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    Home » Archivio Storico » 2025 » And the Oscar Goes To…
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    And the Oscar Goes To…

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroMarzo 3, 2025
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    A Hollywood la notte più brillante dell’anno ha premiato l’indipendente “Anora”, che ha vinto cinque Oscar su sei Nomination

    Si è tenuta stanotte la 97esima edizione degli Oscar che ha visto trionfare il film indipendente “Anora”, la storia di una prostituta di Brooklyn (interpretata da Mikey Madison) che si innamora del figlio di un oligarca russo. La pellicola di Sean Baker ha ottenuto cinque statuette su sei nomination: la più ambita, quella di Miglior Film, e poi quella per il Miglior regista consegnata allo stesso Baker, la Miglior attrice protagonista per Mikey Madison, e poi ancora Miglior sceneggiatura originale e Miglior montaggio.

    Il trionfo del cinema indipendente dunque, che affossa Emilia Perez, data tra i grandi favoriti: il film di Jacques Audiard aveva ricevuto 13 Nomination ma si è portato a casa solo due Oscar: quello per la miglior canzone (El Mal) e quello per la Miglior attrice non protagonista andato a Zoe Saldana. Potrebbero aver avuto un peso su questo risultato i tweet razzisti ripescati dal passato social dell’attrice protagonista, la prima trans della storia degli Oscar, Karla Sofia Gascon, che nei giorni scorsi hanno investito Hollywood con un turbine di polemica.

    Grande trionfo invece per The Brutalist, che a tirar le somme sale al secondo posto del podio di questa edizione: il film – una tragedia che racconta la storia di un architetto in fuga dai campi di concentramento nazisti – ha portato a casa la statuetta per il Miglior attore ad Adrien Brody, la Miglior fotografia per Lol Crawley e la Colonna sonora per Daniel Blumberg.

    Si sono fermati a due soli Oscar Wicked (che ha vinto per Costumi e Production Design) e Dune 2 (che ha preso Suono ed Effetti visivi). Una statuetta per Conclave – altra promessa dell’edizione – che ha vinto la Sceneggiatura non originale. Delusione anche per The Substance, soprattutto per la sconfitta di Demi Moore che ha perso il premio di Miglior attrice: il film porta a casa l’Oscar per il Miglior trucco. È rimasto a bocca asciutta invece A complete Unknown.

    Il Miglior film d’animazione è Flow, del regista lettone Gintz Zilbalodis, che ha battuto il gettonatissimo Inside Out 2. Miglior film Internazionale invece è stato eletto I’m still here del brasiliano Walter Salles.

    Sono rimasti non premiati grandi favoriti: oltre alla già citata Demi Moore anche Timothée Chalamet e Isabella Rossellini, su cui si erano concentrate le speranze italiane. L’attrice indossava gli orecchini che sua madre, Ingrid Bergman, aveva addosso quando vinse l’Oscar nel 1975 per Assassinio sull’Orient-Express.

    La cerimonia

    Alle redini del brillante carrozzone il comico Conan O’Brien, ma nel complesso non si è trattato di un’edizione particolarmente vivace. Nonostante le premesse che non si sarebbe parlato di politica, ci sono stati un paio di momenti più forti in questo senso. L’attrice Daryl Hannah, nota per il suo attivismo politico, è salita sul palco per premiare il Miglior montaggio (andato a Sean Baker per Anora) e ha gridato Slava Ukraini!, il grido di battaglia delle forze armate dell’Ucraina. Anche lo sceneggiatore inglese Peter Straughan, che ha vinto per la Miglior regia, è apparso sul palco con una spilletta sul bavero della giacca gialla e blu a dimostrazione di sostegno.

    Quando poi è stato il turno del premio al Miglior Documentario, che è stato assegnato a No Other Land, diretto dal collettivo di quattro registi sia arabi che ebrei, due degli autori, Basel Adra e Yuval Abraham, hanno lanciato un appello: «chiediamo al mondo di prendere seri provvedimenti per fermare l’ingiustizia e la pulizia etnica del popolo palestinese – ha detto Adra, giornalista e attivista palestinese. – Due mesi fa sono diventato padre e spero che mia figlia non debba vivere la stessa vita che sto vivendo io ora, sentendo ogni giorno la violenza e la demolizione delle case dell’occupazione israeliana». E il co-autore israeliano, Yuval Abraham, ha aggiunto: «la devastazione di Gaza deve finire e gli ostaggi israeliani del 7 ottobre devono essere liberati. Io guardo Basel e siamo uguali, ma viviamo in un regime dove io sono libero secondo la legge civile e Basel per le leggi militari che distruggono la sua vita non lo è. Vogliamo una soluzione politica che riconosca i diritti di tutti. La politica estera di questo Stato (gli Usa, ndA) sta ostacolando questa strada. Il mio popolo può essere realmente al sicuro solo se il popolo di Basel è veramente libero e al sicuro».

    All’ultimo momento l’attore Harrison Ford, a cui è stato diagnosticato da poco l’herpes zoster, ha dovuto rinunciare al ruolo di presentatore: era apparso di recente agli Screen Actors Guild Awards senza la moglie, Calista Flockhart, impegnata su un set. La lista di star alla conduzione era comunque molto fitta: Selena Gomez, Joe Alwyn di The Brutalist , Lily-Rose Depp e Willem Dafoe di Nosferatu e Connie Nielsen di Gladiator II; e ancora Oprah Winfrey, Sterling K. Brown, Ana de Armas, Ben Stiller, Nick Offerman, Goldie Hawn, così come i vincitori degli Oscar 2024 Robert Downey Jr., Cillian Murphy, Da’Vine Joy Randolph e Emma Stone.

    Morgan Freeman ha reso omaggio al collega Gene Hackman, scomparso a 95 anni e sulla cui morte si sta ancora indagando. Freeman e Hackman avevano recitato insieme in Unforgiven nel 1992 e poi di nuovo nel 2000 sul set di Under Supsicion. Freeman lo ha descritto come “un gigante di Hollywood e un caro amico”, e poi ha commosso la platea con il suo discorso: «come chiunque abbia mai condiviso una scena con lui, io ho imparato che era un artista generoso i cui doni hanno elevato il lavoro di tutti. Ha ricevuto due Oscar ma, cosa più importante, ha conquistato i cuori dei cinefili di tutto il mondo. Gene diceva sempre: “non penso a ciò che lascerò in eredità, ma spero solo che le persone si ricordino di me come qualcuno che ha cercato di fare del buon lavoro”. Quindi penso di parlare a nome di tutti noi quando dico: Gene, sarai ricordato per questo, e per molto altro ancora. Riposa in pace, amico mio».

    Non manca comunque la polemica nemmeno per quanto riguarda il segmento “in Memoriam”: durante la serata infatti non è stato ricordato solo Hackman, ma anche – come di consueto – le figure del mondo del cinema scomparse recentemente. Dall’elenco però manca l’attore francese Alain Delon, deceduto il 18 agosto dello scorso anno.

    Tutti i vincitori degli Oscar 2025

    Miglior film

    Anora

    The Brutalist

    A Complete Unknown

    Conclave

    Dune: Parte seconda

    Emilia Pérez

    I’m Still Here

    Nickel Boys

    The Substance

    Wicked

    Miglior attore protagonista

    Adrien Brody per The Brutalist

    Timothée Chalamet per A Complete Unknown

    Colman Domingo per Sing Sing

    Ralph Fiennes per Conclave

    Sebastian Stan per The Apprentice

    Miglior Attrice protagonista

    Cynthia Erivo per Wicked

    Karla Sofía Gascón per Emilia Pérez

    Mikey Madison per Anora

    Demi Moore per The Substance

    Fernanda Torres per Io sono ancora qui

    Miglior attore non protagonista

    Yura Borisov per Anora

    Kieran Culkin per A Real Pain

    Edward Norton per A Complete Unknown

    Guy Pearce per The Brutalist

    Jeremy Strong per The Apprentice

    Miglior attrice non protagonista

    Monica Barbaro per A Complete Unknown

    Ariana Grande per Wicked

    Felicity Jones per The Brutalist

    Isabella Rossellini per Conclave

    Zoe Saldaña per Emilia Pérez

    Miglior Corto di animazione

    Beautiful Men

    In the Shadow of Cypress

    Magic Candies

    Wander to Wonder

    Yuck!

    Migliori costumi

    A Complete Unknown

    Conclave

    Gladiatore II

    Nosferatu

    Wicked

    Miglior Corto live action

    A Lien

    Anuja

    I’m Not a Robot

    The Last Ranger

    The Man Who Could Not Remain Silent

    Miglior Trucco e acconciature

    A Different Man

    Emilia Pérez

    Nosferatu

    The Substance

    Wicked

    Miglior Colonna sonora

    The Brutalist

    Conclave

    Emilia Pérez

    Wicked

    Il robot selvaggio

    Miglior Sceneggiatura non originale

    A Complete Unknown

    Conclave

    Emilia Pérez

    Nickel Boys

    Sing Sing

    Miglior Sceneggiatura originale

    Anora

    The Brutalist

    A Real Pain

    September 5

    The Substance

    Miglior Film d’animazione

    Flow

    Inside Out 2

    Memoir of a Snail

    Wallace & Gromit: Le piume della vendetta

    Il robot selvaggio

    Miglior regia

    Sean Baker per Anora

    Brady Corbet per The Brutalist

    James Mangold per A Complete Unknown

    Jacques Audiard per Emilia Pérez

    Coralie Fargeat per The Substance

    Miglior fotografia

    The Brutalist

    Dune: Parte seconda

    Emilia Pérez

    Maria

    Nosferatu

    Miglior montaggio

    Anora

    The Brutalist

    Conclave

    Emilia Pérez

    Wicked

    Miglior film internazionale

    Io sono ancora qui

    The Girl with the Needle

    Emilia Pérez

    Il seme del fico sacro

    Flow

    Miglior canzone originale

    El Mal da Emilia Pérez

    The Journey da The Six Triple Eight

    Like a Bird da Sing Sing

    Mi Camino da Emilia Pérez

    Never Too Late da Elton John: Never Too Late

    Miglior Scenografia

    The Brutalist

    Conclave

    Dune: Parte seconda

    Nosferatu

    Wicked

    Miglior Suono

    A Complete Unknown

    Dune: Parte seconda

    Emilia Pérez

    Wicked

    The Wild Robot

    Migliori Effetti visivi

    Alien: Romulus

    Better Man

    Dune: Parte seconda

    Kingdom of the Planet of the Apes

    Wicked

    Miglior documentario

    Black Box Diaries

    No Other Land

    Porcelain War

    Soundtrack to a Coup d’Etat

    Sugarcane

    Miglior corto documentario

    Death by Numbers

    I Am Ready, Warden

    Incident

    Instruments of a Beating Heart

    The Only Girl in the Orchestra

    di: Micaela FERRARO

    FOTO: ANSA

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