Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Le parole che non riusciamo a dire

    Settembre 20, 2026

    Il tuo cuore potrebbe essere più vecchio di te

    Settembre 19, 2026

    Ravenna-Cappadocia e ritorno, solo con i mezzi di trasporto

    Settembre 18, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2025 » Da gioco di carte a psicoanalisi
    Archivio

    Da gioco di carte a psicoanalisi

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroGennaio 6, 2025
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Nati come gioco di carte per l’aristocrazia e divenuti poi strumento per “predire” il futuro, i tarocchi vivono un momento di forte revival. Ma qual è la loro storia? 

    La parola “tarocchi” pronunciata oggi evoca subito l’immagine di carte magnificamente illustrate girate dalla mano laccata di una cartomante, magari sotto la volta spessa di una tenda in un luna park. L’immaginario pubblico è ovviamente condizionato dalla cinematografia, dalla letteratura, che riconducono strumenti come le carte ad arti “magiche e segrete”, ma in verità la storia dei tarocchi è molto più lunga e complessa di quanto si crede e la loro utilità ai giorni nostri ha molto più a che fare con la psicologia e la spiritualità che non con trucchi magici e sfere di cristallo. 

    La nascita dei tarocchi

    Le carte da gioco sono nate in Cina nel primo millennio dopo Cristo, ne abbiamo testimonianza a partire dal IX secolo. Non dovrebbe sorprendere: è in Cina d’altronde che è stata inventata la carta come materiale, macerando ed essiccando fibre degli stracci o di alcune piante quali bambù, gelso e canapa (il ritrovamento più antico è un pezzo di una mappa risalente al 179 a.C. e ritrovato nel sito archeologico di Fangmatan, nella zona più centrale del Paese). Gli storici suppongono che le prime carte da gioco abbiano visto la luce intorno all’VIII secolo d.C. e che in origine fossero usate per pagare (come antenate delle banconote) oppure per scommettere, tanto che alla fine del ‘200 ci furono i primi casi di intervento delle autorità per punire il gioco d’azzardo. Le carte arrivarono in Europa lungo la Via della Seta. Dapprima raggiunsero il Medio Oriente, il mondo arabo e islamico, e in Egitto si affermarono con il modello a quattro semi che ancora oggi usiamo in Italia (così come fanno i nostri cugini spagnoli): denari, spade, bastoni e coppe. È presumibile che i semi derivassero da disegni presenti sulle monete romane, da cui arriva anche la parola “asso” per indicare la carta che vale “uno”. Sempre in Egitto, durante la dinastia dei Mamelucchi tra il XIII e il XVI secolo, si diffusero i mazzi di 52 carte, 13 per ogni seme. Il primo riconosciuto è conservato al palazzo al Topkapi di Istanbul. 

    A questo punto della loro storia, le carte da gioco approdarono in Italia: a Venezia, per la precisione, meta ultima della Via della Seta, e conquistarono l’Europa. Naturalmente la passione per questo nuovo strumento si unì all’evoluzione dei processi di stampa, che permise di arrivare alla produzione di massa di carte. In Occidente vennero aggiunte le figure del re, della regina e del fante, e il design venne man mano modificato perché l’Islam non permetteva la rappresentazione della figura umana. Nei primi mazzi europei invece cominciarono a essere rappresentate anche figure umane, soprattutto professioni comuni, come il pescivendolo, l’ecclesiastico. L’arte sposò la goliardia del gioco e in Italia cominciarono a diffondersi delle vere opere d’arte: finché nel XV secolo furono introdotti i tarocchi, originariamente chiamati trionfi. 

    Da critica alla Chiesa al misticismo

    “I tarocchi si sono evoluti e si sono adattati alle correnti culturali dei diversi tempi”, spiega Helen Farley in “Storia culturale dei tarocchi”, citata da National Geographic. Inizialmente rappresentavano una sorta di sfida, ma anche di critica, al potere della Chiesa cattolica. A partire dal 1370 vennero apertamente osteggiati, considerati dal clero un’attività “frivola” associata “ai giocatori d’azzardo” e si cercò di vietarli. Ci sono testimonianze che dimostrano come i giochi di carte furono proibiti (o almeno di come si tentò di proibirli) a Firenze e Parigi e poi a Barcellona e Valencia nel XIII secolo. In realtà era difficile impedire fisicamente alle persone di giocare: le carte erano sempre più utilizzate tra gli aristocratici – fette di società in cui generalmente i vizi erano più tollerati e soprattutto le regole applicate con minor solerzia. I giochi che venivano fatti di più erano quelli in cui alcune carte avevano il potere di superare o trionfare sulle altre; proprio per questo la parola “trionfi” cominciò a essere usata per indicare le carte più potenti, quelle che sarebbero poi diventate tarocchi. 

    Nel 1449 in una missiva che il capitano militare veneziano indirizzò alla regina di Napoli, Isabella d’Angiò, si parla per la prima volta di “tarocchi”: il capitano offriva alla sovrana uno speciale mazzo di carte definito come “nuovo e squisito genere di trionfi”, che era stato “ideano 30 anni prima da un giovane principe di Milano, il duca Filippo Maria Visconti”. Nella lettera viene spiegato come Visconti avesse commissionato il mazzo “a un acclamato pittore, Michelino da Besozzo” perché lo dipingesse “con il massimo artificio e ornamento”. Si pensa che fosse composto da 16 divinità classiche divise in quattro ordini, Virtù, Ricchezze, Vergini e Piaceri. Secondo gli storici questo fu il primo mazzo di tarocchi per come lo conosciamo oggi, vale a dire il primo che segnò un cambio di passo rispetto alle carte da gioco tradizionali e che sarebbe stato utilizzato da quel momento in avanti per il “gioco dei tarocchi”, in francese, Tarot. 

    I disegni dei tarocchi in un periodo come quello rinascimentale, segnato dal crescente senso di indipendenza e presa di distanza dal fanatismo della chiesa, finirono per rappresentare proprio questa sorta di disprezzo interiorizzato: il mazzo Visconti-Sforza metteva in mostra la corruzione interna alla Chiesa e diventava, di fatto, specchio di un’epoca. 

    Ma allora quando è che i tarocchi passarono dall’essere strumento di divertimento e comunicazione – peraltro satirica – simbolo del razionalismo voluto dall’illuminismo, a simbolo esoterico? L’inizio del cambiamento si ebbe alla fine della campagna napoleonica in Egitto nel 1700, quando la cultura egizia con tutto il suo fascino ancestrale irruppe bruscamente oltremare conquistando la società europea. 

    Uno scrittore francese chiamato Antoine Court de Gèbelin ipotizzò, dopo aver scoperto che anche gli Egizi usavano i Tarocchi, che fossero nati da un antico sacerdozio che usava Il Libro di Thoth, costretto a nascondere i propri segreti in un gioco per garantire la propria sopravvivenza (una teoria questa che viene ripresa nel libro per ragazzi – ma dotato di una linea così piena di fascino da avere il potenziale per conquistare anche gli adulti – “Ulysses Moore, I mondi alla fine del mondo”). Sulla scia dell’entusiasmo che la rilettura di questi particolari mazzi di carte aveva dato, oltre la Manica i membri dell’ordine mistico Golden Dawn diedero nuova interpretazione e nuovo aspetto ai tarocchi e dal lavoro sinergico dell’occultista Arthur Edward Waite e dell’illustratrice Pamela Colman Smith nacque il mazzo Waite-Smith che collegava i tarocchi ai misteri del Graal. 

    Lo spiritismo tornò potentemente in auge negli anni successivi alla Prima guerra mondiale: il motivo a livello psicologico è facile da indagare; moltissime famiglie soprattutto in Europa e in Nord America avevano perso i propri cari in battaglia e lo spiritismo dava risposte – e speranze – per curare quel vuoto che era rimasto nell’anima delle famiglie. Fu a questo punto che i tarocchi diventarono ufficialmente uno strumento di divinazione. 

    Divinazione, psicoanalisi e conoscenza di sé 

    Come abbiamo visto, i tarocchi si sono trasformati al trasformarsi della società in seguito a grandi eventi – illuminismo, guerre – e ugualmente hanno fatto in epoca più moderna: negli anni ’70 del Novecento il ruolo dei Tarot cambiò spostandosi da base per la cartomanzia e lo spiritismo a strumento di autoguarigione e di psicoanalisi. Furono gli studi di Carl Gustav Jung a segnare un “prima” e un “dopo” in tema tarocchi: lo psichiatra identificò nelle carte una “porta di accesso all’inconscio collettivo e ai suoi archetipi”, così i tarocchi diventarono degli strumenti per navigare il patrimonio condiviso e universale dell’umanità, fondata proprio su archetipi, chiavi che per essere utilizzate necessitano di intuito e meditazione. 

    Oggi chi studia i tarocchi lo fa perché il mazzo è considerato uno strumento per migliorare la consapevolezza delle emozioni proprie e degli altri in un periodo di forte ansia globale. 

    di: Micaela FERRARO

    FOTO: SHUTTERSTOCK

    psicoanalisi tarocchi TOP NEWS
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Micaela Ferraro

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Psicologia Settembre 20, 2026

    Le parole che non riusciamo a dire

    Davanti alla sofferenza di qualcuno cerchiamo spesso la frase giusta. Ma non sempre esiste una soluzione. A volte ascoltare, restare e accettare di non sapere cosa dire può essere molto più importante.

    Il tuo cuore potrebbe essere più vecchio di te

    Settembre 19, 2026

    Ravenna-Cappadocia e ritorno, solo con i mezzi di trasporto

    Settembre 18, 2026

    LA VERITÀ È NELLO SPECCHIO 

    Settembre 17, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}