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    Home » Archivio Storico » 2022 » Amazon, trovato accordo con Ue su marketplace
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    Amazon, trovato accordo con Ue su marketplace

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroDicembre 20, 2022
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    Gli impegni offerti coprono tutti i mercati attuali e futuri di Amazon nello Spazio economico europeo ed escludono l’Italia per decisione precidente dell’Agcom

    La Commissione europea ha accettato gli impegni di Amazon che le impediscono di utilizzare i dati dei venditori del marketplace e di garantire parità di accesso a Buy Box e Prime. Di conseguenza tali impegni sono ora vincolanti. Bruxelles indica che “rispondono alle preoccupazioni della Commissione in materia di concorrenza per l’uso da parte di Amazon di dati non pubblici sui venditori sul mercato e per un possibile pregiudizio nel concedere ai venditori l’accesso alla sua Buy Box e al suo programma Prime”.

    Gli impegni offerti coprono tutti i mercati attuali e futuri di Amazon nello Spazio economico europeo ed escludono l’Italia per gli impegni relativi a Buy Box e Prime vista la decisione del 30 novembre 2021 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana che impone rimedi ad Amazon nei confronti del mercato italiano.

    La Commissione ha avviato l’inchiesta formale nel luglio 2019 sull’uso da parte di Amazon di dati non pubblici dei suoi venditori sul mercato. Il 10 novembre 2020, la Commissione ha adottato una comunicazione degli addebiti in cui ha ritenuto preliminarmente Amazon dominante sui mercati francese e tedesco, per la fornitura di servizi di marketplace online a venditori terzi.

    Rilevando inoltre che la dipendenza di Amazon dai dati aziendali non pubblici dei venditori sul mercato per calibrare le sue decisioni di vendita al dettaglio, ha distorto la concorrenza leale sulla sua piattaforma e ha impedito una concorrenza effettiva.

    Parallelamente, il 10 novembre 2020, la Commissione ha avviato una seconda indagine per valutare se i criteri stabiliti da Amazon per selezionare il vincitore della Buy Box e per consentire ai venditori di offrire prodotti nell’ambito del suo programma Prime portassero a un trattamento preferenziale dell’attività di vendita al dettaglio di Amazon o dei venditori che utilizzano i servizi di logistica e consegna di Amazon.

    Nella seconda indagine, la Commissione ha concluso in via preliminare che Amazon ha abusato della sua posizione dominante sui mercati francese, tedesco e spagnolo per la fornitura di servizi di mercato online a venditori terzi. E che le regole e i criteri di Amazon per Buy Box e Prime favoriscono indebitamente la propria attività di vendita al dettaglio, nonché i venditori sul mercato che utilizzano i servizi logistici e di consegna di Amazon.

    Per affrontare i problemi di concorrenza della Commissione in relazione a entrambe le indagini, Amazon ha inizialmente offerto una serie di impegni: per affrontare il problema dell’utilizzo dei dati, ha proposto di impegnarsi a non utilizzare dati non pubblici relativi o derivati dalle attività dei venditori indipendenti sul proprio mercato, per la propria attività di vendita al dettaglio (ciò vale sia per gli strumenti automatizzati di Amazon che per i dipendenti che potrebbero utilizzare in modo incrociato i dati di Amazon Marketplace per le decisioni di vendita al dettaglio); a non utilizzare tali dati allo scopo di vendere prodotti di marca e prodotti a marchio del distributore.

    Per affrontare il problema della Buy Box, Amazon ha proposto di impegnarsi a trattare tutti i venditori allo stesso modo quando classificano le offerte ai fini della selezione della Buy Box vincitore; a mostrare una seconda offerta concorrente al vincitore della Buy Box se c’è una seconda offerta da un venditore diverso che è sufficientemente differenziata dalla prima in termini di prezzo e/o consegna (entrambe le offerte mostreranno le stesse informazioni descrittive e forniranno la stessa esperienza di acquisto).

    Per affrontare le preoccupazioni di Prime, Amazon ha proposto di impegnarsi a stabilire condizioni e criteri non discriminatori per la qualificazione dei venditori sul mercato e offerte a Prime; a consentire ai venditori Prime di scegliere liberamente qualsiasi corriere per i loro servizi logistici e di consegna e negoziare le condizioni direttamente con il vettore di loro scelta; a non utilizzare alcuna informazione ottenuta tramite Prime circa i termini e le prestazioni dei vettori di terze parti, per i propri servizi logistici.

    Tra luglio e settembre 2022, la Commissione ha verificato gli impegni di Amazon e ha consultato tutti i terzi interessati per verificare se avrebbero eliminato i suoi problemi di concorrenza.

    Alla luce dell’esito di questo test di mercato, Amazon ha modificato la proposta iniziale e si è impegnata a migliorare la presentazione della seconda offerta della Buy Box concorrente rendendola più prominente e includendo un meccanismo di revisione nel caso in cui la presentazione non attiri un’adeguata attenzione da parte dei consumatori; aumentare la trasparenza e i flussi di informazioni tempestive a venditori e trasportatori in merito agli impegni e ai loro nuovi diritti acquisiti, consentendo, tra l’altro, il passaggio anticipato dei venditori a trasportatori indipendenti; stabilire i mezzi per i corrieri indipendenti per contattare direttamente i propri clienti Amazon, in linea con le norme sulla protezione dei dati, consentendo loro di fornire servizi di consegna equivalenti a quelli offerti da Amazon; migliorare la protezione dei dati del trasportatore dall’uso da parte dei servizi logistici concorrenti di Amazon, in particolare per quanto riguarda le informazioni sul profilo del carico; aumentare i poteri del fiduciario di controllo introducendo ulteriori obblighi di notifica; introdurre un meccanismo di reclamo centralizzato, aperto a tutti i venditori e vettori in caso di sospetto mancato rispetto degli impegni; aumentare a sette anni, invece dei cinque proposti inizialmente, la durata degli impegni relativi a Prime e alla seconda offerta Buy Box concorrente.

    La Commissione ha rilevato che gli impegni definitivi di Amazon “garantiranno che Amazon non utilizzi i dati dei venditori sul mercato per le proprie operazioni di vendita al dettaglio e che garantisca un accesso non discriminatorio a Buy Box e Prime”.

    Gli impegni offerti coprono tutti i mercati attuali e futuri di Amazon nello Spazio economico europeo ed escludono l’Italia per gli impegni relativi a Buy Box e Prime vista la decisione del 30 novembre 2021 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana che impone rimedi ad Amazon nei confronti del mercato italiano.

    Gli impegni definitivi rimarranno in vigore per sette anni in relazione a Prime e all’esposizione della seconda offerta Buy Box concorrente e cinque anni per le restanti parti degli impegni. Sotto la supervisione della Commissione, un fiduciario indipendente sarà incaricato di monitorare l’attuazione e il rispetto degli impegni. Se Amazon dovesse violare gli impegni, la Commissione potrebbe imporre una sanzione fino al 10% del fatturato annuo totale senza dover rilevare una violazione delle norme antitrust o una penale periodica del 5% al giorno del fatturato giornaliero di Amazon per ogni giorno di mancato rispetto.

    «Siamo lieti di aver trovato una soluzione alle richieste della Commissione europea e di avere chiuso questi casi. Pur continuando a non essere d’accordo con molte delle conclusioni preliminari tratte dalla Commissione europea, ci siamo impegnati in modo costruttivo per poter continuare a servire i clienti in tutta Europa e supportare le 225.000 piccole e medie imprese europee che vendono attraverso i nostri negozi». È questo il commento di Amazon sulla decisione della Commissione europea. .

    Amazon tiene a segnalare che il primo investimento in Europa risale a più di 20 anni fa. «Tra il 2010 e il 2020 abbiamo investito più di 100 miliardi di euro per far crescere Amazon nella Ue e nel Regno Unito» e che “le pmi europee hanno creato finora oltre 650.000 posti di lavoro in Europa per supportare le loro attività online, nel 2021 hanno venduto oltre 2,2 miliardi di prodotti sugli store Amazon in tutta Europa“. Nel 2021, le pmi europee che vendono su Amazon hanno registrato oltre 14,5 miliardi di euro di vendite all’estero.

    I partner di vendita, autori, creatori di contenuti, fornitori di servizi di consegna, sviluppatori e fornitori di soluzioni IT indipendenti europei di successo che collaborano con Amazon, continua l’azienda, sono 1,1 milioni; 225.000 piccole e medie imprese continuano a rappresentare oltre il 50% di tutto ciò che Amazon vende nei negozi online.

    di: Giulia GUIDI

    FOTO: SHUTTERSTOCK

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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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