Mattarella: no pause a lotta inflazione e pandemia. FI: Carfagna prende le distanze, Berlusconi: Draghi stanco, ha colto la palla al balzo per andarsene
Dopo aver annunciato le dimissioni questa mattina, Mario Draghi alle 17:30 è arrivato in Quirinale per firmare il decreto di scioglimento delle Camere, decreto controfirmato dal Presidente Mattarella.
Il Capo dello Stato ha inoltre indetto entro il termine di 70 giorni nuove elezioni. «Lo scioglimento anticipato è sempre l’ultima scelta – ha sottolineato Mattarella – soprattutto se come in questo periodo davanti alla Camere ci sono impegni importanti. La situazione politica ha condotto a questa decisione, le modalità hanno reso evidente il venir meno l’appoggio parlamentare al governo, rendendo inevitabile lo scioglimento delle Camere».
«Ho ringraziato Mario Draghi e i ministri per l’impegno in questi 18 mesi, è noto che il governo, con la convocazione di nuove elezioni, potrà avvalersi di strumenti per continuare il proprio lavoro» prosegue il Capo dello Stato, sottolineando che “il periodo che attraversiamo non consente pause al contrasto dell’inflazione che comporta pensati conseguenze per le famiglie e le imprese, devono essere utilizzati tutti gli strumenti per far fronte alle difficoltà dei concittadini, specialmente quelli in situazioni più deboli. Indispensabile l’appoggio all’Ucraina e il lavoro a livello europeo e internazionale“.
Sono inoltre momenti decisivi per il il PNRR ricorda Mattarella e “non può essere ignorata la pandemia pericolosamente diffusa, per questo mi auguro che nella campagna elettorale ci sia da parte di tutti una visione costruttiva” ha concluso.
Il Consiglio dei Ministri
Durante il Consiglio dei ministri in corso a Palazzo Chigi Mario Draghi ha annunciato che le elezioni si terranno il prossimo 25 settembre.
Draghi, aprendo l’89esima riunione del Consiglio dei ministri ha detto: «questa mattina ho rassegnato le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica, che ne ha preso atto, chiedendo di restare in carica per gli affari correnti. Voglio ringraziare prima di tutto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per la fiducia accordatami e per la saggezza con cui ha gestito questa fase di crisi. Voglio ringraziare voi tutti, per la dedizione, la generosità, il pragmatismo che avete dimostrato in questi mesi. Dobbiamo essere molto orgogliosi del lavoro che abbiamo svolto, nel solco del mandato del Presidente della Repubblica, al servizio di tutti i cittadini. L’Italia ha tutto per essere forte, autorevole, credibile nel mondo. Lo avete dimostrato giorno dopo giorno in questi mesi di Governo».
Il premier dimissionario ha inoltre aggiunto: «ora dobbiamo mantenere la stessa determinazione nell’attività che potremo svolgere nelle prossime settimane, nei limiti del perimetro che è stato disegnato. In particolare, dobbiamo far fronte alle emergenze legate alla pandemia, alla guerra in Ucraina, all’inflazione e al costo dell’energia. Dobbiamo portare avanti l’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, anche per favorire il lavoro del Governo che ci succederà. Porterò con me un ricordo molto bello di queste riunioni, degli scambi che ho avuto individualmente con voi. Ci sarà ancora tempo per i saluti. Ora rimettiamoci al lavoro».
Secondo quanto riporta Ansa citando “ambienti di governo”, il governo ha seguito le parole del Capo dello Stato e starebbe già lavorando a un decreto Aiuti bis, per sostenere in maniera concreta i cittadini in difficoltà economica andando a intervenire su energia e bollette.
Al termine del Cdm il presidente Draghi e la ministra Lamorgese sono andati in Quirinale, dove il Capo dello Stato ha controfirmato il decreto che fissa la data delle prossime elezioni, il 25 settembre. Il decreto fissa anche la data della prima seduta delle nuove camere il 13 ottobre, data quindi di inizio della XIX legislatura della Repubblica Italiana. Per la prima volta le camere conteranno 600 parlamentari eletti (adesso sono 945), 400 alla Camera e 200 al Senato, alle elezioni verrà meno l’obbligo di avere compiuto 25 anni per eleggere i senatori.
I commenti dei politici
Dal PD si leva la voce del segretario Enrico Letta che, intervistato dalla Bbc, non lascia spazio al dubbio: «credo che sia stata una vergogna, l’Italia è stata tradita perché quei partiti che hanno deciso di non votare la fiducia al governo lo hanno fatto soltanto per interessi egoistici. Gli italiani non volevano quello che è successo e sono sicuro che puniranno i partiti che hanno ucciso il governo» ha dichiarato. In merito all’Ucraina ha spiegato che “una delle ragioni per cui Draghi ha chiesto la fiducia è perché alcuni partiti hanno avuto un’attitudine ambigua a quanto sta accadendo, come l’invio delle armi e le sanzioni. Auspico che l’Italia continui con il sostegno e combatterò per questo“.
Da destra arriva l’apertura di Fratelli d’Italia che dichiara di essere “favorevole alla calendarizzazione e all’esame da parte del governo di tutti quei provvedimenti urgenti e necessari alla messa in sicurezza del Pnrr“, come confermano i capigruppo di Camera e Senato, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani sottolineando che la decisione sia “in continuità con l’opposizione responsabile e patriottica che subordina qualsiasi decisione all’interesse degli italiani“. La leader Meloni si è detta stupita: «francamente, non ci aspettavamo di arrivare al voto il 25 settembre. La dipartita di questo governo è stata rocambolesca e per certi versi inaspettata, però pronti lo siamo pronti e lo siamo. Credo che nel panorama attuale Fratelli d’Italia sia il partito che meno di tutti dovrà nei prossimi 70 giorni spiegare agli italiani che cosa vuole fare». Secondo Giorgia Meloni l’atteggiamento di Draghi “aveva un senso solo se voleva andarsene: è probabile che abbia colto la palla al balzo per non dover assistere da palazzo Chigi all’arrivo di una tempesta“. Agli alleati invece intende chiedere “maggiore impegno sull’indisponibilità a fare alleanze variabili: quando sei una squadra e ti avvii a una battaglia, la prima regola è che si vince e si perde insieme“.
Dopo le decisioni dei ministri Gelmini e Brunetta, anche la ministra per il Sud Mara Carfagna prende le distanze dal partito di Silvio Berlusconi. In una nota scrive: «per questioni di stile non esprimo giudizi su come Forza Italia ha gestito questa crisi, assumendo una decisione che non ho condiviso, che sono convinta vada contro l’interesse del Paese e di cui non ho mai avuto l’opportunità di discutere in una sede di partito. Sono grata al presidente Berlusconi per le opportunità che mi ha offerto e la fiducia che mi ha testimoniato in questi anni, ma quanto accaduto ieri rappresenta una frattura con il mondo di valori nei quali ho sempre creduto che mi impone di prendere le distanze e di avviare una seria riflessione politica».
Proprio Silvio Berlusconi precisa a Repubblica che: «non volevamo far cadere Draghi, ma si è reso indisponibile a un bis. Probabilmente era stanco e ha colto la palla al balzo per andarsene. In ogni caso ha scelto lui e adesso siamo già al lavoro per un nuovo governo di centrodestra», spiegando inoltre che “Forza Italia voleva che il governo andasse avanti ma ciò non poteva accadere con i 5 stelle che avevano determinato la crisi e rotto il patto di fiducia alla base della maggioranza di unità nazionale. Avevamo proposto una risoluzione che prevedeva un nuovo esecutivo senza i grillini. Ma Draghi ha deciso di mettere la fiducia sulla mozione Casini, che non conteneva queste indicazioni. Ecco perché, a quel punto, il gruppo di Forza Italia non ha potuto fare altro che uscire dall’aula“. Sulle defezioni di Gelmini e Brunetta Berlusconi commenta “riposino in pace” e assicura che alle elezioni “ci sarà Forza Italia, poi liste FdI e Lega“, sottolineando che al momento “la questione della premiership non è all’ordine del giorno. Se e quale indicazione dare lo decideremo nel corso di un vertice che faremo comunque prima della campagna elettorale“.
A proposito delle parole di Berlusconi, Letta ha dichiarato di averle trovate “totalmente sopra le righe e volgari. Per non parlare di quella frase riferita ai tre ministri che non sono persone qualunque, ma tre pilastri della storia di Forza Italia. Io penso che bisogna aver rispetto e in quella frase non c’è. Io trovo questo declino francamente fuori luogo“.
Luigi Di Maio si schiera nuovamente a fianco del premier Draghi, dichiarando al Corriere: «Lega e 5 Stelle avevano una crisi nei sondaggi ed hanno anteposto i loro interessi rispetto all’interesse dell’Italia. L’Italia non ci ha guadagnato con le elezioni e non credo neanche le forze politiche che hanno fatto cadere il governo e credo che pagheranno il prezzo». Di Maio ha inoltre espresso la profonda convinzione che “l’Italia abbia ancora bisogno di Mario Draghi” e di non poter “stare con coloro che con il sovranismo, il populismo e l’opportunismo hanno buttato giù il governo. Voglio stare con chi crede nella stabilità, nella responsabilità e nelle riforme“.
Dal Movimento 5 Stelle arrivano le dichiarazioni del leader Giuseppe Conte: «noi non eravamo arrivati per contrastare l’azione di governo. Assicuro che ancora fino all’ultimo abbiamo pensato di poter rinnovare la fiducia a questo governo perché potesse procedere speditamente per risolvere le urgenze». Conte ha inoltre assicurato che si candiderà e che il Movimento è una forza “oggettivamente progressista” dato che guarda a giustizia sociale, transizione ecologica e digitale e dunque “chi vuole lavorare su queste misure, può ritrovarsi a condividere con noi, o a confrontarsi con noi. Poi spetterà al Pd fare le sue scelte“. Conte ha inoltre parlato di Grillo, dichiarando: «oggi era il compleanno di Grillo, ci siamo sentiti e gli ho fatto gli auguri. Anche lui è rimasto come me sconcertato, sgomento, per gli attacchi che abbiamo subito, e per il fatto che quasi tutte le forze politiche erano lì a chiedere il Movimento fuori dalla maggioranza. Siamo rimasti sorpresi da questo livore, da questa aggressione».
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha indicato Conte come protagonista della crisi: «si sono cappottati in un parcheggio, questo è successo ieri. Il primo degli irresponsabili si chiama Giuseppe Conte che non potendo arrivare al 2023 ha preferito aprire la crisi per salvare le poltrone di qualcuno dei suoi. Il centrodestra ha fatto una scelta secondo me sbagliata ma nella logica del calcio di rigore hanno fatto il loro. La battaglia per portare Draghi al posto di Conte è forse la cosa migliore che ho fatto nella mia carriera . Alle prossime elezioni saranno tra chi ha voluto Draghi e chi lo ha buttato giù, sarà area Draghi contro area Putin».
Dall’Estero
Una portavoce della Commissione europea, ai microfoni di LaPresse, ha spiegato: «gli Stati membri possono decidere quando presentare le loro richieste di pagamento, sebbene possano farlo solo due volte l’anno. Incoraggiamo gli Stati membri a farlo una volta che tutte le pietre miliari e gli obiettivi nell’ambito del relativo esborso sono stati raggiunti. La Commissione continuerà a valutare le richieste di pagamento dell’Italia sulla base del soddisfacente raggiungimento delle tappe intermedie e degli obiettivi delineati nella decisione di esecuzione del Consiglio che approva il piano». In merito all’attenzione posta anche da Mattarella nel suo discorso, agli aiuti europei del PNRR.
Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato: «ringraziamo il premier Draghi per la sua leadership in questo momento difficile per l’Italia e il mondo. Gli Stati Uniti e l’Italia sono alleati stretti con una forte partnership basata sui valori condivisi di democrazia, diritti umani e prosperità economica. Continueremo a lavorare a stretto contatto su importanti priorità, incluso il sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa. Rispettiamo e sosteniamo il processo costituzionale italiano».
Il settimanale inglese The Economist sostiene che “le elezioni politiche anticipate non potrebbero avvenire in un momento meno opportuno, in mezzo ad almeno tre crisi interconnesse: per l’invasione dell’Ucraina, per l’energia e per l’inflazione“. A preoccupare gli inglesi sono le “lunghe procedure necessarie per eleggere e insediare un nuovo governo, il processo decisionale nella terza economia dell’Ue sarà paralizzato almeno fino alla fine di ottobre. E questo, a sua volta, metterà a rischio la capacità del parlamento di approvare un bilancio per il 2023 nei tempi previsti. Aumentando le preoccupazioni anche per il resto dell’Europa“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI

