L’anno scorso sono andati distrutti 160mila ettari e il trend è in crescita: nell’ultimo mese 33mila gli interventi per incendi boschivi
Gli incendi sono ormai all’ordine del giorno nelle cronache quotidiane; il fenomeno è da sempre acuito in estate ma quest’anno, dati dei vigili del fuoco alla mano, gli interventi sono in drastico aumento.
La diffusione di incendi boschivi si registra a partire da un anno che è già record per l’Italia: nel 2021 siamo stati il primo Paese in Europa e il secondo nel mondo per numero di incendi registrati. 1422 episodi estesi, per un totale di 160mila ettari di superficie bruciati.
Questi allarmanti dati sono stati presentati dalla ricercatrice dell’Università Cattolica di Roma Chiara Cadeddu in un dossier realizzato in collaborazione con l’Italian Institute for Planetary Health. Secondo lo studio la siccità dilagante contribuisce a propagare nel mondo il fenomeno della desertificazione che al momento interessa già il 25% della popolazione mondiale. Non sono esclusi gli italiani, in particolare i residenti delle Regioni meridionali come Sicilia, Puglia e Calabria.
Tornando a quest’anno, dal 15 giugno al 21 luglio i pompieri sono intervenuti 32.921 volte per spegnere incendi boschivi o in generale di vegetazione; l’anno scorso è successo 28.881 volte (4.040 in meno rispetto al 2022).
Allo stesso modo, sono già stati impiegati nelle operazioni 141.566 vigili del fuoco e 53.587 mezzi, per un totale di 39.753 ore d’intervento. Nel 2021 i vigili intervenuti erano stati 131.710 con 50.724 mezzi e 33.795 ore di intervento.
La Regione più colpita è la Sicilia, dove sono stati registrati 6.534 interventi; seguono Puglia, Lazio, Calabria, Campania e Toscana.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/GEORGE VITSARAS

