Le tre strategie dell’agenzia milanese sono state l’organizzazione interna, la cura nei confronti del cliente e nuove modalità di azione
Comunicazione a 360°, anche e soprattutto in tempo di Covid-19. Weber Shandwick è un’agenzia di comunicazione votata al problem solving e alla cura del cliente che opera nel rispetto dei suoi valori fondanti: la fiducia, il rispetto e l’inclusione. Dalla comunicazione istituzionale a quella interna, dal content marketing allo sviluppo di campagne digitali, con i suoi servizi l’azienda si rivolge a molteplici e variegati settori.
A raccontarci come hanno vissuto l’ultimo anno e quali forze hanno messo in campo per affrontarlo è il CEO dott. Furio Massimo Garbagnati.
– Con quali mezzi e strategie avete affrontato la pandemia?
«Abbiamo affrontato la pandemia con alcuni strumenti chiave. Il primo è stato di natura organizzativa, naturalmente. Fortunatamente eravamo già tecnicamente pronti per svolgere le attività in smart working – o meglio, home working -, con tutte le difficoltà del caso. Il nostro, infatti, è un lavoro che si basa molto sulle relazioni, anche interpersonali, non è stato facile ma avevamo gli strumenti per farlo. Il secondo strumento è stato dimostrare ai nostri clienti la cura verso di loro: abbiamo prodotto una serie di documenti tematici sui vari settori che potessero essere utili ai nostri clienti, in un momento in cui le interrogazioni personali erano difficili, se non impossibili, e in cui lo spazio sui media era estremamente ridotto. Un terzo elemento è stato cercare di risolvere il problema del come fare new business, quindi attrarre nuovi clienti. Per noi è sempre stato frequentare progetti ed eventi quindi abbiamo dovuto fare uno sforzo per affrontare il mercato di quelli che non erano già nostri clienti con modalità diverse, come podcast e documenti di suggerimento. In conclusione, dire che la pandemia non abbia avuto effetti sarebbe falso però siamo stati capaci di tenere il punto e mantenere un rapporto costante con i clienti e tutto lo staff, grazie a riunioni molto frequenti».
– Quali sono i vostri progetti futuri ora che ci stiamo riavvicinando alla normalità?
«Adesso siamo in una normalità di mezzo, mettiamola così. Noi cerchiamo di operare su due fronti. Da una parte abbiamo ripristinato la possibilità di presenza in ufficio al 50%, osservando tutti i protocolli di sicurezza e dando piena libertà di smart working a tutti. Per quanto riguarda i rapporti con clienti e potenziali clienti, abbiamo senza dubbio ricominciato qualche contatto ma procediamo con le attività online. Recentemente abbiamo, inoltre, lanciato una serie di podcast. Dire quando questa situazione di mezzo finirà è estremamente difficile, si possono fare piani a medio termine ma si vive giorno per giorno».

