Protagonista di un’epoca, il grande ex-statista russo aveva 91 anni
Ieri notte se n’è andato, all’età di 91 anni, Mikhail Gorbaciov: leader dell’Unione Sovietica, è stato protagonista dei grandi fatti da Chernobyl alla perestrojka. «Mikhail Sergeevich Gorbačëv è morto questa sera dopo una malattia grave e prolungata» – ha riferito l’agenzia russa Tass, come da comunicato ufficiale del Central Clinical Hospital.
L’ex statista ha avuto altresì un ruolo da protagonista nel crollo del Muro di Berlino, la fine della guerra fredda, il disarmo nucleare, il ritiro dall’Afghanistan.
Nato il 2 marzo 1931 a Privolnoe, località rurale nella Russia sudoccidentale, Gorbaciov negli anni Cinquanta si iscrive al Partito Comunista e nel 1970 viene nominato primo segretario del partito a Stavropol. Tornato a Mosca, scala velocemente le gerarchie del partito e nel 1958, a soli 54 anni, ne diventa segretario. L’anno successivo, a febbraio, lancerà le sue parole d’ordine: Glasnost (trasparenza) e Perestroika (ristrutturazione), una serie di riforme volte a portare una inedita ventata di libertà nei media e nell’opinione pubblica e riformare un sistema economico sempre più stagnante.
Contestualmente inizierà il suo percorso di disgelamento dei rapporti con gli Stati Uniti: sempre nel 1986 incontra l’allora presidente Ronald Reagan a Reykjavik, in Islanda, e nel 1991 conosce George Bush. Nel 1989 indice le prime elezioni libere e l’anno successivo il popolo lo riconferma presidente. Nello stesso 1989 vive il crollo del muro di Berlino e la ritirata dall’Afghanistan. A maggio si reca a Pechino, dove Cina e Urss riallacciano i rapporti interrotti 30 anni prima; il 1° dicembre incontra in Vaticano Wojtyla, primo leader sovietico ad incontrare un Papa. Nel 1990 gli viene conferito il Nobel per la pace.
L’inizio degli anni Novanta lo porta al declino. Perde contro il suo rivale Boris Ieltsin che nell’agosto del 1991 metterà fine al golpe dei comunisti conservatori che avevano sequestrato Gorbaciov per tre giorni nella villa presidenziale in Crimea. L’8 dicembre lo stesso Ieltsin firma con Ucraina e Bielorussia la nascita della Csi, la Comunità di Stati indipendenti. Il 25 dicembre del 1991 Gorbaciov si dimette dalla carica di segretario generale del Partito, pochi minuti dopo il suo discorso in diretta viene ammainata la bandiera rossa sul Cremlino: con lui finisce l’epoca della Guerra Fredda e dell’Urss.
Le sue spoglie riposeranno accanto alla moglie, morta nel 1999 dopo 46 anni di matrimonio, nel cimitero di Novodevichy a Mosca. Lo riferisce una fonte citata dalla Tass: «Mikhail Sergeyevich sarà sepolto, come desiderava, vicino alla moglie Raissa nel cimitero di Novodevichy».
di: Alessia MALCAUS
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