L’ordigno è deflagrato durante una partecipatissima celebrazione. Isis rivendica attacco
Nella moschea di Guzargah, nella provincia di Herat nell’Afghanistan occidentale, è esploso un ordigno che, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe ucciso l’Imam Maulvi Mujibur Rahman Ansari e suo fratello, sostenitori del regime dei talebani.
Ancora incerto il numero delle vittime che però, a giudicare dai video amatoriali che ritraggono la moschea dopo la deflagrazione, potrebbe essere molto alto; al momento si parla di almeno 20 morti.
Nell’incidente, ha perso la vita Mujeeb Rahman Ansari, noto religioso filo-talebano, che negli anni si era fatto notare per i suoi discorsi infuocati e le posizioni radicali, talvolta affermando che un uomo la cui moglie non era completamente coperta in pubblico era un codardo.
La bomba è esplosa durante le partecipatissime celebrazioni del venerdì mattina, cui prendono parte migliaia di persone da tutte le regioni del Paese.
In mattinata la morte dell’imam è stata confermata anche dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid che avvisa i responsabili: “puniti per il loro atto atroce”.
NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/STRINGER

