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    Home » Archivio Storico » 2022 » Curcio contro il condono: non è una soluzione
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    Curcio contro il condono: non è una soluzione

    Marianna ManciniDi Marianna ManciniNovembre 28, 2022
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    Mentre il capo della Protezione civile invoca un ritorno agli interventi preventivi e strutturali, oltre a quelli emergenziali, la politica si divide sul condono del Conte I

    La tragedia di Casamicciola ha immediatamente riacceso il dibattito pubblico sul problema del dissesto idrogeologico. Dopo che le parole del ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin («basterebbe mettere in galera il sindaco e coloro che lo lasciano fare») hanno fatto molto discutere, interviene nel dibattito anche il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.

    «Il condono non è una soluzione – dice ai microfoni di SkyTg24 – lo è, invece una analisi tecnica a cui occorre tornare». Il condono non è infatti altro che “una pratica amministrativa, ma se viene condonata una casa costruita in un alveo fluviale, il fiume non lo sa e si riprenderà quegli spazi“. Secondo Curcio è invece necessario “alzare lo sguardo e andare al di là di quanto accaduto, è ingeneroso concentrarsi su un solo fatto“.

    «Oggi parliamo del rischio idrogeologico, in passato abbiamo parlato e in futuro parleremo del rischio sismico e periodicamente facciamo i conti un paese che non riesce a fare della prevenzione un punto direi culturale e poi in realtà operativo» aggiunge Curcio che, per quanto riguarda Ischia, ammette “un tema legato all’urbanizzazione irregolare, oggetto negli anni di valutazioni, analisi e scelte di cui oggi si pagano conseguenze”.

    A chiedere un cambio di passo sarebbe soprattutto la gestione della Protezione civile, non più solo come strumento di intervento meramente emergenziale ma con un occhio anche alla parte operativa, di prevenzione e di “prevenzione strutturale”.

    Anche il ministro per il Sud con delega alla Protezione civile Nello Musumeci è intervenuto sul disastro lasciando un pensiero alla “dignitosa sepoltura” delle “ulteriori vittime“. «Poi parliamo di responsabilità e anche di correttivi perché la normativa attuale ha bisogno di interventi concreti e qualche volta anche radicali» aggiunge Musumeci.

    «Resto incredulo per la sua affermazione»: così il sindaco di Lacco Ameno, Comune nell’isola di Ischia, commenta le parole del ministro Pichetto Fratin. «Soprattutto – prosegue – perché da Meloni a Sangiuliano, a Crosetto ci sono stati tutti vicini. Non capisco nel momento in cui governo nazionale e quello regionale ci stanno mostrando massima vicinanza. Sono basito».

    Conte contro tutti

    La polemica non risparmia il mondo della politica, con le accuse dell’opposizione… all’opposizione. Il fuoco incrociato prende di mira il Movimento responsabile, con il Governo gialloverde Conte I, ha predisposto “l’articolo 25 del decreto Morandi del 2018“, nella sostanza, come spiega Angelo Bonelli di Europa Verde, “un nuovo condono edilizio“. Attaccano anche dal Terzo Polo, con il deputato di Azione-Italia Viva Francesco Bonifazi che accusa Conte di essere una “bugia ambulante“. Il presidente del Movimento nega infatti di aver firmato alcun condono.

    «Sui drammatici fatti di Ischia si registra in queste ore uno sciacallaggio politico e mediatico con pochi precedenti. Sostenere che il governo Conte I ha dato vita a un condono a Ischia solo perché l’articolo 25 del decreto del 2018 è intitolato ‘definizione delle procedure di condono’ è strumentale e non fa onore al diritto a una corretta informazione dei cittadini» è la replica dei pentastellati affidata ad una nota.

    Nello specifico, Conte ha ribadito che l’articolo 25 non era un condono, bensì “abbiamo definito la procedura in modo che si espletasse più celermente l’esame di quelle pratiche basate sulle leggi pregresse” attraverso una norma con cui “non era permesso assolutamente concedere alcuna sanatoria, alcune deroga ai vincoli idrogeologici“.

    Trona all’attacco Matteo Renzi nella sua e-news ai militanti di Iv: «Giuseppe Conte è un uomo senza vergogna. La tragedia di Ischia lascia senza fiato. Nelle prime ore ho accuratamente evitato di alimentare la politica preferendo unirmi al coro del cordoglio per le vittime e della gratitudine per i soccorritori. Quando però ieri pomeriggio Giuseppe Conte ha scelto su Rai3 di usare la consueta ipocrisia per difendere le scelte del suo governo, mi sono sentito in dovere di rispondere. I fatti sono chiari e rimangono scolpiti nella roccia della Gazzetta Ufficiale: nessuna campagna social fatta di fake news può negarli. E i fatti dicono che Giuseppe Conte ha firmato il condono per Ischia, ha abolito l’unità di missione “Italia Sicura” e non ha mandato avanti il progetto “Casa Italia” lanciato con Renzo Piano. Nessun artificio retorico può negare questa drammatica realtà. Ci sono gli atti parlamentari a ricordarlo. E la nostra battaglia di allora è nota non solo al popolo delle enews».

    «Era il tempo – prosegue Renzi – in cui il PD faceva battaglie difficili e coraggiose ma giuste. Perché il PD di allora lottava contro l’abusivismo ed era ancora libero dell’incantesimo grillino. Oggi non chiediamo che Conte ci dia ragione. Ci basta che Conte chieda scusa. E che il PD si svegli dall’incantesimo».

    di: Marianna MANCINI

    FOTO: ANSA/ VIGILI DEL FUOCO

    casamicciola curcio dissesto idrogeologico frana casamicciola
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