Oggi in tutto il Paese si celebrano commemorazioni dell’attentato più mortale della storia degli Stati Uniti d’America
21 anni fa il popolo statunitense subiva l’attacco terroristico più mortale della sua storia. L’11 settembre del 2001 quattro aerei di linea venivano dirottati da 19 terroristi, schiantandosi contro le due Torri Gemelle del World Trade Center e la facciata ovest del Pentagono, mentre la Casa Bianca, terzo obiettivo, si salvò grazie a una rivolta dei passeggeri.
Quasi tremila le vittime, 6mila i feriti, enormi i danni strutturali: è ancora moltissima la commozione degli americani che ricordano il martedì più nero della loro storia recente.
Diverse le occasioni di raccoglimento nel Paese oggi, che si dà appuntamento nei luoghi dei dirottamenti: al World Trade Center di New York, al Pentagono e in un campo della Pennsylvania. In tutto il Paese fioccano veglie, commemorazioni e servizi interreligiosi.
Nel frattempo, 21 anni non sono bastati a far fluire il corso della giustizia, con le presunte menti dell’attentato in attesa di un processo a Guantanamo e i rapporti diplomatici con l’Arabia Saudita, ritenuta essere la culla di Al-Qaeda, che suscitano non poche polemiche – basti pensare a quelle esplose durante il viaggio di Biden a Riyad.
Più di recente, anche il sindaco di New York Eric Adams è stato duramente attaccato per ospitare in ottobre un torneo di golf femminile sponsorizzato dall’Arabia Saudita; una decisione, spiegano dall’ufficio del primo cittadino, presa dal predecessore Bill de Blasio e vincolante per via dei contratti con la Trump Organization che ospiterà l’evento nel club newyorchese.
Il ricordo di Biden
Il presidente Biden partecipa oggi alle commemorazioni degli attentati al Pentagono. Qui alle 9.37, ora dello schianto del Boeing 757 dell’American Airlines, si rispetterà un minuto di silenzio.
«A 21 anni di distanza teniamo vivo il ricordo delle vite preziose che ci sono state rubate a Ground Zero, Shanksville e al Pentagono – scrive su Twitter Biden. – Jill e io siamo vicini alle famiglie che hanno perso i loro amati e stanno ancora soffrendo. Non dimenticheremo mai».
A bordo dell’aereo viaggiavano 64 passeggeri, compresi i dirottatori, tutti deceduti insieme ad altre 125 persone che si trovavano in quel momento nel palazzo del Dipartimento della Difesa.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ EPA/C’sar De Luca

