Il vertice a Villa Grande chiederà incontro con il premier. Di Maio: “Conte ha già deciso di non votare la fiducia, scommette sul voto”
Giornata intensa per la politica italiana: sono ore di grande tensioni mentre gli esponenti dei diversi partiti si incontrano, parlano, fanno accordi. Il premier Draghi, intanto, non rilascia dichiarazioni: bisognerà attendere domani, 20 luglio, alle 9.30 quando inizierà le sue comunicazioni al Senato.
Dopo le comunicazioni e una pausa per la consegna del discorso del presidente alla Camera, alle 11 inizierà la discussione generale mentre verso le 18.40 potrebbe iniziare la chiama. Giovedì, poi, si passerà alla Camera.
Si è concluso a Villa Grande il vertice del centrodestra a cui partecipano, oltre Silvio Berlusconi, il leader della Lega, Matteo Salvini e i suoi capogruppi parlamentari Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, il coordinatore nazionale di FI, Antonio Tajani e i capigruppi azzurri Paolo Barelli e Annamaria Bernini, Lorenzo Cesa e Antonio De Poli rispettivamente segretario e presidente dell’Udc e Maurizio Lupi di Noi con l’Italia.
Si apprende che le forze del centrodestra sono intenzionate a chiedere un incontro con il premier ma al momento non è stata formulata alcuna richiesta a Palazzo Chigi. In apertura, infatti, sarebbe stato espresso “sconcerto” il colloquio tra Draghi ed Enrico Letta, segretario del Pd, avvenuto questa mattina. A tal proposito, fonti interne dichiarano: «incredulità del centrodestra di Governo, che si sta confrontando a Villa Grande, per le provocazioni del Pd: il premier non può gestire una crisi così complessa confrontandosi solo con il campo largo di Pd e 5 Stelle, a maggior ragione dopo una crisi causata dallo strappo di Giuseppe Conte e dalle provocazioni del Partito democratico».
Letta e tutti i dem chiedono al premier di garantire all’Italia la stabilità che serve. In queste ore, infatti, si è tenuto al Nazareno un incontro tra il segretario e i vertici del partito, capigruppo, ministri e diversi altri esponenti. Emerge che è stata ribadita la linea di unità e sostegno all’Esecutivo.
Il ministro Di Maio ha dichiarato, durante l’assemblea congiunta di Insieme per il Futuro: «dalle dimissioni di Draghi ad oggi sono successi due fatti politici clamorosi. Le manifestazioni e gli attestati di supporto al governo Draghi affinché possa restare in carica: oltre 1600 sindaci, la società civile, gli imprenditori, la comunità finanziaria e quella internazionale. Il direttivo della Camera del gruppo M5S, oggi partito di Conte, ha espresso la volontà di votare la fiducia al governo Draghi, al di là della volontà dei vertici».
Ha poi aggiunto: «diciamo la verità, il partito di Conte ha già deciso di non votare la fiducia al Governo Draghi. Conte sta scommettendo sul voto anticipato, ma sarebbe un ulteriore crollo nei sondaggi».
Fonti pentastellate, tuttavia, smentiscono le parole del titolare della Farnesina: «quanto riferito dal ministro Di Maio in riunione col suo gruppo parlamentare, a proposito di una volontà precostituita di votare la fiducia al governo da parte dei componenti del direttivo del gruppo M5S Camera, non risponde al vero».
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA / MASSIMO PERCOSSI

