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    Home » Archivio Storico » 2022 » De Pau ha fatto video degli omicidi e poi è andato in discoteca
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    De Pau ha fatto video degli omicidi e poi è andato in discoteca

    Caterina MaggiDi Caterina MaggiNovembre 24, 2022
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    Il giudice per le indagini preliminari potrebbe emettere misure cautelari, l’indagato: “non ho memoria dell’accaduto”

    Il gip ha convalido il fermo di Giandavide De Pau. L’uomo è attualmente detenuto a Regina Coeli e non ricorderebbe quanto accaduto e di cui è accusato, vale a dire il triplice omicidio di tre sex workers romane, subito dopo il quale il quale tuttavia aveva cercato di ottenere un passaporto falso. Nell’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

    De Pau è in regime di “grandissima sorveglianza”, con la penitenziaria che lo controlla 24 ore su 24. Gli viene contestato il reato di omicidio plurimo aggravato. Si valuta se predisporre perizia psichiatrica, su richiesta dei legali dell’uomo. «Il suo profilo psichiatrico andrà esaminato anche dalla procura. De Pau era libero perché non aveva titoli per essere detenuto, e nessuno, neanche gli psichiatri che lo avevano visitato, si erano accorti della sua pericolosità»: ha infatti affermato l’avvocato Alessandro De Federicis, difensore di Giandavide De Pau, entrando a Regina Coeli per l’interrogatorio di convalida del fermo.   

    Dopo i delitti De Pau voleva lasciare l’Italia e per questo aveva cercato di ottenere un passaporto falso in cambio di denaro. In base agli accertamenti, il 51enne avrebbe contattato la donna cubana con cui aveva trascorso la notte prima degli omicidi per chiederle aiuto nell’ottenere il documento. Tuttavia gli inquirenti non hanno ancora trovato l’arma utilizzata per uccidere a coltellate le tre donne.

    Secondo quanto trapelato, pare che dopo l’omicidio il killer si sarebbe recato in una famosa discoteca in via Boncompagni dove avrebbe incontrato la ragazza cubana 25enne che farebbe la escort, secondo la polizia, Jessica. Secondo la testimonianza di quest’ultima, De Pau sarebbe stato “in evidente stato di alterazione da droghe”. Con Jessica sembrerebbe esserci stata anche un’altra donna, Miriam, a cui De Pau avrebbe detto di chiamarsi Eudo Giovanoli e di essere “molto cattivo, ho ucciso tante persone”. E poi avrebbe aggiunto: “ho bisogno di un posto dove andare a dormire” perché lui “non poteva andare in un albergo e mostrare i documenti”.

    Secondo quanto emerge dell’ordinanza di custodia cautelare della gip Mara Mattioli nel cellulare di De Pau sono state trovate prove video degli omicidi. Si tratta di due video, uno della durata di 14 minuti e uno di 42 minuti registrati tra le 10:23 e le 10:38 di giovedì scorso e “documentano in maniera incontrovertibile e raccapricciante l’omicidio delle due donne cinesi commesso da Giandavide De Pau dopo aver consumato con le stesse rapporti sessuali ed aver preteso di rimanere solo con le due donne, mandando via altri clienti”. A essere immortalatati sono gli ultimi istanti della vita delle due donne di nazionalità cinese: si sente una donna urlare, ma il suono è come soffocato, e una seconda donna chiedere “cosa fai a lei” e subito dopo altre urla della seconda donna. In seguito si sentono le voci del portiere e poi quelle dei soccorritori.

    Secondo la gip: «la dinamica di quanto avvenuto all’interno dell’appartamento di via Riboty è pienamente provata dal contenuto dei video rinvenuti nel telefono cellulare dell’indagato e smentiscono integralmente la versione dallo stesso fornita circa la presenza di un presunto uomo armato che avrebbe aggredito le due donne e minacciato lui con una pistola. I video infatti non solo documentano l’aggressione da parte dello stesso indagato ma anche l’assenza di qualsiasi altro soggetto all’interno dell’appartamento, come preteso dallo stesso indagato che aveva fatto mandare via tutti i clienti per rimanere solo con le due donne».

    I risultati dell’autopsia

    Dalle autopsie è emerso che sono state decine le coltellate inferte alle vittime, su varie parti del corpo tra cui collo, schiena e testa.

    di: Caterina MAGGI

    aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE

    FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI

    cocaina de pau gip omicidio prostitute sex workers
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