Dalla Commissione in arrivo il taglio obbligatorio dei consumi di elettricità nelle ore di picco
Con gli occhi puntati su giovedì, quando il Parlamento voterà il nuovo decreto Aiuti sciogliendo la riserva sulle risorse stanziate, che vanno dai 6 ai 12 miliardi, il ministro Cingolani torna a parlare della crisi energetica e di come l’Italia può affrontare i prossimi mesi.
Proprio in queste ore è stata diffusa la bozza di regolamento con cui la Commissione europea proporrà un obiettivo obbligatorio di riduzione dei consumi di elettricità durante le ore di picco.
L’obiettivo obbligatorio vorrebbe selezionare tre o quattro ore per giorno della settimana in cui ridurre i consumi, lasciando poi ai singoli membri un margine di discrezionalità sulla scelta degli orari.
Piano Ue per le famiglie: proposta concreta o moral suasion?
A partire dal piano Ue per le famiglie che potrebbe obbligare i cittadini ad utilizzare un solo elettrodomestico alla volta; una prescrizione difficile da realizzare nei fatti, secondo il titolare del Mise, dato che “non tutti i cittadini europei hanno il contatore elettronico in casa“. L’intento potrebbe dunque risolversi in una “forma di moral suasion per usare le fasce orarie corrette e avere una giusta sequenza di dispositivi elettrici in casa“, un piano ragionevole, che comunque i cittadini “fanno già automaticamente per risparmiare dati i costi folli“.
Stesso discorso per la possibilità di ridurre di un grado il riscaldamento, altra prescrizione che difficilmente vedremo arrivare da Bruxelles dati anche i problemi legati alla privacy: «è molto difficile entrare nelle caldaie e nelle docce dei cittadini».
«Bisogna spiegare esattamente cosa bisogna fare per risparmiare, più che mettere sanzioni» afferma ancora Cingolani, facendo riferimento al “taglio volontario del 15% del consumo e uno obbligatorio con criteri più stringenti che per l’Italia è del 7%, tre miliardi e mezzo di metri cubi. Rispettiamo tutti i parametri, sia quelli volontari sia quelli obbligatori“.
Ora legale e smart working, “vantaggio medio non altissimo”
Altre misure sulle quali Cingolani si dice scettico sono il mantenimento dell’ora legale e un’estensione dello smart working, che da un punto di vista del risparmio energetico non avrebbero margini significativi.
Nuovi impianti, forniture agevolate per le imprese ed estrazioni
Ciò che invece preme il ministro è lo sblocco alla costruzione di nuovi impianti: «c’è una quantità enorme di potenza energetica di impianti nuovi ferma perché ci sono le sovraintendenze che bloccano l’autorizzazione per una questione paesaggistica». Qui ci sarà quindi bisogno di lavorare tanto sulla rapidità («è assurdo che uno faccia tutti gli sforzi e poi aspetti sei mesi per l’allacciamento») quanto sulle soprintendenze che bloccano le autorizzazioni paesaggistiche: «io capisco l’importanza del paesaggio, trovo stucchevole dire che il paesaggio va in Costituzione, siamo in emergenza. Bisogna capire quale è la priorità: è l’emergenza energetica, la tenuta del paese industriale e dei cittadini o il paesaggio?».
Altra misura preannunciata, che sarà presentata la prossima settimana dal Governo prima di essere votata in Parlamento, riguarda la fornitura di “una certa quantità di gas a prezzo controllato alle aziende che stanno soffrendo“.
Quanto alle nuove fonti di approvvigionamento, Cingolani auspica nell'”estrazione di una quantità piccola ma significativa di gas, quattro o cinque miliardi di metri cubi sui giacimenti esistenti senza contare l’alto Adriatico, che è critico per tanti motivi, per aumentare l’autonomia italiana“; una raccolta “straordinaria” che faciliterebbe gli operatori che forniscono gas a prezzo scontato alle aziende.
Rinnovabili o nucleare?
Sulle rinnovabili Cingolani è, ancora una volta, lapidario: «con le rinnovabili non riusciremo a mandare avanti la seconda manifattura in Europa per sempre, l’unica alternativa con l’uscita dal carbone e dal gas è il nucleare».
Infine, quanto agli stoccaggi, il ministro assicura una capienza “tra l’84 e l’85%. Dobbiamo arrivare al 90% per ottobre. Siamo anche in leggero anticipo“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI

