Aveva festeggiato da poco il suo Giubileo di platino, i 70 anni passati sul trono, e nominato il suo 15esimo primo ministro: Elisabetta II esce di scena attorniata dalla famiglia nella sua residenza scozzese di Balmoral
Se n’è andata a 96 anni, di cui oltre 70 passati sul trono del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Elizabeth Alexandra Mary Windsor, meglio conosciuta come Regina Elisabetta II.
La sovrana è morta a Balmoral, attorniata dai suoi familiari, i quattro figli, il nipote William (senza la moglie Kate, rimasta a Windsor), il nipote Harry che hanno raggiunto la residenza scozzese. Per tutto il pomeriggio il mondo si è fermato alla notizia che Elisabetta era tenuta sotto osservazione dai suoi medici. La circostanza ha comportato l’interruzione della cerimonia del cambio della guardia davanti a Buckingham Palace e le procedure d’avvio del cosiddetto piano “London Bridge”, il protocollo relativo alla gestione della morte di un reale che si esaurisce con i funerali.
Vissuta a cavallo di due millenni, Elisabetta ha avuto un ruolo da protagonista – spesso assoluta e indiscussa – in molti degli eventi che hanno segnato la storia mondiale nonostante, al momento della sua nascita, il suo destino non includesse la guida di una delle monarchie più longeve del mondo. Figlia di Albert Frederick Arthur George e Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon, prima duchi di York e dopo re Giorgio VI e regina consorte, Elisabetta nasce il 21 aprile del 1926 con la singola pretesa di essere la primogenita di un reale non destinato al trono. L’abdicazione dello zio, re Edoardo VIII, avvenuta l’11 dicembre 1936 per sposare la divorziata americana Wallis Simpson, tuttavia, cambia le carte in tavola.
Lilibet, come tutti in famiglia la chiamavano affettuosamente – su sua indicazione – cresce, insieme alla sorellina Margaret nata il 21 agosto 1930, sotto la supervisione della madre e della governante Marion Crawford, sviluppando già in tenera età la passione per i cavalli e i cani a cui si dedicherà per tutta la vita.
Nel 1936, contro tutti i pronostici di chi, nonostante risultasse seconda in linea di successione, considerava improbabile una sua ascesa al trono, all’incoronazione del padre Elisabetta diventa erede presuntiva. I pronostici le remano ancora contro: la possibilità che i genitori avessero un figlio maschio, infatti, era papabile.
Poco dopo l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1940, Elisabetta parla per la prima volta alla nazione: partecipa al programma radiofonico della Bbc Children’s Hour affermando: «stiamo facendo tutto il possibile per aiutare i nostri valorosi marinai, i soldati e gli aviatori e stiamo anche cercando di sopportare la nostra parte di pericolo e di tristezza per la guerra. Tutti noi sappiamo che, alla fine, tutto andrà per il meglio». Tre anni dopo appare per la prima volta in pubblico da sola e a 18 anni, grazie all’intervento del Parlamento, viene nominata Consigliere di Stato. Il 1945 le dà l’occasione per scendere in campo: si unisce al Servizio Ausiliare Territoriale e viene addestrata come autista e meccanico, poi promossa Comandante onorario junior.
Nel 1947, due anni dopo la fine del conflitto, compie il suo primo viaggio ufficiale oltremare in Sudafrica con i genitori. Durante la visita usa nuovamente la radio per rivolgersi al popolo del Commonwealth britannico, dichiarando la sua vita al servizio della “grande famiglia imperiale”. Il 1947 viene ricordato anche per un altro evento fondamentale nella vita di Elisabetta: a luglio, infatti, viene dichiarato ufficialmente il fidanzamento con Philip Mountbatten, nato principe Filippo di Grecia e Danimarca, nipote di re Giorgio I di Grecia e cugino di terzo grado della futura sposa (entrambi, infatti, sono trisnipoti della regina Vittoria – sul trono per 63 anni – e discendenti di Cristiano IX di Danimarca). Il matrimonio ha luogo nell’Abbazia di Westminster il 20 novembre dello stesso anno, nonostante le non poche critiche mosse al futuro principe consorte – tra cui il matrimonio delle sorelle con aristocratici tedeschi legati al nazismo – dopo che lo stesso si è convertito all’Anglicanesimo ed è stato nominato duca di Edimburgo.
Il 14 novembre 1948 nasce Charles Philip Arthur George, meglio conosciuto come principe Carlo, primogenito della coppia e primo di quattro figli. Seguiranno Anne Elizabeth Alice Louise Mountbatten-Windsor (15 agosto 1950), Andrew Albert Christian Edward Mountbatten-Windsor (19 febbraio 1960) e Edward Antony Richard Louis Mountbatten-Windsor (10 marzo 1964).
Il decennio successivo il fato muove i suoi fili: il destino di Elisabetta sta per compiersi. A partire dal 1951, infatti, a causa delle condizioni di salute del padre, indebolito da un tumore ai polmoni, inizia a sostituirlo agli eventi pubblici e nelle visite ufficiale. Il 6 febbraio 1952, mentre è in viaggio con il marito in Kenya, la principessa riceve la notizia della morte di re Giorgio VI. Inizia il suo regno, dopo quello di Luigi XIV di Francia il secondo più lungo della storia.
Il 2 giugno del 1953, rispettato il periodo di lutto, Elisabetta viene incoronata regina di Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Ceylon e Pakistan e capo del Commonwealth. La cerimonia, per la prima volta trasmessa in diretta televisiva, avvenne nell’Abbazia di Westminster. In tale occasione la neo regina insistette per indossare la corona di Sant’Edoardo nella sua versione originale e non ridotta, come le era stato proposto per via del peso significativo (oltre due chili). Come nuova sovrana, Elisabetta si trasferì insieme a tutta la famiglia a Buckingham Palace, non nascondendo tuttavia la sua predilezione per il Castello di Windsor e la residenza delle Highlands scozzesi.
Gli anni seguenti alla sua incoronazione furono anni pieni di avvenimenti significativi, eventi a cui Elisabetta prese parte con il suo ben noto pragmatismo, dirigendo da lontano le azioni inglesi con discrezione e fermezza. Negli anni Cinquanta l’assenza di un sistema per l’elezione del leader del Partito conservatore, che scarica la responsabilità di tale scelta alla regina, le causa non poche critiche tra cui quella di Lord Altrincham che nel 1957 la definisce poco empatica. Lo stesso anno Elisabetta tiene il suo primo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il secondo avrà luogo nel 2010.
Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta oltre 20 Paesi, sull’onda della decolonizzazione, acquistano l’indipendenza dal Commonwealth. Nel 1973 il Regno Unito, da parte sua, aderì alla Comunità Economica Europea, la futura Unione Europea (da cui il Paese uscirà ufficialmente il 31 gennaio 2020 sotto il Governo del primo ministro Boris Johnson).
La fine del decennio segna un periodo dolceamaro per la sovrana: nel 1977 festeggia i suoi 25 anni di regno – il Giubileo d’argento -, due anni dopo la Provisional IRA (forza paramilitare irlandese) si rende autrice dell’assassinio di Lord Mountbatten, parente ed ex tutore del principe Filippo. Lo stesso anno uno scandalo travolge la residenza reale: l’ex curatore della collezione reale di opere artistiche, Anthony Blunt, era una spia dell’Unione Sovietica.
Nel 1981 Elisabetta sfugge a due attentati ai danni della sua persona: il primo durante il Trooping the Colour mentre percorre a cavallo The Mall, il secondo a Dunedin, in Nuova Zelanda. Un inizio brillante per un decennio che si rivelerà pieno di emozioni: la Guerra delle Farklands, l’irruzione di Michael Fagan a Buckingham Palace, l’amicizia con il presidente americano Ronald Reagan e l’operazione Urgent Fury, la satira e le critiche.
Oltre che una regina, tuttavia, Elisabetta è stata anche una moglie, una mamma, una nonna e la sua vita non è stata immune da scandali, tragedie e dispiaceri. Nell'”Annus Horribilis” del 1992 – come lei stessa lo definisce durante le celebrazioni per i 40 anni del regno – il figlio Andrea si separa dalla moglie, Sarah Ferguson; poco dopo anche Anna divorzia dal capitano Mark Philips. A dicembre Carlo, erede al trono, si separa dalla Diana Spencer (conosciuta come Lady D, la principessa del popolo, da questo amata e nominata donna più famosa del mondo). Dopo il divorzio ufficiale nel 1995, Diana morirà il 31 agosto del 1997 in un’incidente stradale insieme al compagno Dodi Al-Fayed in circostanze mai davvero verificate. Dopo la morte della nuora, nonostante un primo momento di distacco, Elisabetta decise di rispondere agli appelli del popolo e, dopo alcuni giorni di ritiro a Balmoral, tornò a Londra e si rivolse ai cittadini esprimendo la sua stima nei confronti di Diana. Un’azione che le valse la fine delle ostilità interne di cui era stata bersaglio per tutti gli anni Novanta.
I dispiaceri, tuttavia, per la regina proseguono nel nuovo millennio, così come gli eventi che segnano la storia: nel 2002 – anno del Giubileo d’oro, 50 anni di regno -, muoiono la sorella Margaret e la madre Elizabeth. Negli anni seguenti Elisabetta festeggia le nozze di diamante con Filippo, il Giubileo di diamante, l’apertura dei Giochi della XXX Olimpiade a Londra (che apre personalmente), e poi ancora il Giubileo di zaffiro. Trascorre, insieme al principe consorte, il periodo dell’emergenza pandemia da Covid-19 al Castello di Windsor riapparendo in pubblico solo il 15 ottobre 2020.
Gli ultimi anni sono stati anni difficili per la sovrana. Il 9 aprile del 2021 – dopo 73 anni di matrimonio – muore, all’età di 99 anni, il principe Filippo, l’uomo che l’ha accompagnata nel suo percorso alla guida del Paese e della monarchia, come lei stessa lo definì, “mia forza e mio sostegno“. Il 25 dicembre, nel suo annuale messaggio alla nazione, lo ricorda con affetto e nostalgia: «quel luccichio malizioso e indagatore che aveva era luminoso come quando ho messo gli occhi su di lui per la prima volta». Intanto il suo cuore viene spezzato anche dall’allontanamento del nipote Harry che nel 2018 sposa l’attrice americana Meghan Markle e nel 2020 annuncia il ritiro dagli incarichi pubblici della famiglia reale. L’anno successivo i duchi di Sussex rilasciano un’intervista choc alla regina della televisione americana, Oprah Winfrey, rivelando segreti e angoli bui della famiglia reale.
Nei lunghi e intensi anni del suo regno, Elisabetta ha partecipato alla salita in carica di ben 15 primi ministri britannici: Winston Churchill, Anthony Eden, Harold Macmillan, Alec Douglas-Home, Harold Wilson, Edward Heath, James Callaghan, Margaret Thatcher (prima premier donna), John Major, Tony Blair, Gordon Brown, David Cameron, Theresa May, Boris Johnson, da ultima Liz Truss, insediatasi al numero 10 di Downing Street solo lo scorso 6 settembre.
Regina britannica più anziana di sempre, monarca regnante più vecchio al mondo, regina più longeva, monarca che appare sul maggior numero di valute, regina più ricca del mondo, primo monarca britannico a visitare un Paese comunista (la Jugoslavia nell’ottobre del 1972, dove venne accolta dal presidente Josip Broz Tito), primo monarca britannico a visitare la Cina (nel 1986), secondo capo di Stato che ha viaggiato di più nella storia (dopo papa Giovanni Paolo II) e – come già detto – guida del secondo regno più lungo della storia: i primati raggiunti da Elisabetta nel corso della sua vita sono stati molteplici. Uno tra tutti, forse, non le è stato mai ufficialmente riconosciuto sebbene lampante agli occhi di chi guarda: quello di regina più conosciuta, amata e stimata di sempre. Insomma, la regina di tutti.
di: Alessia MALCAUS
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