Nella ong di Panzeri nell’occhio del ciclone anche Emma Bonino- Gentiloni: “vicenda vergognosa e intollerabile”
«Lo Stato del Qatar respinge categoricamente ogni tentativo di associarlo ad accuse di cattiva condotta». È quanto afferma un funzionario del Qatar in una dichiarazione inviata per e-mail a Politico Eu, in merito allo scandalo di presunta corruzione del Qatar che ha coinvolto l’Europarlamento. Il Paese guarda con apprensione all’attenzione mediatica che si sta sollevando in Europa, dopo precedenti di immagine non brillantissimi fin dall’inizio delle competizioni.
Uno statement del ministero degli Esteri del Qatar rilanciato su Twitter dalla missione diplomatica di Doha in Ue sostiene che “qualsiasi associazione del governo qatarino con le accuse riportate è senza fondamento e gravemente male informata. Lo Stato del Qatar lavora sulla base di un rapporto da istituzione a istituzione e opera in piena conformità con il diritto internazionale“.
Solo nelle ultime 48 ore sono stati confermati quattro arresti dalla Procura belga nei confronti dell’ex vicepresidente del PE Kaili, dell’ex eurodeputato di Pd e di Articolo 1 Antonio Panzeri, di Francesco Giorgi (marito di Kaili e assistente di Panzeri) e del responsabile della ong Niccolò Figà-Talamanca. Il giudice ha invece liberato il padre di Eva Kaili e il capo dei sindacati internazionali Luca Visentini. I quattro sono accusati di “appartenenza ad una organizzazione criminale, riciclaggio di denaro e corruzione“.
Nel pomeriggio si è appreso che è stata perquisita anche l’abitazione a Bruxelles dell’eurodeputato socialista Marc Tarabella. Lo riportano due quotidiani belgi, Le Soir e Knack, precisando che il materiale informatico in possesso di Tarabella è stat sequestrato ma che l’eurodeputato non è in stato di fermo.
«Respingiamo categoricamente ogni tentativo di associarlo ad accuse di cattiva condotta» è la nota telegrafica cui il Qatar affida la smentita delle voci.
Da Mogherini alla Bonino, i rapporti dell’ong di Panzeri
Man mano che passano le ore intanto si stringe il cerchio degli investigatori intorno ai responsabili dello scandalo che coinvolge esponenti del Parlamento europeo accusati di corruzione per aver intascato fondi qatarioti per “parlare bene” del paese, in vista dei mondiali. E ora i legami politici di Panzeri rischiano di trascinare nel fango anche esponenti di spicco della società civile. Nella Ong costituita nel 2019 da Antonio Panzeri, Fight impunity, sarebbero presenti anche Federica Mogherini, già ex rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, ed Emma Bonino, ex commissaria europea e leader di + Europa.
Fino ad oggi infatti facevano parte del consiglio dell’organizzazione, e non sono i soli nomi illustri contaminati da questa vicenda: nel Cda c’era il premio Nobel per la Pace 2018 Debis Mukwege, l’ex commissario europeo Dimitris Avramopoulos, l’ex primo ministro francese Bernard Cazeneuve. Potrebbe essere stato anche tramite la no profit che Panzeri ha ricevuto ricche donazioni non solo dal Qatar ma anche dal Marocco, per dirigere l’opinione dell’emiciclo europeo nella direzione voluta dai due paesi.
Ovviamente non appena sono stati convalidati gli arresti di Panzeri, della moglie e della figlia, gli illustri esponenti del Cda si sono affrettati a dare le dimissioni. Non solo; Emma Bonino sostiene di “non essere nemmeno a conoscenza di essere parte dell’associazione” e di essere anche lei in attesa di risposte, visto il suo appoggio all’attività della ong che, almeno sulla carta, si proponeva di combattere l’impunità per garantire la maggior trasparenza del diritto internazionale.
Gentiloni: “vicenda vergognosa e intollerabile”
La notizia dell’arresto ha scatenato la reazione immediata del commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni che ha parlato di una “osa gravissima“.
«Se quello che emerge da prime decisioni procura Bruxelles fosse confermato si tratterebbe di esponenti del Parlamento e attivisti che avrebbero ricevuto soldi per chiudere un occhio sulle condizioni di lavoro in Qatar. – accusa l’ex premier. – Una vicenda vergognosa e intollerabile» che, se confermata, “sarà veramente una delle più drammatiche storie di corruzione di questi anni“.
Tajani: possono esserci mele marce, ma sono garantista
Anche il vicepresidente e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto in merito a quanto sta succedendo nel Parlamento europeo. «Io difendo il ruolo del Parlamento europeo, è una grande istituzione democratica. Possono esserci delle mele marce tra i parlamentari – ha spiegato, – sono garantista e aspettiamo l’esito dell’inchiesta. Condivido assolutamente la posizione della presidente Metsola che ha sospeso la vicepresidente Kaili e ha difeso l’integrità del Pe, che ha lavorato sempre bene».
Tajani ha poi sottolineato: «non dobbiamo far coincidere il comportamento dei parlamentari con quello dell’istituzione. La stragrande maggioranza degli eurodeputati sono persone per bene».
di: Caterina MAGGI
aggiornamento di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/STEPHANIE LECOCQ
