Sono state identificate 13 zone sulla Luna in cui l’uomo tornerà a camminare
L’uomo torna sulla Luna. È stata definita la missione Artemis 3, prevista a fine 2025, che segna il ritorno degli astronauti sul suolo lunare 50 anni dopo l’ultima missione del programma Apollo (Apollo 17, 1972).
Ad annunciarlo la Nasa, che chiarisce quali sono le 13 regioni in cui l’uomo potrebbe camminare di nuovo sulla Luna. L’elemento comune a tutte è la vicinanza al Polo Sud lunare e una durata della luminosità di 6,5 giorni, che è quanto resteranno gli astronauti. Le aree scelte sono interessanti dal punto di vista scientifico e sono state valutate a seconda delle caratteristiche del suolo, della facilità delle comunicazioni e delle condizioni di luminosità.
«Abbiamo fatto un passo da gigante verso il ritorno di astronauti sulla Luna dai tempi delle missioni Apollo – ha dichiarato Mark Kirasich, vice-capo della Divisione della Nasa per il programma Artemis – sarà diverso da qualsiasi altra missione passata perché gli astronauti si avventureranno in aree inesplorate per gettare le basi di strutture per futuri soggiorni a lungo termine. Molti dei siti proposti corrispondono ad alcune delle parti più antiche della Luna e, insieme alle regioni permanentemente in ombra, offrono l’opportunità di conoscere la storia della Luna attraverso materiali lunari non studiati in precedenza».
Il prossimo passo è una fase di analisi di ciascuna delle regioni: la comunità scientifica metterà a confronto tutti gli elementi disponibili fino a individuare un sito. Artemis 3 sarà la prima, fra le missioni del programma Artemis, a prevedere un allunaggio con un equipaggio umano.
Artemis 1 partirà il 29 agosto alle 14:33 ora italiana: il razzo è già pronto sulla piattaforma 39B nella base di Cape Canaveral. Il più grande lanciatore mai costruito è già un simbolo: per gli Stati Uniti segna il ritorno alla Luna a mezzo secolo dall’ultima missione del programma Apollo. Per trasportare questo gigante dall’edificio di integrazione fino alla rampa di lancio ci sono volute 10 ore e 8 minuti. Adesso la gigantesca struttura dello Space Launch System (Sls), alta 111 metri e dal diametro di 8,4, domina il Kennedy Space Center; ai lati i due serbatori bianchi contrastano con l’arancione del corpo principale del razzo, ed è bianca anche la capsula Orion integrata sulla sommità.
A bordo della capsula Orion ci saranno però soltanto dei manichini perché questo primo volo ha uno scopo dimostrativo: al posto di comando c’è Commander Moonikin Campos e ai suoi lati ci sono Helga e Zohar. Sono manichini con sensori che permetteranno di studiare gli effetti del volo sull’organismo umano, soprattutto femminile.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/Joel Kowsky
