hijab

Le ragazze sono state identificate da un video e arrestate dalla polizia

A Bushehr, nel Sud dell’Iran, sono state arrestate alcune giovani donne dopo una discussione con i toni molto forti in merito all’hijab.

Secondo quando riportato dai media locali una donna avrebbe criticato quello che riteneva uno “hijab improprio” indossato dalle due giovani. Il comandante della polizia della città, Jahanbakhsh Seyyadi, ha dichiarato che “dopo che un video dell’accaduto è stato pubblicato sui social media, le ragazze sono state identificate e arrestate per ‘mancanza di rispetto’ alla donna che stava adempiendo al suo dovere islamico di ‘prevenire il male e incoraggiare il bene’ nella società

Un vicenda simile era successa a luglio, quando la giornalista e scrittrice Sepideh Rashnu era stata condannata a cinque anni di carcere per un litigio con un’altra donna in merito all’hijab avvenuto su un autobus.

Dall’Iran giungono anche notizie drammatiche per le condizioni a cui sono sottoposti i prigionieri del carcere di Adel Abad a Shiraz. L’attivista iraniana Leila Hoseinzade, 32 anni, ha scritto sui social quanto accade nella prigione, spiegando come alle persone in carcere siano somministrati sedativi e medicinali contro l’ansia, di cui non si conoscono però gli effetti indesiderati.

«Nella nostra stanza ho visto spesso che le persone rimanevano sveglie solo per quattro ore al giorno. Una volta, dopo una rissa sono state date delle pillole a due detenuti che per alcuni giorni non sono stati in grado di parlare correttamente» ha spiegato Hoseinzade. L’attivista è stata trattenuta in carcere ed è stata temporaneamente rilasciata su cauzione.

La 35enne ha parlato di un trattamento riservato ai detenuti “allarmante” e la somministrazione di medicinali come un orribile “crimine”. Le guardie all’interno della struttura avrebbero un atteggiamento crudele con l’obiettivo di “distruggere totalmente la dignità umana“. Nel carcere mancano inoltre acqua calda per lavarsi, il cibo è di scarsa qualità e la ventilazione è assente.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/ABEDIN TAHERKENARE