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    Home » Archivio Storico » 2023 » Giornata della Memoria, il ricordo e il monito
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    Giornata della Memoria, il ricordo e il monito

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroGennaio 27, 2023
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    Ogni 27 gennaio il mondo si ferma nella giornata della Memoria internazionale, per non dimenticare le vittime dell’Olocausto

    Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria. Una ricorrenza istituita a partire dal 2005 per onorare le vittime dell’Olocausto ma anche come monito perché gli orrori scaturiti dalla Seconda guerra mondiale non vengano dimenticati con lo scorrere della storia.

    Il messaggio di Von der Leyen

    “Ricorderemo sempre i milioni di vittime uccise durante l’Olocausto. Ma il ricordo non è un obiettivo in sé. Dobbiamo fare un passo avanti. Combattiamo l’antisemitismo, che oggi è in aumento. E facciamo in modo che la vita ebraica prosperi in una società europea aperta e paritaria”, ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

    Il Papa: “ricordo non può essere né dimenticato né negato”

    “Il ricordo dello sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi non può essere né dimenticato né negato. Non può esserci fraternità senza aver prima dissipato le radici di odio e di violenza che hanno alimentato l’orrore dell’Olocausto. HolocaustRemembranceDay“, è il pensiero di Papa Francesco su Twitter.

    Netanyahu: “non permetteremo nuovo Olocausto”

    Il presidente Netanyahu in occasione della Giornata della Memoria ha dichiarato: «a nome dello Stato d’Israele e del popolo ebraico, a nome dei sopravvissuti e di quanti hanno trovato la morte, mi impegno di fronte a voi quale primo ministro dell’unico Stato ebraico che noi resteremo vigili, forti e non permetteremo mai che l’Olocausto si ripeta. Ancora oggi c’è chi, a giorni alterni, fa appello alla nostra distruzione. Noi però non ci faremo prendere dalla paura e non permetteremo a quei tiranni di intimidirci. Non consentiremo loro di dotarsi della capacità di realizzare la loro agenda mortale».

    Scholz su Twitter: “ricordiamo la nostra responsabilità storica nel Giorno della Memoria”

    “La sofferenza di sei milioni di ebrei assassinati innocentemente non sarà dimenticata, proprio come la sofferenza dei sopravvissuti. Per garantire che il nostro #Maipiù duri in futuro, ricordiamo la nostra responsabilità storica nel Giorno della Memoria dell’Olocausto. #WeRemember – Noi ricordiamo“, il cancelliere tedesco Olaf Scholz su Twitter.

    Berlusconi: “non basta ricordare”

    Silvio Berlusconi ha affidato il suo pensiero ai social: “non basta ricordare nel Giorno internazionale della memoria: non ha senso piangere gli ebrei uccisi se non si sta dalla parte di quelli vivi, delle Comunità ebraiche che spesso anche oggi sono vittime di pericolosi atti di antisemitismo. Ma soprattutto non basta ricordare se non si difende lo Stato di Israele, che è una grande democrazia amica dell’Italia, è lo Stato degli Ebrei, che ha accolto i sopravvissuti all’olocausto, ed è la garanzia che nulla di simile potrà mai più accadere in futuro”.

    E Tajani aggiunge: “ricordare sempre, affinché tragedie simili non si ripetano Conoscere e comprendere la Shoah, anche arginando ogni forma di negazionismo, significa preservare i valori fondanti della Repubblica e della casa comune europea, costruita sulle radici giudaico-cristiane”.

    Perché si è scelto il 27 gennaio

    La data per l’istituzione della Giornata della Memoria è stata scelta dall’Onu. Il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz e rivelarono al mondo l’incubo, l’orrore, la disumanità dei campi di sterminio.

    Auschwitz non fu il primo lager a essere liberato. Nella campagna russa di liberazione dai nazisti le armate sovietiche avevano aperto i cancelli di Majdanek e avevano conquistato le zone dove sorgevano i campi di concentramento di Belzec, Sobibor e Treblinka, smantellati dalle SS nel 1943. Nei campi di sterminio non trovavano la morte solo gli ebrei: rom, zingari, sinti, omosessuali e dissidenti venivano deportati e cancellati dalla violenza nazifascista.

    Oggi, per aiutare a ricordare ciascuna delle vittime, esistono le pietre di inciampo: piccoli monumenti simili ai sampietrini ricoperti da una piastra di ottone con inciso il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo della deportazione e la data di morte di coloro che non hanno più fatto ritorno a casa. In Italia ne sono state posate circa 1.500 in più di 130 comuni e il numero aumenta, anno dopo anno.

    di: Micaela FERRARO

    FOTO: SHUTTERSTOCK

    27 gennaio auschwitz Campi di concentramento furia nazista giornata della memoria olocausto TOP NEWS
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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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