È partita la nuova campagna antinfluenzale. Il vaccino è indicato dai sei mesi di vita e raccomandato soprattutto alle persone più esposte alle complicanze. Tra le novità della stagione, l’abbassamento a 60 anni dell’età per cui sono raccomandati i vaccini potenziati.
Con l’arrivo dell’autunno torna anche l’influenza stagionale e, insieme, la campagna di vaccinazione.
Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute ha aggiornato le raccomandazioni nazionali, elaborate insieme all’Istituto Superiore di Sanità, alle Regioni e alle Province autonome. La vaccinazione può essere effettuata a partire dai sei mesi di vita, mentre viene raccomandata e offerta gratuitamente soprattutto alle categorie considerate maggiormente esposte al rischio di complicanze.
Chi dovrebbe vaccinarsi
Tra i principali destinatari indicati dal Ministero ci sono i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, le persone con 60 anni o più, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone di qualsiasi età affette da alcune patologie croniche che possono aumentare il rischio di complicanze in caso di influenza.
La raccomandazione riguarda inoltre altre categorie individuate annualmente dalla circolare ministeriale, comprese persone che svolgono determinati servizi di interesse pubblico o professioni che possono comportare una maggiore esposizione.
L’obiettivo non è soltanto evitare qualche giorno di febbre. Per bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e persone fragili, l’influenza può infatti provocare complicanze anche importanti.

La novità dei vaccini potenziati dai 60 anni
La principale modifica rispetto alla stagione precedente riguarda i cosiddetti vaccini antinfluenzali potenziati.
La nuova circolare abbassa da 65 a 60 anni l’età a partire dalla quale ne viene raccomandato l’utilizzo. Si tratta di vaccini pensati per ottenere una risposta immunitaria più efficace nelle fasce d’età in cui il sistema immunitario può rispondere meno intensamente alla vaccinazione tradizionale. L’ISS sottolinea che questi vaccini offrono una maggiore protezione rispetto alle forme severe della malattia.
Questo non significa che esista un unico vaccino valido per tutti.
I prodotti autorizzati sono diversi e sono le Regioni e le Province autonome a scegliere, attraverso le proprie gare di approvvigionamento, quali utilizzare nelle campagne vaccinali.
Quando è meglio vaccinarsi
Il Ministero raccomanda di avviare le campagne dall’inizio di ottobre, ma chi appartiene alle categorie per cui la vaccinazione è indicata può riceverla anche successivamente nel corso della stagione influenzale.
L’immunità comincia a svilupparsi circa due settimane dopo la somministrazione, motivo per cui vaccinarsi prima della fase di maggiore circolazione del virus permette all’organismo di avere il tempo necessario per costruire la risposta immunitaria.
Il vaccino cambia ogni anno
Uno dei motivi per cui la vaccinazione antinfluenzale viene ripetuta ogni stagione riguarda la capacità dei virus influenzali di modificarsi.
L’Organizzazione mondiale della sanità aggiorna quindi periodicamente la composizione dei vaccini sulla base dei ceppi che circolano a livello internazionale. Per la stagione 2026-2027 i vaccini utilizzati nell’emisfero settentrionale sono formulati contro tre principali ceppi influenzali selezionati dall’OMS.
Non si tratta quindi semplicemente di ripetere lo stesso vaccino dell’anno precedente.
Ogni campagna cerca di anticipare, per quanto possibile, quali virus saranno maggiormente presenti durante l’inverno successivo.
Vaccinarsi anche se la stagione è già iniziata
Chi non riesce a vaccinarsi nelle prime settimane di ottobre non deve necessariamente rinunciare.
Le indicazioni ministeriali prevedono che il vaccino possa essere offerto alle persone eleggibili durante tutta la stagione influenzale, anche quando la campagna è già iniziata da tempo.
La scelta del vaccino più adatto, soprattutto in presenza di patologie o condizioni particolari, resta comunque da valutare con il proprio medico o con i servizi vaccinali.
Leggi anche: Il tumore si può prevenire? Cosa dice la scienza
Domande frequenti sul vaccino antinfluenzale 2026-202
La vaccinazione è possibile dai sei mesi di vita ed è raccomandata e offerta gratuitamente soprattutto ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, alle persone con 60 anni o più, alle donne in gravidanza, agli operatori sanitari e alle persone di qualsiasi età con alcune patologie croniche, oltre alle altre categorie indicate dalla circolare ministeriale.
La novità principale è che la nuova circolare abbassa da 65 a 60 anni l’età a partire dalla quale si raccomandano i vaccini antinfluenzali potenziati, pensati per ottenere una risposta immunitaria più efficace e una maggiore protezione dalle forme severe della malattia.
Le campagne partono dall’inizio di ottobre. L’immunità comincia a svilupparsi circa due settimane dopo la somministrazione, per questo è utile vaccinarsi prima della fase di maggiore circolazione del virus
Sì. Le indicazioni ministeriali prevedono che il vaccino possa essere offerto alle persone eleggibili durante tutta la stagione influenzale, anche quando la campagna è già iniziata da tempo.
Perché i virus influenzali cambiano. L’Organizzazione mondiale della sanità aggiorna la composizione dei vaccini in base ai ceppi in circolazione e per la stagione 2026-2027 i vaccini dell’emisfero settentrionale sono formulati contro tre ceppi selezionati dall’OMS.


