In decenni di carriera Giulio Rapetti Mogol ha firmato alcuni dei testi più belli della musica italiana, collaborando con decine di artisti
Dalla sua penna sono nati molti dei brani della canzone italiana più amati di sempre: si è spento all’età di XX anni Mogol, al secolo Giulio Rapetti.
Nato a Milano nel 1936, la sua carriera ebbe inizio – seguendo le orme del padre, paroliere conosciuto con lo pseudonimo di Calibi – nel 1955. Nel 1959 nacque il suo ormai celebre nome d’arte, ufficializzato dalla SIAE a partire da una lista di 120 nomi inviati dallo stesso Rapetti e diventato nel 2006 parte del suo cognome su decreto del Ministero dell’Interno.
Il suo primo testo ufficiale fu Briciole di baci interpretato da Mina nel 1960 mentre l’anno successivo vinse il Festival di Sanremo con Al di là interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis. La vittoria all’Ariston tornerà altre due volte nel 1965 con Se piangi, se ridi di Bobby Solo e nel 1991 con Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante.
Tra i brani celebri che lo hanno visto autore negli anni ci sono: Perdono, Cento giorni, Sono bugiarda, Il volto della vita per Caterina Caselli; Stai lontana da me per Adriano Celentano; Sognando la California (cover del brano California Dreaming’ dei Mamas and Papas), Senza luce, Il primo giorno di primavera per i Dik Dik; e ancora brani dell’Equipe 84, di Fausto Leali, dei The Rokes, di Bobby Solo, Little Tony, Mango, Riccardo Cocciante e i New Trolls. Collaborò, inoltre, con Zucchero Fornaciari, Gianni Bella, Umberto Tozzi e nei Duemila con Gigi d’Alessio, Anna Tatangelo, Eros Ramazzotti.
Ma la sua collaborazione più celebre è forse quella con Lucio Battisti, incontrato quando era ancora sconosciuto nel 1965. Tra la fine degli anni Sessanta e il 1980 i due pubblicano capolavori come Emozioni, Il mio canto libero, Una donna per amico, Ancora tu, Sì, viaggiare, Con il nastro rosa e molti altri. Il loro divorzio artistico, dovuto a un mancato accordo sui proventi economici, avrà ripercussioni per lungo tempo. Dopo la morte di Battisti nel 1998 – Mogol sarà uno dei pochi partecipanti alle esequie private – l’autore si scontrerà legalmente con la vedova, Grazia Letizia Veronese, in arte Velezia, per la sua politica fortemente protezionistica e solo nel 2019 i brani firmati dal duo verranno rilasciati sulle piattaforme di streaming.
Ideatore del Nazionale italiana cantanti oltre che strenuo difensore del diritto d’autore, nel settembre del 2018 viene nominato presidente della SIAE, ruolo che ricopre fino alla fine del mandato nel 2022. Dallo scorso febbraio era consulente per la cultura popolare presso il Ministero della Cultura del ministro Gennaro Sangiuliano per il Governo Meloni.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI
