Il presidente del Sudafrica è appena scampato all’impeachment
Il 55esimo congresso dell’African National Congress (Anc) si è aperto con contestazioni al presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, appena scampato a un impeachment per la questione dei fondi nascosti in un divano. Nonostante le controversie, sembra che l’Anc sembra intenzionato a riconfermare di Ramaphosa.
All’inizio della suo intervento, il leader sudafricano è stato zittito da canti, colpi di pugno sui tavoli da parte dei delegati della provincia del Kwa-Zulu Natal. Il gruppo si è fatto sentire ancora più forte quando è entrato Jacob Zuma, l’ex presidente e oppositore interno, che ha annunciato di avere sporto una denuncia penale contro Ramaphosa.
A Nasrec, a sud di Johannesburg, il presidente ha chiuso il suo discorso, durato oltre due ore, chiedendo ai delegati di mostrare disciplina e “coscienza politica”. La sessione pubblica si è chiusa con Ramaphosa che ha alzato il pugno scadendo una vecchia parola d’ordine della resistenza anti-apartheid, “amandla”, che significa “potere”.
Da stasera partono le sedute a porte chiuse che si concluderanno il prossimo 20 dicembre con l’annuncio della nomina dei 6 componenti del nuovo consiglio esecutivo che guiderà l’Anc per i prossimi cinque anni. Ramaphosa è in lizza per un secondo mandato a capo del partito e, se venisse riconfermato, sarebbe candidato anche per un secondo mandato alla presidenza del Sudafrica, in caso di vittoria del partito alle elezioni del 2024.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/KIM LUDBROOK
