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    Home » Archivio Storico » 2022 » Censis, nel 2022 l’Italia appare più povera e spaventata
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    Censis, nel 2022 l’Italia appare più povera e spaventata

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroDicembre 2, 2022
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    Dal 2019 a oggi un milione di persone è scivolata sotto la soglia di povertà. Un giovane su quattro non lavora e tre su cinque temono conflitto mondiale

    È la fotografia di un’Italia più sola, povera e spaventata quella che emerge dal rapporto del Centro Studi Investimenti Sociali presentato oggi per il 2022.

    8 italiani su 10 non sono più disposti a fare sacrifici per cambiare. L’83,2% non ha più voglia di sacrificarsi per mettere in pratica le indicazioni degli influencer, l’81,5% per vestirsi alla moda, il 70,5% per acquistare prodotti di prestigio, il 63,5% per sembrare più giovani, il 58,7% per sentirsi più belli. Il 36,4% non è disposto a sacrificarsi nemmeno per fare carriera e guadagnare di più.

    Per quanto riguarda le grandi tragedie del mondo moderno, quindi pandemia, conflitto in Ucraina e cambiamento climatico, l’89,7% degli italiani dichiara che prova tristezza, e il 54,1% ha la forte tentazione di restare passivo. L’84,5% è convinto che eventi geograficamente lontani possano cambiare improvvisamente la quotidianità e stravolgere i destini. Il 61,1% teme che possa scoppiare una guerra mondiale, il 58,8% che si ricorra all’arma atomica, il 57,7% che l’Italia entri in guerra.

    A sentirsi insicuro è il 66,5% degli italiani, una percentuale notevole. Prima del Covid, era di 10 punti più bassa.

    Inflazione e povertà

    Il 7,5% delle famiglie italiane vive in condizioni di povertà assoluta: vuol dire 5,6 milioni di persone, il 9,4% della popolazione complessiva. Il 44,1% di queste vive nel Mezzogiorno.

    ll 92,7% degli italiani è convinto che l’accelerata dell’inflazione durerà a lungo, il 76,4% che non potrà contare su aumenti significativi delle entrate familiari nel prossimo anno, il 69,3% teme che nei prossimi mesi il proprio tenore di vita si abbasserà (il 79,3% tra le persone già a basso reddito), il 64,4% sta ricorrendo ai risparmi per fronteggiare l’inflazione, che colpisce anche i percettori di redditi fissi.

    Partendo da questi dati, gli italiani ritengono “particolarmente insopportabili”: l’87,8% il gap tra le retribuzioni dei dipendenti e dei manager, l’86,6% i bonus milionari di buonuscita per i ‘top’; l’84,1% le tasse troppo ridotte dei giganti del web; l’81,5% i “facili guadagni” di personaggi come gli influencer, ritenuti “senza un comprovato talento e competenze certe” (fonte RAINEWS).

    Violenza: aumentano i reati sessuali

    Secondo il Censis negli ultimi 10 anni sono diminuiti molto i crimini più efferati: gli omicidi volontari sono passati dai 528 del 2012 ai 304 del 2021 (-42,4%), e nell’ultimo anno in 32 province italiane non è stato commesso nemmeno un omicidio.

    Calano anche furti e rapine: tra il 2012 e il 2021 le rapine sono diminuite da 42.631 a 22.093 (-48,2%), i furti in casa da 237.355 a 124.715 (-47,5%), i furti d’auto da 195.353 a 109.907 (-43,7%).

    Aumentano però le violenze sessuali: erano 4.689 nel 2012, sono 5.274 nel 2021: +12,5%.

    In crescita anche le estorsioni (+55,2% tra il 2012 e il 2021), che rappresentano, secondo il Censis, “una spia della pressione della criminalità organizzata” che aumenta nei periodi di crisi economica.

    Scuola e lavoro giovanile

    Il 12,7% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha lasciato precocemente la scuola. Nelle regioni del Sud la percentuale sale al 16,6%, ontro una media europea di dispersione scolastica del 9,7%. Mediamente nei paesi dell’Ue la quota di 25-34enni con il diploma è dell’85,2%, in Italia al 76,8% e scende al 71,2% al Sud.

    In calo anche le percentuali che riguardano la laurea: fra i 30 e i 34 enni sono il 26,8% in Italia e il 20,7% al Sud, contro una media Ue del 41,6%. Il nostro paese detiene anche il primato europeo per il numero di Neet, giovani che non studiano e non lavorano: il 23,1% dei 15-29enni a fronte di una media Ue del 13,1%. Ma nelle regioni del Mezzogiorno l’incidenza sale al 32,2%.

    Secondo le previsioni tra 10 anni potrebbero esserci quasi 900 mila alunni in meno alle elementari e alle medie.

    di: Micaela FERRARO

    FOTO: Shutterstock

    CENSIS ITALIA
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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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