Secondo la Corte di Cassazione se non vengono notificati gli atti ai quattro imputati non si può andare avanti
Il processo ai quattro 007 egiziani accusati di aver rapito, torturato e ucciso Giulio Regeni resta sospeso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Roma contro la decisione del gup di sospendere il procedimento per eseguire nuove ricerche degli imputati ai quali notificare gli atti. Il procedimento, infatti, era in stallo perché non è stato possibile avere gli indirizzi dei quattro uomini dei servizi segreti ai quali inviare la notifica.
Con la decisione della Suprema Corte si riducono le possibilità di potere celebrare un processo in Italia.
Nel ricorso la Procura di aveva chiesto l’annullamento della decisione dei giudici della Terza Corte d’Assise di Roma che il 14 ottobre scorso, chiamati a decidere sull’assenza in aula degli imputati, avevano dichiarato la nullità del decreto che disponeva il giudizio.
Nel ricorso il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma aveva chiesto l’annullamento dell’ordinanza del gup dell’11 aprile 2022 che sospendeva il processo pendente nei confronti di Tarik Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Usham Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, accusati a vario titolo di sequestro di persona, lesioni personali e omicidio.
«Attendiamo di leggere le motivazioni, ma riteniamo questa decisione una ferita di giustizia per tutti gli italiani – hanno dichiarato i genitori del ricercatore, Paola e Claudio Regeni – Abnorme è certamente tutto il male che è stato inferto e che stanno continuando a infliggere a Giulio. Come cittadini non possiamo accettare né consentire l’impunità per chi tortura e uccide».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

