Letta si rivolge ai suoi: “da adesso in poi lavoro concreto, molti spunti e tanti argomenti. Destino non è scritto, il voto conta”
La campagna elettorale in vista del 25 settembre volge ormai al termine ed Enrico Letta stringe sul programma. «Ogni due giorni porteremo una focalizzazione di proposte. Da adesso in poi ci sarà un lavoro molto concreto. Troverete molti spunti e tanti argomenti di una campagna che si fa casa per casa, strada per strada. Ce la stiamo giocando in modo determinato e con il massimo impegno possibile» – ha detto agli esponenti dem durante una riunione virtuale.
Durante il Faccia a faccia nella sede della Cna a Roma ha poi aggiunto: «senza una significativa rimonta del centrosinistra rispetto ai sondaggi, il cambio di rotta con il centrodestra al governo sarebbe radicale rispetto al lavoro di questo anno e mezzo con Draghi. Non fatevi convincere da coloro che vi raccontano questa storia: ha già vinto la destra, ma la destra litigherà, salterà tutto e si rifà un bel governo Draghi dopo. È un messaggio senza logica. Chi vince queste elezioni vince largo in Parlamento, o noi o il centrodestra, perché gli altri non hanno possibilità nei collegi uninominali. Il voto del 25 settembre conta, il destino non è già scritto», ha concluso.
Conte: sì allo scostamento per le bollette, basta austerità
Giuseppe Conte incalza sul programma economico del Movimento e si ribadisce contrario all’austerità, le cui ricette “buttano giù il Paese“.
«Se tu strozzi la crescita economica con l’idea di tenere i conti in ordine, il Paese non cresce e la recessione dura 20 anni – spiega. – L’obiettivo non è fare debito, ma noi in piena pandemia abbiamo erogato 130 miliardi, lasciando lo spread a 100 ed è stato fatto un balzo incredibile».
Il leader pentastellato si dice dunque favorevole a un nuovo scostamento di bilancio per fronteggiare il caro bollette («io ne ho fatti cinque»), non senza pizzicare gli avversari: «chi propugna come Calenda l’agenda Draghi adesso scopre lo scostamento di bilancio. Farlo a pochi giorni dal voto non ha molto senso».
Quanto all’Europa, “non si può continuare a fare manovre su manovre che poi tra l’altro non sono state fatte. Non si può svuotare il mare con i secchielli, i nostri partner europei vanno messi spalle al muro“. Il riferimento è anche a un “Recovery fund per l’energia” già rilanciato dal Movimento ma ignorato dalle altre forze politiche, “sbugiardate dal Fondo monetario internazionale che ha parlato dell’Energy recovery fund. Perché non ci hanno ascoltato prima?“.
Infine, rispondendo alla proposta lanciata da Orlando di costruire dopo le elezioni un “campo largo” che vada da M5S ad Azione, Conte alza il muro: «è fuori dalla prospettiva delle cose» e “non ha alcun senso, con dei vertici del Pd che hanno compiuto degli errori così gravi“.
Berlusconi: “energia, emergenza causata da sinistra”
Forza Italia sarà la garanzia di europeismo all’interno di un governo di centrodestra. Ad affermarlo è il suo stesso leader, Silvio Berlusconi, in un intervento radiofonico.
«Noi faremo parte di questo governo, siamo la componente italiana del Ppe – ha detto a Rtl 102.5. – Come potrebbe l’Europa considerare pericoloso un governo di centrodestra? L’Europa è sicura che noi di FI garantiremmo il carattere europeista e il rispetto degli equilibri di bilancio».
Sull’emergenza energia ha aggiunto: «mai più l’Italia dovrà trovarsi in queste condizioni che sono una precisa responsabilità della sinistra. Il governo di Enrico Letta nel 2014 ha portato la dipendenza dal gas russo al 45%. La sinistra ha bloccato i rigassificatori, i termovalorizzatori e il nucleare pulito. Il governo Draghi deve congelare gli aumenti delle bollette possibilmente evitando scostamenti di bilancio prima delle elezioni. La tempesta perfetta va fermata subito».
Sulla possibilità di una mancata vittoria taglia corto: «è del tutto impossibile che il centrodestra non abbia i numeri parlamentari per governare. Tuttavia il nostro governo cercherà come abbiamo fatto sempre un rapporto costruttivo con l’opposizione e chiamerà a raccolta le energie migliori del Paese, al di fuori e al di là della politica».
Ha poi concluso con un appello ai giovani: «ai giovani dico questo: se non vi piace il mondo che gli adulti vi hanno costruito, avete un solo modo per cambiarlo: la scheda elettorale. Stare a casa è un lusso che può permettersi chi è soddisfatto di come vanno le cose. Tutti gli altri, se non verranno a votare, faranno del male a sé stessi, rinunciando a difendere i propri interessi».
Flat-tax? Salvini: “si paga da sola”
Ancora sul tema caldo dell’emergenza energetica è intervenuto anche Matteo Salvini. «Per il caro energia bisogna intervenire ieri. Le bollette sono l’emergenza nazionale – ha detto il leader del Carroccio ai microfoni di Agorà, sui Rai3. – Dopo l’insistenza della Lega, pare che arrivi entro la fine della settimana un decreto energia da 13 miliardi, bene, ma non basta. Servono almeno 30 miliardi. La Lega è disponibile a firmare con il Pd, con i Cinquestelle, con Renzi, con chiunque altro un decreto da 30 miliardi. Lo deve fare l’Europa. Ma non possiamo aspettare uno, due o tre mesi che lo faccia – ha aggiunto sul price cap europeo.
Si è poi soffermato su uno dei punti forti del programma elettorale del centrodestra, la flat-tax: «si paga da sola, perché la tassa al 15% funziona per due milioni di partite Iva: lavorano di più e pagano di più, altrimenti è gente che non lavorerebbe. Siccome funziona, estendiamo questa tassa semplice al 15% ai lavoratori autonomi. In prospettiva nei cinque anni estenderla ai lavoratori dipendenti e alle famiglie con un tetto a 70 mila euro lordi all’anno. Se hai due stipendi o due pensioni non sei ricco, con il mutuo da pagare. Funziona in tanti Paesi del mondo, noi vorremmo estendere questo trattamento di favore anche ai dipendenti e ai pensionati. Io sono abituato a portare avanti quello che funziona. Quello che funziona va esteso» – ha concluso.
Durante un incontro con i vertici della Cisl a Milano, poi, i giornalisti gli hanno chiesto se un eventuale governo di centrodestra continuerà a sostenere Kiev da un punto di vista militare. «Lo abbiamo già fatto e continueremo a farlo. L’importante è che la guerra finisca il prima possibile e che le sanzioni non mettano in ginocchio le aziende e i lavoratori italiani» – ha risposto Salvini.
di: Alessia MALCAUS
aggiornamento di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI

