Emergono dubbi e bugie: “giurava di non essere incinta”
È stato convalidato l’arresto per Alessia Pifferi, la donna 37enne che ha abbandonato la figlia in casa e l’ha trovata morta una settimana dopo, e adesso i pm stanno ascoltando le persone che facevano parte della vita della bambina e della donna, per cercare di tirare le fila di questa sordida storia.
È stato ascoltato anche il compagno di Pifferi, Mario Angelo D’Ambrosio, elettricista 58enne di Leffe, in provincia di Bergamo: Pifferi si trovava presso di lui mentre sua figlia moriva.
D’Ambrosio ha raccontato di aver scoperto che la donna fosse incinta “il giorno in cui ha partorito”. Durante la convivenza, ha raccontato, aveva avuto dei dubbi circa la gravidanza: «un sospetto mi era venuto perché non aveva mai il ciclo e perché aveva una pancia che continuava ad aumentare. Lei però mi aveva giurato di non essere incinta – racconta, spiegando che avevano smesso di frequentarsi dopo la nascita per poi risentirsi i primi di giugno. – A volta venivo io a Milano e c’era anche Diana e a volte veniva lei durante il weekend da me a Leffe, dicendomi sempre che la bambina era con al sorella Viviana o con una babysitter che si chiamava Jasmine».
Quando l’uomo chiedeva alla compagna perché non portasse la bambina a Leffe quando lo andava a trovare, lei rispondeva che «preferiva venire da me senza la bimba, così poteva finalmente “respirare”, si sentiva più libera».
Quando Alessia Pifferi rientrando in casa ha trovato la figlia morta, ha chiamato D’Ambrosio per dirgli “Diana è morta“. Lui sarebbe rimasto incredulo e avrebbe chiesto spiegazioni: «Cosa hai fatto? La babysitter l’hai sentita?», scoprendo così la bugia circa la presunta babysitter, mai esistita.
Intanto sono arrivate le testimonianze anche dei vicini di casa: “quando non si vuole un figlio lo si lascia in chiesa“, dice una donna, e un’altra rimarca: “spero che Pifferi resti in carcere per tutta la vita”.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

