L’azienda della provincia di Vercelli utilizza tecniche ecocompatibilità garantendo la biodiversità delle sementi
Di proprietà della famiglia Bertoldo dal 2010, la Cascina Veneria della provincia di Vercelli ha alle sue spalle un vissuto collegato alle più importanti pagine della storia italiana e una lunga lista di proprietari storici. Oggi l’azienda agricola che ospita la più grande azienda risicola monocorpo in Europa.
Ne parliamo con uno dei tre soci, Fulvio Bertoldo, che si occupa della gestione tecnico-agraria e burocratica dell’azienda.
– Come avete vissuto l’ultimo anno?
«Noi siamo un’azienda agricola e come tale non abbiamo subito restrizioni particolari, non ci siamo mai fermati. Per noi il problema del distanziamento è stato un po’ meno rilevante quindi siamo riusciti a cavarcela, la nostra vita quotidiana di fatto non è cambiata molto. Ovviamente abbiamo subito un po’ la crisi degli altri settori, come ad esempio nell’approvvigionamento di alcuni pezzi di ricambio. Dal punto di vista della domanda, i nostri prodotti non hanno subito cali considerevoli, solo alcune tipologie di riso sono calate a causa della pandemia e del blocco della ristorazione. Noi, inoltre, oltre a produrre riso, destiniamo una parte della produzione alla trasformazione e alla commercializzazione di prodotti a nostro marchio».
– Voi operate nell’ambito della biodiversità con tecniche ecocompatibili, proseguirete su questa strada?
«È una strada che probabilmente tutte le aziende saranno obbligate a percorrere. Se negli ultimi 20 anni, infatti, le normative UE puntavano all’aumento delle produzioni, oggi penso che si orienteranno verso la tutela dell’ambiente e la bioagricoltura sfruttando le nuove tecnologie. Ad esempio prenderà strada l’agricoltura di precisione per evitare sprechi di sementi, concimi, fitofarmaci e per utilizzarli al meglio per inquinare meno e utilizzare principi attivi meno dannosi per l’ambiente».
– Quale sarà il futuro dell’agricoltura?
«Questo per il mondo dell’agricoltura è un periodo transitorio perché attendiamo le nuove normative UE dei prossimi anni. Noi siamo disposti a percorrere tutte quelle che saranno le strade per migliorare la nostra attività. Al momento però non c’è ancora una linea delineata, attendiamo di capire cosa succederà nel 2023 quando cambieranno le normative comunitarie».

