La storica azienda di Montalcino rappresenta un’eccellenza a tutto tondo, dal prodotto al legame con il territorio
Alle spalle ha oltre 400 anni di storia ma Argiano, nella meravigliosa cornice di Montalcino sulle colline senesi, è sicuramente rivolta verso il futuro.
L’azienda agricola vanta alcuni dei prodotti vitivinicoli più noti al mondo ma anche un grande impegno nell’ambito del green e luoghi da favola in cui coccolare i suoi clienti. Ci parla di tutto questo il Direttore commerciale Riccardo Bogi.
– Come avete vissuto e affrontato l’ultimo anno?
«Appena iniziata la pandemia l’azienda ha subito un cambiamento repentino volto a salvaguardare i colleghi e l’azienda stessa. Essendo una realtà agricola, infatti, dobbiamo stare dietro alla stagionalità della produzione quindi abbiamo subito attuato le misure precauzionali, distanziamento e sanificazione, e seguito l’eventuale contagio dei collaboratori. Fortunatamente ad oggi non abbiamo avuto neanche un caso, anche grazie al fatto che abbiamo gli spazi per poter mantenere le distanze. All’inizio, a marzo del 2020, c’era un clima di forte incertezza perché non avevamo alle spalle lo storico e l’esperienza per affrontare una situazione del genere. Abbiamo cercato di pianificare, di capire come avrebbero reagito i vari mercati a cui ci rivolgiamo che, ad oggi, sono circa 40. Ci siamo, dunque, molto impegnati nel riconvertire l’azienda in una realtà ambita dai clienti e fortunatamente abbiamo chiuso lo scorso anno con ottimi risultati. Ovviamente con il blocco della ristorazione ci sono stati dei cali su alcune tipologie di vino; su altre, invece, come su quelle di livello più alto, da collezione o del settore del lusso, c’è stata una bella risposta. Noi abbiamo continuato a lavorare pianificando e cercando di capire cosa sarebbe venuto dopo, quale fosse il passo successivo. Ci siamo molto concentrati sulla comunicazione, tramite le piattaforme online, cercando di far conoscere il nostro brand e le nostre attività e mantenendo il contatto con clienti e appassionati di tutto il mondo, Usa, Canada, Inghilterra, Australia, Giappone».
– Quali saranno ora i vostri obiettivi futuri?
«Non ci piace mantenere una velocità da crociera costante, vogliamo sempre metterci in gioco. Da diversi anni portiamo avanti progetti dedicati al territorio: capire quali prodotti finali ci può offrire, anche in risposta al cambiamento climatico. I nostro obiettivi per il futuro ora sono continuare ad accrescere la percezione del marchio Argiano, far capire che lavoriamo solo con l’eccellenza, non solo a livello qualitativo ma anche identitario. Abbiamo sempre cercato di essere noi stessi, senza seguire le mode. Ovviamente vogliamo riallacciare i rapporti umani che si sono un po’ persi, essere presenti sui vari mercati e fare in modo che più persone possibili vengano a farci visita in azienda. Abbiamo fatto grossi sacrifici ma la tempesta sta passando e noi siamo pronti a ricominciare ad accogliere e ad offrire un’esperienza esclusiva, lontana dalla metropoli. Quest’ultimo anno, infatti, ha fatto riflettere tutti sul fatto che oltre il lusso ci sono le esperienze genuine, legate al territorio. Infine, già l’anno scorso avevamo avviato dei progetti nell’ambito della sostenibilità: ad esempio siamo vicini al raggiungimento della neutralità carbonica. La pandemia ci ha dato modo di rallentare e riflettere su ciò che facciamo e su come l’ambiente ci risponde: prima di parlare di prodotti dobbiamo fare in modo di creare un ecosistema equilibrato e vivo che sia un lascito per le generazioni future».

