino al 2023.
«La permanenza al Governo del M5S dipende dalle risposte concrete, nei fatti, che verranno date ai vari punti delle nostre richieste» fanno sapere alcune fonti, nonostante abbia prevalso la linea “governista” che vorrebbe salvaguardare il pacchetto del dl da 20 miliardi.
L’alternativa ventilata da alcuni sarebbe un “blando strappo” con la fuoriuscita dalla maggioranza e un appoggio esterno comunque garantito su determinati temi. Un’opzione che, oltre a realizzarsi gradualmente, secondo molti non piacerebbe comunque al premier che a questo punto potrebbe rimettersi nelle mani di Mattarella, andando incontro a un possibile scioglimento delle camere.
Questo non è però l’unico scenario alla porta. Nel suo cahier Conte avanzerà un pacchetto di nodi da blindare, dal superbonus al reddito di cittadinanza fino al no al termovalorizzatore di Roma.
L’incontro verte anche sul dl Aiuti in discussione alla Camera; proprio in vista del confronto Draghi-Conte, il Governo ha chiesto il rinvio della discussione in Aula alle 14. Un’ulteriore stretta ai tempi già risicati: il testo del decreto deve infatti essere convertito in legge entro il 16 luglio e manca ancora l’ok del Senato.
Al momento l’ipotesi di una fiducia è scongiurata ma, date le tempistiche, non del tutto esclusa.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI

