Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    In evidenza

    650 milioni di infanzie finite troppo presto

    Ottobre 11, 2026

    E-bike, arriva la stretta: quando una bici elettrica diventa un ciclomotore

    Ottobre 11, 2026

    La noia e il tempo che non sappiamo abitare

    Ottobre 11, 2026
    Facebook Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • News
    • Società
    • Politica
    • Economia
    • Salute
      • Psicologia
    • Cultura
      • Arte
      • Cinema
      • Musica
      • Eventi
    • Opinioni
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2024 » Di Draghi, bacchette magiche e battaglie esistenziali
    Archivio

    Di Draghi, bacchette magiche e battaglie esistenziali

    Giulia GuidiDi Giulia GuidiOttobre 15, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    L’ex presidente della BCE ha presentato, su mandato di Von der Leyen, un rapporto di 400 pagine sulla competitività europea: percorso obbligato o “libro dei sogni”?

    «La situazione al momento è davvero preoccupante. In Europa, la crescita sta rallentando da molto tempo, ma noi l’abbiamo ignorata… Ora, non è più possibile. Ora le condizioni sono cambiate». Con queste parole, Mario Draghi, ex presidente della BCE ed ex primo ministro italiano, ha esordito nella conferenza stampa di presentazione del rapporto Il futuro della competitività europea, che gli era stato commissionato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, a cavallo tra i suoi due mandati.

    ADV
    ABU Media

    Le prospettive di Draghi e del suo prestigioso team sono fosche. Secondo il rapporto di 400 pagine, e secondo l’intero mondo economico, l’Unione ha un grosso problema di produttività. I ​​suoi lavoratori generano meno output all’ora rispetto a quelli degli Stati Uniti e la causa principale è il gap tecnologico: negli ultimi 20 anni l’America ha dominato la transizione al digitale, mentre l’Europa è stata in gran parte assente o in ritardo. Non solo: l’UE è ostacolata da mercati finanziari mal progettati; l’energia è troppo costosa; la ricerca è disorganizzata e suddivisa tra molti Paesi diversi; la sua politica sempre più polarizzata rende qualsiasi accordo frustrante e doloroso quanto cavare un dente. E poi c’è il problema del settore difesa, mai così cruciale dalla Seconda Guerra Mondiale. In breve, l’Europa è meno della somma delle sue parti.

    «Le aziende leader nella ricerca e nella spesa per investimenti sono le stesse che avevamo 20 anni fa: quelle automobilistiche – ha detto Draghi. – Anche negli USA sono le stesse, automobili e farmaci, ma ora è tutto digitalizzato». E c’è la Cina, che non sta solo recuperando terreno, ma, in settori come i veicoli elettrici, sta sorpassando il Vecchio Continente. Secondo l’economista, la partita della competitività si gioca su innovazione, energia, sicurezza geopolitica e sugli approvvigionamenti di materie prime e critiche. E va portata avanti assieme alla decarbonizzazione, con una riduzione delle dipendenze e delle vulnerabilità esterne, rafforzamento delle capacità industriali su spazio e difesa, potenziamento dei mezzi di finanziamento e, infine, dei processi di governo dell’Unione europea. Tutto questo, come fortemente specificato nel rapporto, senza intaccare lo status attuale del welfare continentale.

    La presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen e l’ex presidente della BCE Mario Draghi alla presentazione del Rapporto Il futuro della competitività europea, settembre 2024

    La visione di Draghi, focalizzata su energia pulita, alta tecnologia e resilienza, è ambiziosa. Le proposte spaziano dalla riforma del mercato energetico, a regole più flessibili sulle fusioni fino a modifiche al processo di consultazione legislativa. Ma, soprattutto, l’investimento di una cifra monstre: 800 miliardi di euro in più all’anno (fino al 5% del PIL continentale), sia per il pubblico che per il privato, al fine di avviare un circolo virtuoso e, soprattutto, salvifico. Per avere una misura della proposta, il Piano Marshall per la ricostruzione post bellica si aggirava tra l’1 e il 2% del prodotto interno lordo dell’epoca. 

    Per arrivare a questa cifra, il rapporto prevede più prestiti congiunti. L’UE li ha introdotti in modo limitato, durante la pandemia di Covid, per aiutare a pagare la ripresa economica, ma non sono visti di buon occhio, per usare un eufemismo, da un gruppo di Paesi, tra cui Germania e Paesi Bassi, che hanno bassi livelli di debito e sono sempre stati restii a sostenere i loro vicini più indebitati. Infatti, a una manciata di ore dalla presentazione del rapporto, il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner si è affrettato ad affermare che «la Germania non accetterà». Con buona pace dell’ex presidente della BCE, che aveva affermato poco prima: «o si fa così o sarà una lenta agonia».

    C’è molto di buono da dire sia su Draghi sia sul rapporto. Per chi è abituato al linguaggio tendenzioso e prudente tipico dei burocrati della Commissione europea, l’economista è stato piacevolmente diretto, persino brusco. Ma non ha una bacchetta magica: una diagnosi, seppur perfetta, è il primo passo, ma non garantisce la cura. Lo storico britannico Perry Anderson ha descritto come i burocrati dell’Impero ottomano avessero tentato invano di riformare il loro stato morente, scrivendo che nonostante innumerevoli reinvenzioni, «è semplicemente diventato sempre più frantumato, fino a rompersi del tutto».

    Come possono i leader europei impedire che ciò accada? In primis, il declino del Continente non è né preordinato né ineluttabile. Ci sono già state svolte in passato. Nessuno avrebbe potuto aspettarsi il miracolo economico che seguì le due guerre mondiali e che vide le dimensioni del prodotto interno lordo pro capite dell’Europa occidentale avvicinarsi a quelle degli Stati Uniti. E i duri shock degli ultimi due decenni, come la crisi finanziaria, il Covid e la guerra in Ucraina, hanno finalmente spinto i governi a mettere da parte i loro interessi particolari e ad avviare le riforme.

    Tuttavia, secondo gli analisti di Eurasia Europe, «le difficoltà politiche in Germania e Francia, e le divisioni di lunga data tra gli altri stati membri dell’UE, probabilmente impediranno il significativo balzo in avanti nell’integrazione prescritto da Draghi». «Inoltre – proseguono, – i recenti sviluppi politici in Francia, nonostante la nomina di Michel Barnier a primo ministro, ci rendono molto più scettici sulla capacità dell’UE di realizzare ambizioni fiscali significative…». E non si può ignorare che l’aumento del numero degli europarlamentari di destra fa soffiare a Bruxelles venti di nazionalismo sempre più forti.

    Il rapporto Draghi richiede, come presupposto, una grande maturità politica da parte dei governi dell’Unione, perché sopravvivere a una crisi è una cosa, affrontare un lento e inesorabile collasso è un’altra. Non dovrebbe essere pensabile legare una battaglia esistenziale a logiche opportunistiche di partito o a un’ideologia, ma, forse, ci vorrebbe davvero una bacchetta magica.

    economia europea Mario Draghi rapporto draghi TOP NEWS Unione Europea URSULA VON DER LEYEN
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Giulia Guidi

    Post correlati

    Attualità Agosto 29, 2026

    Da chi prende i voti Vannacci? La geografia di un consenso in movimento

    Opinione Luglio 29, 2026

    Da Lampedusa a Bruxelles: come Meloni ha cambiato l’Europa

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    ADV
    ABU Media
    Da non perdere
    News Ottobre 11, 2026

    Ecco i campioni del mondo di tiramisù, trionfano Italia e Brasile

    (Adnkronos) – Un brasiliano e un italiano sono i ‘campioni del mondo di tiramisù’. I due vincitori sono stati incoronati nella decima edizione della Tiramisù World Cup, l’evento che mette in gara centinaia di appassionati del celebre dessert italiano. Per la ricetta originale, ha trionfato Marcos Muzzi, apicoltore di San Paolo, in Brasile. Per la…

    Banda delle minicar a Roma, è caccia agli aggressori: al vaglio filmati telecamere

    Ottobre 11, 2026

    Serie A, oggi Cagliari-Juve – Diretta

    Ottobre 11, 2026

    Addio a Wilma De Angelis, la cantante è morta a 96 anni

    Ottobre 11, 2026
    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Contatti
    • Attualità
    • Società
    • Politica
    • Economia
    • Salute
    • Cultura
    • Opinioni
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}