Assieme al colosso francese Algam, EKO è leader nel mercato degli strumenti musicali
Pronta alle evoluzioni che il mondo degli strumenti musicali e pro audio vivrà. Così si può definire Algam EKO, una nuova realtà operante sul territorio italiano nella quale si fondono la storia, l’esperienza e la forza lavoro di due grandi aziende: il colosso francese Algam e il più importante produttore e distributore italiano EKO.
Stelvio Lorenzetti, Amministratore delegato e Ceo di Algam EKO, ci ha raccontato come si è sviluppata l’azienda nel corso degli anni e come la fusione con Algam sia stata la scelta vincente.
Una storia ricca di stravolgimenti e successi: com’è nata Algam EKO e che realtà è oggi?
«EKO è un marchio storico di chitarre nata nel 1959 grazie all’intuito di Oliviero Pigini, venditore all’epoca di fisarmoniche. Ritornato da un viaggio in America, decide di produrre chitarre, fondando il gruppo EKO a Recanati. Mancato nel 1967, appena 44enne, l’azienda rimane in mano ad un curatore e ai due soci di minoranza. Nel corso degli anni ‘60 e ’70, la società si afferma a livello mondiale e in collaborazione con un gruppo americano, Thomas, e ad un gruppo inglese, Vox, danno vita ad una fabbrica di organi elettronici EME, Electronic Music Europe. Successivamente, a causa della crisi, nel 1985 EKO viene chiusa per motivi sindacali. Due anni dopo il fratello di Pigini, Don Lamberto Pigini, un sacerdote imprenditore, noto per la fondazione dell’Euros School e dell’Osfin, recupera il marchio EKO. Pigini, inesperto nel settore, mi chiede di supportarlo nell’attività ed ecco che subentro all’età di 29 anni. Nel 1988 ripartiamo da zero e fondiamo una nuova EKO. Abbiamo deciso, per ragioni di mercato, di produrre in Cina, mantenendo però la sezione ricerca e sviluppo in Italia. La nostra sede legale è a Recanati ma la sede operativa è a Montelupone, Macerata. Negli anni ’90, l’azienda decide di aprire alla distribuzione di altri strumenti di prestigiosi marchi mondiali, quali Shure, Marshall, Korg, Vox, Sonor, Martin, PRS, Dunlop, Alesis, Akai e tanti altri. Nel 2019, insieme a Don Pigini e alla Pigini Group, leader nel settore editoriale e tipo-litografico, abbiamo deciso di staccare la EKO per consentirne un maggior sviluppo. Da qui, ho deciso di far entrare la società francese Algam, appartenente alla famiglia Garnier di Nantes, la quale ha rilevato le quote della Pigini Group. Proprio per questa fusione, dal primo marzo 2020, ci chiamiamo Algam EKO. Tra Italia e Cina contiamo circa 100 dipendenti tra diretti e indiretti».
Molti artisti, sia del passato che del presente, usufruiscono dei vostri prodotti; che cosa rende Algam EKO unica nel settore musicale?
«Il nostro cavallo di battaglia è indubbiamente, sin dal 1959, la chitarra Ranger a 6 o 12 corde, che ha segnato il nostro successo. I più grandi artisti del passato, infatti, come Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato, Shel Shapiro, Maurizio Vandelli, Gianni Morandi, Adriano Celentano, Jimi Hendrix e molti altri, utilizzavano i nostri strumenti. Oggi i più noti musicisti e chitarristi del panorama musicale italiano usano le nostre chitarre, come Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Biagio Antonacci, Gianni Morandi, Jovanotti, Renato Zero, Massimo Varini e tanti altri. Nel 2021 abbiamo chiuso il fatturato a circa 30 milioni di euro mentre nel 2022 le proiezioni ci danno circa 33 milioni di euro. Con il Gruppo Algam arriviamo a circa 250 milioni di euro e oltre 400 dipendenti. Storia, leadership e marchio sono i tre capisaldi che rendono Algam EKO un’azienda solida e ben strutturata. Inoltre, abbiamo investito molto nella realizzazione del nostro sito web di vendita B2B e B2C».
Nonostante il periodo in corso, EKO, grazie alla collaborazione con Algam, è certa che affermerà maggiormente la propria leadership nel mercato mondiale musicale.

