Il leader 5 Stelle difende il Reddito di Cittadinanza e attacca Di Maio. Il 9 settembre presentazione del programma
Sulle pagine del Corriere della Sera il leader del Movimento 5 Stelle ha spiegato come la scissione del ministro degli Esteri Di Maio abbia favorito il M5S stesso che ha “registrato un boom di iscrizioni e un rinnovato entusiasmo“. Si è trattato di una scelta che “ha contribuito a un grande chiarimento politico interno. La separazione è stata inevitabile dopo averlo visto all’opera, intento a rinnegare tutte le battaglie e alla ricerca disperata di una nuova collocazione politica. Di Maio è ormai diventato un Ogm, un organismo geneticamente modificato“.
L’ex premier sottolinea anche come solo i 5 Stelle possano “vantare la trasparenza e la partecipazione nella compilazione delle liste come il M5S, che ha consentito a tutti gli iscritti di poter esprimere il proprio voto sui candidati“. Parole distensive anche per il rapporto del fondatore del Movimento, Beppe Grillo in continuo contatto per gli “aggiornamenti sulla campagna elettorale“, il programma politico sarà invece presentato il 9 settembre “a Roma all’Auditorium della Conciliazione, ci sarà un grande evento per presentare il nostro programma“.
A proposito degli esorbitanti costi energetici Giuseppe Conte dichiara che da 6 mesi sono state presentate “proposte concrete su bollette e carovita. Da Draghi abbiamo ricevuto solo dei no e dei rinvii: ora il conto lo pagano imprese e cittadini. Vanno recuperati i 9 miliardi di extraprofitti persi per strada dal governo. E lancio un appello: il ministero dell’Economia pubblichi i dati sui pagamenti effettuati per verificare quali sono le società che hanno versato il contributo e quali si stanno sottraendo alla legge“.
Secondo Conte: «dobbiamo estendere questa tassazione anche ai settori farmaceutico e assicurativo, colpendo le speculazioni che durante la pandemia hanno prodotto profitti ingenti. È poi assolutamente necessario azzerare l’Iva sui generi alimentari, valutando la variazione di bilancio necessaria a generare le risorse che ci servono».
In merito al dibattuto e contestato Reddito di Cittadinanza, la misura a 5 Stelle l’ex premier ha spiegato: «lo abbiamo già modificato in manovra, con interventi antifrode ancora più efficaci e con meccanismi che incentivano l’accoglimento della prima offerta di lavoro». Secondo Conte l’dea del Centrodestra “di abolire questo sostegno vitale scatenerebbe una guerra sociale“.
Il leader del M5S ha poi dichiarato che la vittoria elettorale debba passare dalle “proposte e non agitando lo spauracchio di una nuova Marcia su Roma. Meloni si è prodigata molto per accreditarsi a livello internazionale, togliendosi di dosso gli imbarazzi di gioventù“.
Berlusconi: una raccomandata per aprire un’impresa
Il numero uno di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha dichiarato: «la riforma della burocrazia è indispensabile, affinché l’Italia possa tornare a essere un Paese in cui si fa impresa, si investe, si fanno utili e si crea lavoro. Dobbiamo assolutamente dire basta alle autorizzazioni preventive, che oggi sono necessarie per far partire qualsiasi attività. Chi vorrà aprire un’azienda, chi vorrà costruire o ristrutturare un immobile, con la nostra riforma potrà farlo senza attese e senza intoppi. Basterà mandare una raccomandata e si potrà partire subito con i lavori. Naturalmente rispettando le leggi in vigore».
Fiano: non permetteremo cambi della Costituzione
Il deputato del Partito Democratico Emanuele Fiano ha dichiarato che “se in questo Paese dovesse vincere la destra e cambiare la costituzione, non lo permetteremo. La storia dell’odio può ripetersi. Io non posso perdere: devo vincere. Non ho paura che ritorni il fascismo in questo Paese: la storia non si ripete mai uguale“. Secondo Fiano, inoltre, Meloni «non farà il saluto romano. Non ci sarà una rivoluzione fascista ma sarà possibile la tendenza a negare la forza della scienza, si ricordi la vicenda covid, o a negare la forza dello Stato utile per salvare vite umane».
La questione energetica
Praticamente tutti i leader dei partiti stanno cercando di trovare soluzioni comuni per il rincaro energetico. Da fonti di Palazzo Chigi intanto arriva un no comment alla proposta della Lega di uno scostamento di bilancio. Inoltre non sarebbero previste “misure imminenti” per far fronte al caro energia dall’Esecutivo, dato che il Governo è “al lavoro su un provvedimento che nelle intenzioni continuerà a calmierare i costi per famiglie e imprese“, ma il pressing per una risposta urgente è da escludersi dato che “siamo in affari correnti“.
Fratoianni: si pensa a dad e non a tassare extraprofitto
Il leader di Sinistra Italiana ha puntato il dito contro “l’ingiustizia italiana“: «per risparmiare energia qualcuno davvero sta pensando alla didattica a distanza per gli studenti del nostro Paese e alla riduzione del riscaldamento a scuola? Ma nel frattempo, Enel, Eni e le altre compagnie energetiche grandi e piccole accumulano 50 miliardi di extraprofitti e nessuno gliene chiede conto. Quindi la morale è semplice i ragazzi a casa o al freddo, mentre i grandi colossi festeggiano. La solita fotografia dell’ingiustizia italiana. Non ci siamo proprio».
Della Vedova: per +Europa sì a tetto europeo a prezzo del gas
Benedetto Della Vedova, segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri sostiene la linea del presidente del Consiglio: «sul piano europeo, +Europa sostiene l’iniziativa avviata da Mario Draghi sul tetto europeo al prezzo del gas. Sul piano interno, sostenere famiglie e imprese contro il caro bollette, accelerare la diversificazione per sostituire il gas russo, riduzione dei consumi, spingere sulle rinnovabili e sui rigassificatori. Come quello da fare a Piombino. Il sindaco di FdI è contrario: Giorgia Meloni cosa pensa sia meglio per la Nazione, come direbbe lei, portare il rigassificatore a Piombino oppure no?».
De Magistris: tornare al controllo statale su energia
Secondo il portavoce di Unione Popolare, Luigi de Magistris, la soluzione alla crisi energetica è di porre fine alle privatizzazioni.
«La guerra in Ucraina prosegue e, con essa, l’aumento dei costi del gas e dell’energia elettrica che ricadranno sempre più pesantemente sui ceti medi e popolari. In Europa si parla apertamente di razionamento dell’energia. Siamo di fronte ad un libero mercato impazzito e fallimentare, incapace di contenere i costi dell’energia. E dinanzi ad una politica europea che ha rinunciato al proprio ruolo nel momento in cui non è stata capace di lavorare per la pace, unica condizione che possa garantire anche una stabilità per l’economia. La gestione neo-liberista delle energie ha fallito su tutti i fronti. È tempo di tornare ad un controllo statale del gas e dell’energia elettrica in modo da poter fissare un tetto ai prezzi, contenere i consumi, avviare una pianificazione utile a fare crescere l’impiego di energie rinnovabili. E’ ora di riconoscere che la contrapposizione bellicista che alimenta il conflitto in Ucraina è un errore inaccettabile. E di impiegare tutte le nostre energie per un accordo di pace» sono le parole dell’ex sindaco di Napoli.
M5S: no a riduzione di orario scolastico per risparmiare
Per quanto riguarda la possibilità di una riduzione dell’orario scolastico per il risparmio energetico Giuseppe Conte chiarisce la posizione del Movimento su Facebook: «lo chiariamo subito. Il Movimento 5 Stelle non è affatto favorevole alle proposte che iniziano a circolare che prevedono riduzioni di orario e ritorno alla Dad nelle scuole per risparmiare energia. Altro discorso è valutare con i dirigenti scolastici la possibilità di una redistribuzione dell’orario scolastico che, in un quadro integrato col sistema dei trasporti, possa generare economie di sistema. I nostri ragazzi hanno già dato. È una generazione che ha già sofferto di un’offerta formativa compromessa e di occasioni di socialità mancate. Non si facciano pagare alla scuola le conseguenze della crisi energetica. Negli ultimi due anni la scuola ha subito troppo: questo deve essere l’anno della piena normalità, della ripartenza e del rilancio».
Salvini: Cdm per rinnovare sconto carburanti
Il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato: «la settimana prossima ci sarà un Consiglio dei ministri per rinnovare lo sconto per i carburanti» e ha ribadito la richiesta del Carroccio: chiedere uno scostamento di bilancio di “almeno 30 miliardi” per combattere il rincaro energetico.
«Penso che questo Governo in carica possa anzi debba approvare un piano da 30 miliardi di euro. Spero che almeno su questo la politica si unisca, se stiamo andando verso una catastrofe energetica penso che uno scostamento di bilancio di 30 miliardi si possa fare in poche settimane, servono questi soldi cash per famiglie e imprese», ha spiegato. Il modello a cui fa riferimento Salvini è quello francese e ha invocato “un armistizio” tra le forze politiche aspettandosi che “Renzi, Letta, Calenda, Conte vogliano concordare sul fatto di portare questa proposta in Consiglio dei ministri“
Calenda apre a Salvini
Su Twitter Carlo Calenda apre a Matteo Salvini, di fatto reclamando la paternità dell’idea: «meno male. Almeno uno c’è arrivato. Dopo quattro giorni di insulti ma c’è arrivato. Chiamatelo armistizio o time out. È la stessa cosa. Vediamoci domani e proviamo a trovare un accordo per evitare il disastro».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI
