A Hollywood la notte più brillante dell’anno ha premiato l’indipendente “Anora”, che ha vinto cinque Oscar su sei Nomination
Si è tenuta stanotte la 97esima edizione degli Oscar che ha visto trionfare il film indipendente “Anora”, la storia di una prostituta di Brooklyn (interpretata da Mikey Madison) che si innamora del figlio di un oligarca russo. La pellicola di Sean Baker ha ottenuto cinque statuette su sei nomination: la più ambita, quella di Miglior Film, e poi quella per il Miglior regista consegnata allo stesso Baker, la Miglior attrice protagonista per Mikey Madison, e poi ancora Miglior sceneggiatura originale e Miglior montaggio.
Il trionfo del cinema indipendente dunque, che affossa Emilia Perez, data tra i grandi favoriti: il film di Jacques Audiard aveva ricevuto 13 Nomination ma si è portato a casa solo due Oscar: quello per la miglior canzone (El Mal) e quello per la Miglior attrice non protagonista andato a Zoe Saldana. Potrebbero aver avuto un peso su questo risultato i tweet razzisti ripescati dal passato social dell’attrice protagonista, la prima trans della storia degli Oscar, Karla Sofia Gascon, che nei giorni scorsi hanno investito Hollywood con un turbine di polemica.
Grande trionfo invece per The Brutalist, che a tirar le somme sale al secondo posto del podio di questa edizione: il film – una tragedia che racconta la storia di un architetto in fuga dai campi di concentramento nazisti – ha portato a casa la statuetta per il Miglior attore ad Adrien Brody, la Miglior fotografia per Lol Crawley e la Colonna sonora per Daniel Blumberg.
Si sono fermati a due soli Oscar Wicked (che ha vinto per Costumi e Production Design) e Dune 2 (che ha preso Suono ed Effetti visivi). Una statuetta per Conclave – altra promessa dell’edizione – che ha vinto la Sceneggiatura non originale. Delusione anche per The Substance, soprattutto per la sconfitta di Demi Moore che ha perso il premio di Miglior attrice: il film porta a casa l’Oscar per il Miglior trucco. È rimasto a bocca asciutta invece A complete Unknown.
Il Miglior film d’animazione è Flow, del regista lettone Gintz Zilbalodis, che ha battuto il gettonatissimo Inside Out 2. Miglior film Internazionale invece è stato eletto I’m still here del brasiliano Walter Salles.
Sono rimasti non premiati grandi favoriti: oltre alla già citata Demi Moore anche Timothée Chalamet e Isabella Rossellini, su cui si erano concentrate le speranze italiane. L’attrice indossava gli orecchini che sua madre, Ingrid Bergman, aveva addosso quando vinse l’Oscar nel 1975 per Assassinio sull’Orient-Express.





La cerimonia
Alle redini del brillante carrozzone il comico Conan O’Brien, ma nel complesso non si è trattato di un’edizione particolarmente vivace. Nonostante le premesse che non si sarebbe parlato di politica, ci sono stati un paio di momenti più forti in questo senso. L’attrice Daryl Hannah, nota per il suo attivismo politico, è salita sul palco per premiare il Miglior montaggio (andato a Sean Baker per Anora) e ha gridato Slava Ukraini!, il grido di battaglia delle forze armate dell’Ucraina. Anche lo sceneggiatore inglese Peter Straughan, che ha vinto per la Miglior regia, è apparso sul palco con una spilletta sul bavero della giacca gialla e blu a dimostrazione di sostegno.
Quando poi è stato il turno del premio al Miglior Documentario, che è stato assegnato a No Other Land, diretto dal collettivo di quattro registi sia arabi che ebrei, due degli autori, Basel Adra e Yuval Abraham, hanno lanciato un appello: «chiediamo al mondo di prendere seri provvedimenti per fermare l’ingiustizia e la pulizia etnica del popolo palestinese – ha detto Adra, giornalista e attivista palestinese. – Due mesi fa sono diventato padre e spero che mia figlia non debba vivere la stessa vita che sto vivendo io ora, sentendo ogni giorno la violenza e la demolizione delle case dell’occupazione israeliana». E il co-autore israeliano, Yuval Abraham, ha aggiunto: «la devastazione di Gaza deve finire e gli ostaggi israeliani del 7 ottobre devono essere liberati. Io guardo Basel e siamo uguali, ma viviamo in un regime dove io sono libero secondo la legge civile e Basel per le leggi militari che distruggono la sua vita non lo è. Vogliamo una soluzione politica che riconosca i diritti di tutti. La politica estera di questo Stato (gli Usa, ndA) sta ostacolando questa strada. Il mio popolo può essere realmente al sicuro solo se il popolo di Basel è veramente libero e al sicuro».
All’ultimo momento l’attore Harrison Ford, a cui è stato diagnosticato da poco l’herpes zoster, ha dovuto rinunciare al ruolo di presentatore: era apparso di recente agli Screen Actors Guild Awards senza la moglie, Calista Flockhart, impegnata su un set. La lista di star alla conduzione era comunque molto fitta: Selena Gomez, Joe Alwyn di The Brutalist , Lily-Rose Depp e Willem Dafoe di Nosferatu e Connie Nielsen di Gladiator II; e ancora Oprah Winfrey, Sterling K. Brown, Ana de Armas, Ben Stiller, Nick Offerman, Goldie Hawn, così come i vincitori degli Oscar 2024 Robert Downey Jr., Cillian Murphy, Da’Vine Joy Randolph e Emma Stone.
Morgan Freeman ha reso omaggio al collega Gene Hackman, scomparso a 95 anni e sulla cui morte si sta ancora indagando. Freeman e Hackman avevano recitato insieme in Unforgiven nel 1992 e poi di nuovo nel 2000 sul set di Under Supsicion. Freeman lo ha descritto come “un gigante di Hollywood e un caro amico”, e poi ha commosso la platea con il suo discorso: «come chiunque abbia mai condiviso una scena con lui, io ho imparato che era un artista generoso i cui doni hanno elevato il lavoro di tutti. Ha ricevuto due Oscar ma, cosa più importante, ha conquistato i cuori dei cinefili di tutto il mondo. Gene diceva sempre: “non penso a ciò che lascerò in eredità, ma spero solo che le persone si ricordino di me come qualcuno che ha cercato di fare del buon lavoro”. Quindi penso di parlare a nome di tutti noi quando dico: Gene, sarai ricordato per questo, e per molto altro ancora. Riposa in pace, amico mio».
Non manca comunque la polemica nemmeno per quanto riguarda il segmento “in Memoriam”: durante la serata infatti non è stato ricordato solo Hackman, ma anche – come di consueto – le figure del mondo del cinema scomparse recentemente. Dall’elenco però manca l’attore francese Alain Delon, deceduto il 18 agosto dello scorso anno.
Tutti i vincitori degli Oscar 2025
Miglior film
Anora
The Brutalist
A Complete Unknown
Conclave
Dune: Parte seconda
Emilia Pérez
I’m Still Here
Nickel Boys
The Substance
Wicked
Miglior attore protagonista
Adrien Brody per The Brutalist
Timothée Chalamet per A Complete Unknown
Colman Domingo per Sing Sing
Ralph Fiennes per Conclave
Sebastian Stan per The Apprentice
Miglior Attrice protagonista
Cynthia Erivo per Wicked
Karla Sofía Gascón per Emilia Pérez
Mikey Madison per Anora
Demi Moore per The Substance
Fernanda Torres per Io sono ancora qui
Miglior attore non protagonista
Yura Borisov per Anora
Kieran Culkin per A Real Pain
Edward Norton per A Complete Unknown
Guy Pearce per The Brutalist
Jeremy Strong per The Apprentice
Miglior attrice non protagonista
Monica Barbaro per A Complete Unknown
Ariana Grande per Wicked
Felicity Jones per The Brutalist
Isabella Rossellini per Conclave
Zoe Saldaña per Emilia Pérez
Miglior Corto di animazione
Beautiful Men
In the Shadow of Cypress
Magic Candies
Wander to Wonder
Yuck!
Migliori costumi
A Complete Unknown
Conclave
Gladiatore II
Nosferatu
Wicked
Miglior Corto live action
A Lien
Anuja
I’m Not a Robot
The Last Ranger
The Man Who Could Not Remain Silent
Miglior Trucco e acconciature
A Different Man
Emilia Pérez
Nosferatu
The Substance
Wicked
Miglior Colonna sonora
The Brutalist
Conclave
Emilia Pérez
Wicked
Il robot selvaggio
Miglior Sceneggiatura non originale
A Complete Unknown
Conclave
Emilia Pérez
Nickel Boys
Sing Sing
Miglior Sceneggiatura originale
Anora
The Brutalist
A Real Pain
September 5
The Substance
Miglior Film d’animazione
Flow
Inside Out 2
Memoir of a Snail
Wallace & Gromit: Le piume della vendetta
Il robot selvaggio
Miglior regia
Sean Baker per Anora
Brady Corbet per The Brutalist
James Mangold per A Complete Unknown
Jacques Audiard per Emilia Pérez
Coralie Fargeat per The Substance
Miglior fotografia
The Brutalist
Dune: Parte seconda
Emilia Pérez
Maria
Nosferatu
Miglior montaggio
Anora
The Brutalist
Conclave
Emilia Pérez
Wicked
Miglior film internazionale
Io sono ancora qui
The Girl with the Needle
Emilia Pérez
Il seme del fico sacro
Flow
Miglior canzone originale
El Mal da Emilia Pérez
The Journey da The Six Triple Eight
Like a Bird da Sing Sing
Mi Camino da Emilia Pérez
Never Too Late da Elton John: Never Too Late
Miglior Scenografia
The Brutalist
Conclave
Dune: Parte seconda
Nosferatu
Wicked
Miglior Suono
A Complete Unknown
Dune: Parte seconda
Emilia Pérez
Wicked
The Wild Robot
Migliori Effetti visivi
Alien: Romulus
Better Man
Dune: Parte seconda
Kingdom of the Planet of the Apes
Wicked
Miglior documentario
Black Box Diaries
No Other Land
Porcelain War
Soundtrack to a Coup d’Etat
Sugarcane
Miglior corto documentario
Death by Numbers
I Am Ready, Warden
Incident
Instruments of a Beating Heart
The Only Girl in the Orchestra
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA

