Il ministro risponde alla storia in cui la moglie di Berlusconi lo sbeffeggia per la statura: “io ho le spalle larghe e nella vita ho fatto un po’ di cose”
Botta e risposta fra Renato Brunetta e Marta Fascina. La moglie di Berlusconi, all’indomani dell’addio da parte del ministro della PA a Forza Italia, lo chiama “nano” e Brunetta, dai microfoni di Mezz’ora di Lucia Annunziata, prontamente replica.
Precisamente, Fascina aveva pubblicato una storia su Instagram intitolata “Roma non premia i traditori“, mettendo in sottofondo la celebre Un giudice di De André in cui si narra la storia di un nano che diventa giudice per riscattarsi dalla propria altezza: «Cosa vuol dire avere / Un metro e mezzo di statura / Ve lo rivelan gli occhi / E le battute della gente».
Incalzato dalla Annunziata Brunetta replica a tono: «è una vita che vengo violentato per la mia bassezza. Mi dicono tappo o nano. E ho sofferto per questo e continuo a soffrire, perché non mi è passata».
«Ma ho anche le spalle larghe – prosegue Brunetta – perché nella mia vita ho fatto un po’ di cose: il professore universitario, due volte il ministro, il parlamentare europeo, il presidente di commissione in Europa, ho scritto libri, ho fatto tante cose».
«Ma essere violentato, Marta, non tanto per me che ho le spalle larghe, anche se ci soffro ancora, ma per tutti quei bambini e quelle bambine che non hanno la fortuna di essere alti e belli e che possono avere in me un esempio, quanto meno di dire ‘Guardate Brunetta, nano com’è, eppure…».
«Ecco, voglio sdoganare questo termine su di me, anche se mi ha fatto soffrire: nano. Vai avanti così tu, Marta, perché consentirai di sdoganare anche questa violenza. Parlarne vuol dire elaborare questo termine, non mi era mai riuscito di parlarne questo in pubblico, ma adesso ne parlo» conclude.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/CLAUDIO PERI

